Il nuovo bando-tipo fa leva su iter univoci e digitalizzati

Procedure uniformi, maggiore digitalizzazione, criteri di selezione più trasparenti e controlli rafforzati sono gli elementi che caratterizzano il nuovo bando-tipo per la richiesta delle agevolazioni approvato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il modello che le amministrazioni pubbliche dovranno utilizzare nella predisposizione dei bandi destinati alle imprese rappresenta uno dei principali strumenti attuativi del nuovo Codice degli incentivi e mira a superare la frammentazione che negli anni ha caratterizzato i diversi sistemi di agevolazione. Il bando-tipo è stato approvato con il decreto del 18 giugno 2026, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 17 luglio.

La novità più rilevante consiste nell’introduzione di una struttura uniforme per tutti i bandi. Pur mantenendo la possibilità di adattare il modello alle peculiarità delle singole misure, le amministrazioni dovranno seguire uno schema comune che renderà più semplice per imprese e professionisti individuare requisiti, modalità di partecipazione, spese ammissibili e criteri di valutazione. L’obiettivo è quello di garantire maggiore chiarezza e ridurre le differenze procedurali tra un’amministrazione e l’altra.

Grande attenzione viene riservata anche alla digitalizzazione. Il decreto prevede, infatti, che la redazione dei bandi possa essere effettuata attraverso il sistema Incentivi Italia, la piattaforma informatica che metterà a disposizione servizi dedicati per confezionare gli avvisi in modo standardizzato, riducendo tempi, errori e adempimenti amministrativi. Si tratta di un passaggio destinato a rendere più efficiente l’intero ciclo di vita degli incentivi, dalla pubblicazione del bando fino alla gestione delle domande.

Tra gli aspetti di maggiore interesse figurano anche i nuovi criteri di premialità. Le amministrazioni potranno valorizzare imprese dotate di rating di legalità, della certificazione della parità di genere o che promuovono l’occupazione giovanile, femminile e delle persone con disabilità. Potranno inoltre essere previste riserve di risorse a favore delle piccole e medie imprese e, quando compatibile con la misura, degli investimenti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno. In questo modo gli incentivi non saranno soltanto uno strumento di sostegno economico, ma anche una leva per promuovere obiettivi di inclusione sociale, legalità e sviluppo del territorio.

Il decreto rafforza poi i controlli sui beneficiari. Per accedere alle agevolazioni le imprese dovranno dimostrare il possesso di precisi requisiti di affidabilità, risultare in regola con gli obblighi contributivi e non essere interessate da cause di esclusione previste dalla normativa, come interdittive antimafia oppure provvedimenti che impediscono di contrarre con la pubblica amministrazione.

Particolare rilievo assume, infine, la disciplina delle spese ammissibili e della loro rendicontazione. Il provvedimento introduce regole più rigorose sulla tracciabilità dei pagamenti, sulla documentazione da conservare e sull’uso del Codice unico di progetto (Cup), con l’obiettivo di garantire un utilizzo corretto delle risorse pubbliche e facilitare le attività di controllo.

Procedure uniformi, maggiore digitalizzazione, criteri di selezione più trasparenti e controlli rafforzati, dunque, sono gli elementi chiave che caratterizzano il bando-tipo che dovrà essere adoperato per richiedere incentivi e agevolazioni.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 23 luglio 2026

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