Occorre precisare che le Pmi, se partecipano da sole, devono mettere a budget un 10% del totale per costi di ricerca da sostenere presso un organismo di ricerca oppure di un consulente esterno. È quanto prevede il decreto del 19 maggio 2026, che punta a sostenere la competitività del sistema produttivo delle regioni del Sud, incentivando lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi attraverso attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Le agevolazioni si rivolgono ai programmi da realizzare in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con investimenti compresi tra uno e cinque milioni. Il decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy concentra il sostegno sulle tecnologie considerate strategiche per la crescita del sistema industriale italiano.
Rientrano tra gli ambiti prioritari l’intelligenza artificiale, i big data, il cloud computing, la cybersicurezza, la blockchain, il supercalcolo, le tecnologie quantistiche e, più in generale, tutte le tecnologie digitali avanzate in grado di generare innovazione e maggiore competitività.
Dal punto di vista delle agevolazioni, la misura prevede una combinazione di contributo diretto e finanziamento agevolato. Il finanziamento copre il 40% delle spese ammissibili, mentre il contributo a fondo perduto varia in funzione della dimensione dell’impresa, raggiungendo il 40% per le piccole imprese, il 35% per le medie e il 30% per le grandi. Per gli organismi di ricerca sono previste percentuali ancora più elevate relativamente alle attività di ricerca industriale.
Particolare attenzione è riservata alle piccole e medie imprese. Il decreto destina, infatti, il 60% delle risorse complessive alle piccole e medie imprese e alle reti di impresa, prevedendo inoltre che una parte significativa di questa dotazione sia riservata alle micro e piccole imprese, con l’obiettivo di favorire la più ampia partecipazione del tessuto produttivo meridionale.
I programmi potranno essere presentati sia da imprese singole sia attraverso partenariati composti da un massimo di tre soggetti, favorendo la collaborazione tra imprese e, ove necessario, con università e organismi di ricerca. La piccola o media impresa deve avvalersi della collaborazione di un organismo di ricerca o di un consulente esterno, al quale va affidata una quota delle attività progettuali. L’obbligo non riguarda invece i progetti presentati in forma congiunta.
Termini di apertura e modalità per la presentazione delle domande saranno definiti con successivi provvedimenti.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 10 luglio 2026