Da ieri le imprese possono presentare su Irfis FinSicilia le domande per il cosiddetto “South working”, incentivo per permanenza o rientro in Sicilia di lavoratori assunti da aziende fuori dall’Isola. La dotazione è di 54 milioni: 18 l’anno dal 2026 al 2028. L’istruttoria sarà in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse. Il contributo va ai datori di lavoro: 30 mila euro per ogni assunzione stabile o stabilizzazione, in cinque quote annue da 6mila euro. Non è un bonus immediato, ma un sostegno legato alla continuità del rapporto. «Stiamo investendo concretamente sul futuro della Sicilia – afferma il presidente della Regione Renato Schifani – partendo proprio dal rientro dei nostri talenti, soprattutto i più giovani». Per la Regione il lavoro agile può trattenere professionalità, ridurre l’emigrazione e rafforzare la competitività dell’isola.
La misura non riguarda in modo generalizzato le imprese siciliane: possono accedervi aziende con unità produttive nel resto d’Italia, nell’Ue o in Paesi extra Ue. L’unità indicata nel contratto non deve essere in Sicilia, mentre il dipendente deve lavorare prevalentemente dall’isola. Sono ammesse assunzioni a tempo indeterminato e trasformazioni da tempo determinato successive al 9 gennaio 2026. Il lavoratore deve risiedere in Sicilia alla concessione; chi ha avviato il cambio di residenza dovrà completarlo entro la prima erogazione, pena la revoca. Nessuna soglia di qualificazione o requisito di rientro da fuori regione. Esclusi autonomi, partite Iva e collaborazioni non subordinate. Contratto o accordo individuale di smart working dovranno prevedere almeno cinque anni di lavoro dalla Sicilia. La presenza in azienda non potrà superare il 20% dei giorni annui e dovrà essere certificata ogni anno da impresa e dipendente. Le aziende devono essere attive, in regola con Durc, antimafia, contributi e contratti; escluse quelle sanzionate definitivamente negli ultimi tre anni per sicurezza o contratti. Regime “de minimis”: massimo 300mila euro in tre esercizi per impresa unica. Domande con bollo da 16 euro, firma digitale e documentazione di contratto, assunzione e residenza. Per le quote annuali, entro il 30 aprile, occorreranno cedolini e attestazioni. Irfis farà i controlli: cessazione del rapporto, perdita della residenza o superamento stabile della presenza in azienda comportano revoca o perdita delle rate successive.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Imprese e Territori del 1° luglio 2026.