Per gli artigiani e i commercianti, l’iper-ammortamento può comportare un minor esborso di Irpef e Inps che può arrivare fino al 179% del costo del bene acquistato. Dal 2026 al 30 settembre 2028, con l’iperammortamento, sono molto maggiori i vantaggi rispetto ai crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0.
Agli artigiani e ai commercianti, il nuovo iperammortamento conviene molto di più rispetto ai crediti d’imposta 4.0 o 5.0 scaduti lo scorso 31 dicembre 2025 (per Industria 4.0 il prossimo 30 giugno 2026, se prenotazioni entro il 31 dicembre 2025), se considerano la riduzione del loro carico contributivo Ivs come una riduzione effettiva e non come un mancato accantonamento alla loro futura pensione, calcolata con il metodo contributivo. Con l’iper-ammortamento, infatti, il minore esborso finanziario, ad esempio, per una srl senza trasparenza e per i suoi soci lavoratori commercianti è pari all’87,3% dell’investimento effettuato (senza considerare l’attualizzazione del risparmio annuale, la deduzione degli ammortamenti ordinari e l’eventuale tassazione in caso di plusvalenza da cessione del bene), contro le percentuali dei suddetti crediti d’imposta, per i quali era possibile ottenere, al massimo, uno sconto del 45% (per Transizione 5.0).
Minor esborso Ires o Irpef, senza Inps
Per i soggetti Ires (24%) o per quelli Irpef con aliquota media Irpef più addizionali del 24%, senza iscrizione del titolare o dei soci all’Inps commercianti o artigiani (ad esempio, perché l’attività è industriale), che fanno un investimento agevolato fino a 2,5 milioni di euro, il vantaggio fiscale (minor esborso di imposte) riferito alla sola maggiorazione del 180% dell’iper-ammortamento, è del 43,2% (24% x 180%) del costo dell’investimento, a condizione che venga completato il processo di ammortamento. Se l’investimento è tra i 2,5 milioni di euro e i 10 milioni di euro la maggiorazione è del 100%, quindi, il vantaggio fiscale è del 24% (24% x 100%), mentre se è tra 10 milioni di euro e 20 milioni, la maggiorazione è del 50% e comporta un minor esborso di Ires del 12% (24% x 50%) dell’investimento.
Minor esborso Ires o Irpef e Inps
Se l’impresa, invece, svolge un’attività commerciale o artigianale, dove, semplificando, tutti i soci sono lavoratori, con l’iper-ammortamento i soci riducono la loro base imponibile Inps, le cui aliquote sono, a scaglioni, del 24,48% (24% per gli artigiani) fino ad un imponibile Inps di 56.224 euro e del 25,48% (25% per gli artigiani) per un imponibile Inps da 56.225 euro a 93.707 euro (a 122.295 euro per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti alla gestione Ivs dal 1° gennaio 1996). Nel calcolo del minor esborso globale della società e dei soci generato dall’iper-ammortamento, quindi, dovrebbe essere considerato anche il minor esborso dei contributi Inps, con la precisazione che questo comporterà una riduzione anche della futura pensione (calcolata con il metodo contributivo). Pertanto, al suddetto 43,2% di risparmio di Ires (o di Irpef più addizionali, al 24%) per un investimento fino a 2,5 milioni di euro, va sommato un ulteriore 44,1% (24,48% x 180%) relativo allo sconto dell’Inps dei soci, portando ad una riduzione complessiva di imposte e di contributi Inps da pagare dell’87,3% dell’investimento.
Irpef alta
La differenza è ancora maggiore, se si considerano, ad esempio, i soggetti Irpef (ditte individuali o soci di snc, sas o srl trasparenti), privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e iscritti alla gestione Ivs dal 1° gennaio 1996, con un imponibile Irpef e Inps di 122.000 euro, con un’aliquota media Irpef, addizionali regionali e comunali, del 39% («imposta lorda» del rigo RN5 di Redditi PF / «reddito imponibile» del rigo RN4). In questi casi, il risparmio fiscale e contributivo dell’iper-ammortamento arriva al 115% del costo del bene agevolato ((39%+25%)x180%).
Anche il risparmio sull’ammortamento ordinario
Se, poi, il confronto non è con i crediti d’imposta scaduti, ma si vuole capire l’effettivo minor esborso Irpef e Inps generato dall’effettuazione o meno dell’investimento, si deve considerare anche il vantaggio fiscale e contributivo dell’ammortamento ordinario del bene acquistato, in quanto il suddetto 180% è solo la maggiorazione fiscale rispetto all’ammortamento ordinario. Ecco che nell’ultimo esempio il risparmio fiscale e contributivo arriva addirittura al 179% del costo del bene acquistato ((39%+25%)x280%). In caso di Srl senza trasparenza e con soci non iscritti all’Inps commercianti o artigiani, invece, il minor esborso Ires sarà pari al 67% del costo del bene acquistato (24%x280%), sempre senza considerare l’attualizzazione del risparmio fiscale e l’eventuale tassazione in caso di plusvalenza derivante dalla cessione del bene agevolato.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e tributi del 27 maggio 2026