Con i quattro bandi del Piano ricerca 2026 in palio 410 milioni

Missione compiuta. I primi quattro bandi previsti per quest’anno dal Piano triennale della ricerca 2026-28 sono arrivati tutti al traguardo. E anche nei tempi visto che il cronoprogramma voluto dalla ministra Anna Maria Bernini per dare attuazione al maxi-fondo istituito dalla manovra 2026 indicava come scadenza finale il 30 aprile. In totale, se includiamo i costi di amministrazione, sul piatto ci sono quasi 410 milioni di euro grazie al poker di avvisi emanati dal Mur in meno di un mese, che in questa sede proviamo a riassumere.

Prin 2026

Il primo bando a vedere la luce, che è anche il più sostanzioso, è stato circa tre settimane fa il Prin 2026 che - come dice il suo acronimo - destina quasi 260 milioni ai progetti di rilevante interesse nazionale. Si tratta di iniziative nel campo della ricerca fondamentale di durata triennale, caratterizzati da elevata qualità scientifica e realizzati in forma collaborativa tra università, enti e Afam. Tra le innovazioni rispetto ai vecchi Prin c’è il tentativo di favorire gruppi di studiosi più ampi, prevedendo che a occuparsi dei progetti siano partenariati composti da quattro a sei unità di ricerca appartenenti a istituzioni diverse. In palio ci sono 259,88 milioni di euro e una quota del 15% (cioè 38,9 milioni) è riservata ai ricercatori under 40. L’età va calcolata alla data di presentazione del bando, con una serie di deroghe codificate per congedi di maternità, paternità e malattie di lunga durata, che allineano l’Italia agli standard europei nelle procedure di selezione.

Il finanziamento per ciascun progetto potrà essere compreso tra 1 e 1,2 milioni di euro. E per candidarsi via web (https://prin.mur.gov.it/) c’è tempo fino alle 15 del 1° giugno.

Prin Hybrid 2026

Si chiude invece il 4 giugno, sempre alle ore 15, la finestra per le istanze di partecipazione al Prin Hybrid da 56,6 milioni. Le domande possono essere presentate dai ricercatori di università, enti pubblici e istituzioni Afam che non si siano candidati al Prin 2026.

L’Hybrid è un nuovo tipo di finanziamento che la ministra Bernini ha voluto per i progetti di ricerca multidisciplinari capaci, se possibile, di sviluppare competenze integrate. Gli ambiti specifici di intervento sono cinque: tecnologie quantistiche, high performance computing, intelligenza artificiale, cybersicurezza, tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario. La condizione è che siano coinvolti almeno due dei tre macrosettori Erc (scienze della vita, scienze fisiche e ingegneria, scienze sociali e umanistiche), includendo obbligatoriamente queste ultime. Ciascun progetto può ottenere da 1,2 a 1,7 milioni di euro. Fermo restando che il 40% delle risorse vada a ricercatori under 40.

Partnership europee

Terzo in ordine di tempo ad arrivare, lunedì scorso, è stato il decreto direttoriale che destina 30 milioni alle partnership Ue già in vigore o alle azioni del Piano Mattei. A tal fine, il Mur ha previsto tre linee di finanziamento. La prima, da 21 milioni, cofinanzierà la partecipazione italiana a 21 partenariati europei (come laClean energy transition partnership o l’European partnership for personalised medicine); la seconda, da 6 milioni, interessa i semiconduttori, e una terza, da 3 milioni, è rivolta agli accordi bilaterali stipulati nell’ambito del Piano Mattei o per progetti di cooperazione con i Paesi dell’Asia Centrale e dell’America Latina. Qui non c’è una scadenza da rispettare, ma saranno coinvolti i progetti che superano le valutazioni internazionali e che rispettano i requisiti richiesti.

Synergy 2026

L’ultimo bando giunto al traguardo, mercoledì scorso, è stato il Synergy 2026 da 50 milioni che nasce con il duplice obiettivo, da un lato, di incentivare le collaborazioni pubblico-private, valorizzando le competenze maturate con i programmi Pnrr e c Pnc (Piano nazionale complementare). A farsi avanti possono essere Centri Nazionali finanziati dal Mur nell’ambito del Piano di ripresa e resilienza: l’Icsc, il Most, Agritech l’ Nbfc e il Centro nazionale per le terapie geniche e i farmaci a Rna che in qualità di hub potranno presentare una domanda insieme agli hub degli ecosistemi di innovazione, dei partenariati e delle infrastrutture di ricerca finanziate dal Pnc.

Le attività dovranno riguardare ricerca industriale e sviluppo sperimentale, al fine di portare le tecnologie verso applicazioni concrete negli stessi campi ai quali si rivolge il bando Hybrid. Ma in questo caso il 51% del costo dovrà riferirsi ad attività svolte dalle imprese.

Ogni progetto dovrà costare tra 5 e 8 milioni di euro e avere una durata massima triennale. Le domande vanno inoltrate in inglese al sito https://synergy.bandi.cineca.it, tra le 15 di oggi e la stessa ora del 6 luglio.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Scuola24 del 4 maggio 2026

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