Plafond da 109 milioni per rilanciare il turismo

Arrivano le disposizioni operative per l’accesso e l’utilizzo delle agevolazioni destinate allo sviluppo dell’offerta turistica nazionale.

Il decreto 16 marzo 2026, emanato dal ministero del Turismo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 20 aprile, definisce le regole per l’utilizzo delle risorse destinate allo sviluppo turistico. Mobilita 109 milioni di euro e punta a sostenere investimenti privati strutturali, capaci di rafforzare competitività, sostenibilità e qualità dell’offerta turistica.

Le risorse sono articolate in due sezioni complementari: 59 milioni di contributi a fondo perduto e 50 milioni di finanziamenti agevolati. Le agevolazioni possono essere concesse in forma combinata, nel rispetto dei limiti europei sugli aiuti di Stato. Il contributo diretto alla spesa potrà arrivare fino al 30% dei costi ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni, mentre il finanziamento agevolato potrà coprire fino al 70% dell’investimento, con una durata massima di cinque anni e un tasso pari al 20% del tasso di riferimento europeo.

Il decreto è finalizzato a rendere pubbliche le «disposizioni applicative per l’attuazione e lo sviluppo dell’offerta turistica nel territorio nazionale, anche attraverso interventi in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere turistiche, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance (Esg) e il turismo sostenibile».

Importo minimo di un milione

La misura si rivolge a progetti di dimensione rilevante. Ogni piano di investimento dovrà avere un importo non inferiore a un milione di euro e non superiore a 15 milioni. I beneficiari sono le imprese operanti nel settore turistico e ricettivo.

Il decreto incentiva in particolare la riqualificazione energetica degli edifici turistici, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e soluzioni per la riduzione dei consumi idrici.

Accanto alla transizione green, trova spazio la digitalizzazione avanzata con investimenti in software, brevetti e know-how.

Spazio anche agli interventi in piscine, centri wellness e congressuali, e all’accessibilità e all’innalzamento qualitativo dell’offerta, con l’obiettivo di ampliare i periodi di utilizzo delle strutture e intercettare una nuova domanda.

Gestione a Invitalia

Invitalia opererà come soggetto gestore per la ricezione, la valutazione e l’erogazione delle agevolazioni. La selezione dei progetti avverrà tramite procedura valutativa, sulla base di criteri che saranno definiti in un apposito avviso. Gli investimenti dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione e, comunque, non oltre il 30 settembre 2028.

Nonostante la pubblicazione del decreto, le imprese non possono ancora presentare domanda. Il passaggio decisivo è l’emanazione dell’avviso pubblico da parte del ministero del Turismo, prevista, a questo punto, entro il prossimo 20 maggio. L’avviso fisserà l’apertura dello sportello, le modalità di presentazione delle istanze, la griglia di valutazione e gli eventuali criteri di premialità.

Contestualmente, Invitalia dovrà rendere operativa la piattaforma informatica dedicata, unico canale per l’invio delle domande. Solo al momento della presentazione dell’istanza verrà assegnato il Codice unico di progetto (Cup), indispensabile per la gestione e la rendicontazione delle spese.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 23 aprile 2026.

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