Caro carburante, spiragli sui ristori. Allo studio il bonus

Primi spiragli per l’autotrasporto che però non abbassa la guardia e per ora non revoca il fermo programmato dal 25 al 29 maggio. Le schiarite per il settore sono arrivate ieri nel corso dell’incontro al ministero delle Infrastrutture con il braccio destro di Salvini, il viceministro Edoardo Rixi. È lì che le associazioni riunite intorno a un tavolo hanno ascoltato la ricetta del governo per fare fronte all’emergenza carburante che sta mettendo a dura prova l’intera categoria e a cascata l’intero sistema industriale.

Ma già dalla mattina erano arrivati i primi segnali di attenzione dal ministro dell’Economia Giorgetti che per le soluzioni contro il caro carburante aveva parlato di «priorità assoluta per l’economia» e «in particolare per gli autotrasportatori perché questo è uno tra principali fattori di tensione inflazionistica sui pezzi al consumo, più o meno oggettive e più o meno di ordine speculativo». La conferma è poi arrivata nel pomeriggio dal dicastero di Porta Pia. «Contenere l’impennata dei costi dei carburanti è una priorità per arginare le spinte inflazionistiche e tutelare imprese e consumatori», ha fatto sapere il ministero in un nota. La strategia confermata dal governo alle associazioni di rappresentanza - da Unatras a Anita passando per Fiap e anche Trasporto Unito - è innanzitutto di soccorso immediato alle imprese.

Le richieste si aggirano intorno ai 500 milioni di euro, la stessa cifra che il governo ha riconosciuto alla categoria nella crisi ucraina del 2022. Ma nel frattempo anche l’anticipo e l’utilizzo del credito accise rispetto agli attuali 60 giorni e la predisposizione di una nota sul corretto funzionamento della clausola del fuel surcharge.

Tra le iniziative su cui il Mit si è impegnato c’è anche la disponibilità di risorse destinate al sea modal shift. «Un incontro che segna una svolta», hanno commentato le associazioni aderenti a Unatras a fine incontro. Il prossimo appuntamento è atteso nei primi giorni di maggio quando il governo dovrebbe portare al tavolo le soluzioni concrete.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 23 aprile 2026.

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