Credito d’imposta carburanti: allo studio meno vincoli per le aziende interessate

Meno vincoli sul credito d’imposta riservato all’autotrasporto merci dal primo decreto taglia accise (Dl 33/2026). Dopo le sollecitazioni emerse dalle categorie produttive nel corso delle audizioni, la commissione Finanze del Senato presieduta da Massimo Garavaglia (Lega) punta a rivedere i vincoli attualmente previsti e a trovare una soluzione al paradosso generato dalla riduzione delle accise sul carburante (si veda «Il Sole 24 Ore dell’11 aprile) che però rischia di “sgonfiare” anche l’importo del rimborso spettante. Naturalmente si tratta di una partita da gestire compatibilmente con le risorse che potranno essere disponibili. In ogni caso non si tratterà di una correzione da imbarcare non nella conversione del primo decreto taglia accise, che oggi va verso un’approvazione senza modifiche anche perché si sono esauriti gli effetti, ma di un discorso da rinviare all’iter di conversione del decreto fiscale (anch’esso assegnato alla commissione Finanze del Senato).

Il credito d’imposta previsto per l’autotrasporto è “strutturato” per essere commisurato alla maggiore spesa sostenuta nel mese di marzo, aprile e maggio rispetto a quello di febbraio e può contare su una dotazione massima di 100 milioni di euro per il 2026. Non è stata fissata una percentuale dalla norma primaria. Da Anita (l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica) è arrivata nelle audizioni un input ai senatori per semplificare il meccanismo del credito d’imposta su misura per le imprese dell’autotrasporto merci per cui sono stati stanziati 100 milioni di euro dal primo dei due decreti taglia accise (Dl 33/2026) e accelerarne l’erogazione commisurandolo «alla spesa effettivamente sostenuta nel primo trimestre 2026 per l’acquisto di gasolio utilizzato in veicoli di categoria Euro 5 o superiore, al netto dell’Iva e comprovata mediante idonea documentazione». Di fatto questo consentirebbe di poter almeno rispondere all’esigenza di una maggiore celerità nel riconoscimento e quindi alla crisi di liquidità che stanno attraversando le imprese del settore proprio per la forte pressione sui costi del caro carburanti.

L’altro aspetto da risolvere riguarda l’assottigliamento del rimborso prodotto proprio dal taglio delle accise che potrebbe richiedere un intervento extra come un credito d’imposta compensativo. Intanto però i senatori sia di maggioranza che di opposizione hanno presentato emendamenti per velocizzare a regime il rimborso accise (si veda «Il Sole 24 Ore» del 18 aprile). Tentativo di cui si riparlerà quando sarà aperto il dossier della conversione del decreto fiscale.

Resta poi un nodo che deve essere sciolto a livello comunitario. Con l’attuale assetto del regime de minimis quasi tutte le imprese rischiano di essere tagliate fuori dalla fruizione del credito d’imposta perché si troverebbero a superare la soglia degli aiuti di Stato. Come a dire che oltre al danno, sarebbero costrette a fronteggiare anche la beffa dell’impossibilità di accedere all’agevolazione anti crisi. Per questo sarà decisiva la modifica del temporary framework in chiave Ue per allargare le maglie degli aiuti utilizzabili, decisione attesa nei prossimi giorni.

Ma a soffrire non c’è solo l’autotrasporto merci. In grandissimo affanno, come testimoniano tutti gli appelli continuati ad arrivare negli ultimi giorni dalle associazioni di categoria, ci sono il trasporto passeggeri e il trasporto pubblico locale (Tpl). Per ora sono rimasti a secco di agevolazioni mirate contro il caro carburante, ma l’incognita legata alla loro operatività impone un pronto intervento. Sempre risorse permettendo.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 21 aprile 2026.

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