Il Fondo 394/81 si rafforza con maggiori quote di contributo a fondo perduto a favore delle imprese più esposte agli shock internazionali. Il decreto legge 42 del 3 aprile 2026 introduce infatti un potenziamento degli incentivi, con l’obiettivo di sostenere le aziende colpite dall’aumento dei costi energetici e dalle conseguenze economiche legate alle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico.
Si tratta di un intervento mirato, che si applica alle domande presentate entro il 31 dicembre 2026 e riferite a iniziative di transizione digitale o ecologica. Per poter accedere le imprese devono dimostrare di aver subito un impatto economico negativo riconducibile all’aumento dei costi energetici o agli effetti indiretti del contesto geopolitico internazionale che si traduce in una diminuzione del fatturato o dei flussi di cassa in relazione al conflitto nell’area del Golfo Persico.
Sul piano finanziario, il decreto stabilisce limiti precisi per l’erogazione delle risorse a valere sul Fondo per la promozione integrata (Fpi), fissati con 160 milioni per il 2026 e 140 milioni per il 2027. Tali importi si inseriscono in un quadro più ampio di disponibilità del Fondo 394/81 che, sulla base dei dati aggiornati al 28 febbraio 2026, presenta una capacità complessiva impegnabile pari a 7.264 milioni, di cui 455 milioni riferibili al Fpi.
Le stime sugli impieghi per il 2026 indicano un utilizzo complessivo di circa 1.207 milioni, comprensivo sia dell’operatività ordinaria sia della nuova misura introdotta, con una quota di 212 milioni destinata al Fondo per la promozione integrata.
Il fondo perduto può raggiungere, di base, il 20% ma prevede un ulteriore elemento di favore per le piccole e medie imprese: per queste, infatti, la quota a fondo perduto può essere elevata di altri 10 punti.
Dal punto di vista operativo, l’attuazione della misura è demandata al comitato agevolazioni di Simest, cui spetta la definizione dei criteri di verifica delle condizioni di accesso, nonché delle modalità e dei termini di applicazione.
L’incentivo, dal punto di vista temporale, segue quello previsto per le imprese danneggiate dall’uragano Harry che ha avuto, come prima data per la presentazione delle domande, il 31 marzo scorso. Possono accedere a quest’ultima misura le imprese di qualsiasi dimensione con sede operativa in Sicilia, Sardegna o Calabria, purché situate nei territori per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza. Tra i requisiti principali figura il deposito del bilancio 2025 (o della dichiarazione dei redditi, ove non obbligatorio) e il raggiungimento di determinate soglie di export diretto o indiretto: almeno il 3% di fatturato export diretto oppure il 10% di fatturato realizzato verso clienti esportatori, o appartenenti a filiere esportatrici, o, ancora, una quota pari almeno al 10% di fatturato verso clientela estera, da attestare tramite asseverazione indipendente.
Elemento centrale della misura è la dimostrazione del danno subito. Le imprese devono infatti aver riportato danni materiali direttamente riconducibili agli eventi meteorologici, comprovati da una perizia asseverata redatta da un professionista abilitato. Il contributo è finalizzato proprio al ristoro di tali danni, con riferimento ad attivi quali immobili, macchinari, attrezzature, automezzi e scorte di magazzino. Dal punto di vista finanziario, l’agevolazione si configura come contributo a fondo perduto.
IL FONDO 394/81
Disponibilità nel 2026
Gli importi stabiliti dal Dl 42/2026 si inseriscono nella disponibilità del Fondo 394/81 che, al 28 febbraio 2026, presentava una capacità pari a 7.264 milioni, di cui 455 milioni riferibili al Fondo per la promozione integrata. Le stime sugli impieghi per il 2026 indicano un utilizzo complessivo di circa 1.207 milioni.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 16 aprile 2026.