Accise, dall’extragettito Iva il 40% dei fondi allo sconto bis

Lo sconto bis sulle accise potrebbe arrivare all’1-2 maggio, per coprire anche il tradizionale fuori porta del fine settimana. A patto naturalmente di trovare le coperture, su cui i lavori al ministero dell’Economia fervono in vista della riunione del consiglio dei ministri in programma domattina alle 10.

La replica del taglio delle accise, concordata nel vertice di lunedì scorso fra la premier Meloni e il ministro dell’Economia Giorgetti, sarà il cuore del nuovo provvedimento. Che però si occuperà anche di estendere il credito d’imposta trimestrale del 20% sull’acquisto del gasolio agricolo con le modalità già previste dallo sconto fiscale riconosciuto a pesca e acquacoltura dal primo decreto accise.

Il punto, si diceva, sono le coperture. Che dovranno essere costruite a bilancio invariato, senza toccare i saldi di finanza pubblica. Proprio questi binari rigidi, inevitabili almeno fino alla presentazione del Documento di finanza pubblica (l’ex Def) destinato a slittare dopo il 20 aprile, rendono sempre più complicata la caccia alle risorse per i nuovi sconti. Impossibile replicare il taglio lineare ai ministeri deciso con il primo decreto. Quindi si lavora su altre strade.

Una mano più importante, questa volta, arriverà dal meccanismo delle «accise mobili», quello che taglia l’imposta fissa finanziando il tutto con l’extragettito Iva determinato dall’aumento dei prezzi. Nel primo giro, da lì erano spuntati poco più di 20 milioni. Ora la spinta dovrebbe moltiplicarsi di (quasi) dieci volte, garantendo circa 200 milioni in grado quindi di coprire il 40% del mezzo miliardo messo in moto dal taglia accise bis. Il resto potrebbe essere portato da un’operazione contabile sul gettito delle aste ambientali, in particolare sulla gestione di una quota degli 1,3 miliardi di competenza del ministero dell’Economia. I dettagli devono ancora essere affinati. Difficile immaginare aumenti reali di entrata, tanto più su un filone che il Governo punta a rivedere in Europa. Più probabile una sorta di anticipo chiamato ad appostare risorse senza toccare i saldi complessivi.

Del resto il passare del tempo complica la gestione di una misura che assorbe 420 milioni ogni 20 giorni. E che quindi, se andrà replicata ancora dopo il bis di domani, difficilmente potrà trovare spazio sul sentiero ordinario del deficit. L’esperienza del 2022 parla chiaro: all’epoca, di proroga in proroga, il Governo Draghi dedicò oltre 7 miliardi di euro allo sconto sui carburanti (all’epoca di 30,5 centesimi al litro), in un contesto caratterizzato dalla sospensione dei vincoli fiscali comunitari oltre che dall’alta inflazione. Ma è ovvio che se gli effetti della crisi mediorientale saranno duraturi, ipotesi del resto data per certa martedì dal Governatore di Bankitalia Fabio Panetta anche in caso di rapida soluzione del conflitto, entrambi i fattori torneranno di prepotenza al centro dell’agenda.

Si vedrà. Per il momento resta da registrare il fatto che le concessionarie autostradali hanno garantito di accogliere la richiesta di riduzione dei prezzi di 5 centesimi al litro avanzata dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini. E che, come accennato sopra, con il decreto arriverà anche il credito d’imposta per l’agricoltura, annunciato ieri dal ministro Francesco Lollobrigida. «Quando esce in mare - ha detto Lollobrigida - un pescatore ha un costo di produzione legato al carburante del 50%, ma oggi , con gli ulteriori aumenti, bisogna fare anche di più».

Dopo l’approvazione del consiglio dei ministri, il bis del taglia accise andrà con tutta probabilità al Senato per fondersi con il suo immediato predecessore. Il tutto in vista di un esame ultrarapido, peraltro a cavallo del nuovo programma di finanza pubblica: destinato ad affacciarsi su uno scenario oggi difficile da prevedere.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 2 aprile 2026.

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