Circa 200 milioni già messi in campo per 490 imprese colpite dalle alluvioni del 2023 in Emilia-Romagna e Toscana e ora Simest (gruppo Cdp) è pronta a intervenire anche a supporto dei territori interessati dall’uragano Harry. Dal 31 marzo, la società guidata da Regina Corradini D’Arienzo attiverà, i infatti, la nuova misura “Ristori” destinata alle aziende delle Regioni colpite (Calabria, Sardegna e Sicilia) dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono scatenati a partire da metà gennaio e per i quali è stato dichiarato dal Consiglio dei ministri nelle scorse settimane lo stato di emergenza.
La misura, che si inserisce nell’ambito del Fondo per la promozione Integrata istituito presso la Farnesina ed esteso anche alle aziende colpite dall’uragano Harry dal decreto approvato dal Governo nel pieno dell’emergenza (il Dl 25 dello scorso 27 febbraio), punta a sostenere la ripartenza del tessuto imprenditoriale nelle aree colpite attraverso contributi a fondo perduto destinati a coprire i danni materiali accertati, subiti dalle imprese quale diretta conseguenza degli eventi meteorologici eccezionali. L’intervento si rivolge non solo alle imprese esportatrici, ma anche a quelle che, pur non operando direttamente sui mercati esteri, fanno parte di filiere produttive a vocazione internazionale, oppure hanno realizzato transazioni dirette con clienti esteri.
In particolare, possono accedere agli interventi le imprese che dimostrino di avere una delle seguenti condizioni nel 2025: attività di export diretto, con un rapporto tra fatturato estero e fatturato totale pari ad almeno il 3%; attività di export indiretto, nei casi in cui l’impresa non esporti direttamente ma realizzi una quota significativa del proprio fatturato all’interno della filiera, con uno o più clienti (anche non esportatori) facenti capo a un’impresa esportatrice, o attraverso comprovate transazioni dirette con clienti esteri.
I contributi sono destinati a ristorare i danni materiali diretti e accertati subiti dalle imprese (ad esempio su immobili, macchinari, attrezzature, impianti o scorte) e potranno arrivare fino a 5 milioni di euro per impresa. Accanto ai ristori, la misura prevede anche strumenti per sostenere la stabilità finanziaria e la capacità di investimento delle imprese colpite. Si va dalla possibilità di destinare fino al 90% del finanziamento transizione digitale ed ecologica a interventi di rafforzamento patrimoniale per sostenere la ripresa e gli investimenti delle imprese esportatrici e di quelle – anche se non esportatrici dirette – che fanno parte della loro filiera, alla sospensione dei pagamenti della quota capitale sui finanziamenti agevolati, già in essere, fino a un massimo di 12 mesi, al fine di garantire maggiore liquidità nella fase di ripartenza, fino alla proroga fino a 6 mesi dei termini di rendicontazione dei finanziamenti, su richiesta dell’impresa.
Per accedere ai nuovi finanziamenti, le domande potranno essere presentate a Simest direttamente sul sito della società a partire, come detto, dal 31 marzo e fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Imprese & Territori del 23 marzo 2026.