Invio comunicazioni al Gse entro il 31 marzo per gli investimenti 4.0

Le imprese, che hanno effettuato investimenti 4.0, consegnati entro il 31 dicembre 2025, e che intendono beneficiare del credito d’imposta spettante, hanno tempo fino al 31 marzo per trasmettere al Gse la comunicazione di completamento relativa agli investimenti conclusi.

La data iniziale era il 31 gennaio ma è stata opportunamente spostata al 31 marzo.

La procedura

Quello che può sembrare un semplice adempimento amministrativo, alla luce delle più recenti modifiche normative, rappresenta in realtà un passaggio cruciale. È il momento in cui il credito d’imposta diventa visibile nel cassetto fiscale. Purtroppo, la mera comparsa del credito non equivale al diritto sostanziale a fruirne. Perché ciò avvenga, è necessario che l’impresa abbia completato tutti gli adempimenti richiesti dalla normativa.

È qui che emerge un disallineamento della prassi. L’impresa è chiamata a dichiarare che l’investimento è ultimato e, a seguito della comunicazione, il credito d’imposta compare nel cassetto fiscale, a volte anche prima che il bene sia stato interconnesso, situazione nella quale il credito non è utilizzabile. Si tratta di una distorsione operativa, di fatto favorevole alle imprese sotto il profilo della visibilità del credito, ma non sul piano sostanziale. Quel credito, infatti, non è ancora fruibile.

L’interconnessione resta infatti una condizione imprescindibile per poter iniziare a usare il beneficio. I tempi per arrivare all’interconnessione non sono rigidamente definiti, ma devono essere coerenti con le attività tecniche necessarie alla messa in funzione e integrazione del bene.

Inoltre, molte imprese, spesso spinte da una visione semplificata proposta dai fornitori, ritengono di aver assolto a tutti gli obblighi con l’acquisto di un bene 4.0, l’installazione, l’interconnessione e la perizia tecnica. In realtà, questa è solo una parte del percorso. Per mantenere il contributo nel tempo, il bene deve essere effettivamente integrato nei sistemi aziendali, deve scambiare dati in modo coerente e tracciabile negli anni ed essere inserito stabilmente nel ciclo produttivo.

Serve quindi una piena coerenza documentale: perizia, configurazione del bene, documentazione contabile e utilizzo operativo devono essere perfettamente allineati. Anche disallineamenti minimi possono emergere in fase di verifica e compromettere la tenuta dell’agevolazione.

La comunicazione al Gse rappresenta il punto d’inizio del processo. Un invio corretto dal punto di vista procedurale, ma non sostenuto da contenuti coerenti, non mette al riparo da rilievi. Un utilizzo indebito del credito, oltre al recupero dell’agevolazione, può esporre a responsabilità, anche personali, i soggetti che hanno sottoscritto le dichiarazioni.

Le scadenze

Le imprese, che non hanno ultimato gli investimenti entro il 31 dicembre 2025, avranno tempo fino al 30 giugno per completare i progetti, se hanno versato il 20% di acconto e formalizzato l’ordine al fornitore entro il 31 dicembre 2025. La data d’invio delle comunicazioni, per loro, slitta al 31 luglio 2026.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 19 marzo 2026.

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione