A marzo si apre la prenotazione del tax credit Zes 2026 e per le Zls. È un momento cruciale perché chi non presenta la comunicazione non può ottenere gli aiuti per l’anno corrente. Con l’istanza, l’impresa quantifica l’ammontare degli investimenti programmati e si pone nel perimetro delle risorse disponibili, con la consapevolezza che, in caso di richieste superiori ai fondi, potrà subire una riduzione del sostegno a causa del meccanismo di riparto proporzionale.
La domanda va inviata dal 31 marzo al 30 maggio. Tra 3 e 17 gennaio 2027, l’impresa dovrà trasmettere una comunicazione integrativa per attestare la realizzazione degli investimenti, supportata dalla certificazione di un revisore contabile abilitato che confermi la regolarità delle spese.
Gli oneri per i richiedenti
Con l’invio della prenotazione, le imprese devono aver già definito il perimetro oggettivo dell’investimento iniziale, verificando che sia coerente con la disciplina europea sugli aiuti a finalità regionale, quindi riconducibile alla realizzazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità produttiva, alla diversificazione della produzione o al cambiamento dell’iter produttivo. Se collocate in area 107.3c, le grandi imprese sono soggette a restrizioni.
I richiedenti devono individuare i beni agevolabili, distinguendo tra macchinari, impianti, attrezzature e, nei limiti consentiti, immobili strumentali, assicurandosi che siano funzionali all’unità produttiva sita in area Zes o Zls. Parallelamente va predisposto un cronoprogramma realistico, con date di ordine, eventuali acconti, consegna ed entrata in funzione, poiché la collocazione temporale delle spese incide sulla fruizione del credito e sulla compatibilità con altri incentivi.
Cumulo e dimensioni d’impresa
Un profilo delicato, da affrontare già in questa fase, riguarda il cumulo con altre misure. Il credito può essere cumulato ma entro i limiti dell’intensità massima di aiuto prevista. Ciò impone una simulazione preventiva che tenga conto non solo delle percentuali teoriche, ma anche dell’eventuale riduzione derivante dal riparto finale delle risorse.
Occorre distinguere tra aiuti che insistono sugli stessi costi ammissibili e aiuti riferiti a costi diversi, coordinando il credito Zes o Zls con eventuali misure alternative, contributi regionali, strumenti in de minimis. Una pianificazione non corretta del cumulo può causare il superamento dei massimali e sottoporre l’impresa a sanzioni pesanti. Il tax credit è usato tramite F24, pertanto l’uso di un credito inesistente può avere ripercussioni onerose.
Ulteriore elemento di rilievo ai fini dell’intensità dell’aiuto è la dimensione d’impresa. Secondo i chiarimenti di prassi, la dimensione sarebbe quella risultante al momento della dichiarazione integrativa, con riferimento alla situazione che emergerà a quella data.
Questo significa che l’impresa deve fare una valutazione prospettica, considerando fatturato, totale di bilancio e unità lavorative annue, nonché eventuali imprese collegate o associate in base alla disciplina europea. Operazioni straordinarie, ingressi in gruppi o crescite dimensionali potrebbero modificare la qualificazione e ridurre l’aiuto, incidendo sulla convenienza dell’investimento.
Gli altri bandi
Marzo segna anche l’apertura del bando Agrisolare con modalità a sportello. Imprese agricole e agroindustriali devono predisporre il progetto dell’impianto fotovoltaico, verificare la regolarità urbanistica e catastale degli immobili, definire la potenza installabile e acquisire preventivi, poiché l’ordine di presentazione delle istanze sarà determinante fino a esaurimento fondi. Fondamentale la valutazione integrata con altri sostegni, per evitare sovrapposizioni non consentite e massimizzare l’intensità dell’aiuto.
Il bando Facility Parco Agrisolare 2026 parte con 789 milioni e il 40% finanzierà programmi nel Sud Italia e isole. Si rivolge a imprese agricole, zootecniche e agroindustriali, cooperative agricole, associazioni temporanee di imprese e Cer.
Va segnalato infine che, con Decreto direttoriale 10 febbraio 2026, sono stati modificati i termini per inviare le istanze al bando «Sviluppo Competenze». L’apertura dello sportello è prevista dalle 12 del 21 aprile fino al 23 giugno 2026.
La misura si rivolge alle Mpmi con unità locali operative nel Mezzogiorno. Ogni impresa può presentare una sola domanda. I temi ammissibili spaziano dalle frontiere dell’innovazione digitale a quelle della sostenibilità ambientale , integrando tecnologie d’avanguardia con settori produttivi d’eccellenza.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 5 marzo 2026.