Il superbonus dei Comuni fa ballare il Conto termico 3.0

Richieste per poco meno di 1,3 miliardi, per un totale di 3.333 pratiche avviate. Sono i numeri giganteschi che hanno portato ieri mattina il Gse (Gestore dei servizi energetici) a una decisione inaspettata: sospensione temporanea del portale con lo stop a nuove domande. Tutto fermo, insomma, a pochi giorni dall’attivazione del Conto termico 3.0. Pubbliche amministrazioni, imprese e privati non potranno inviare altre richieste per diversi giorni, nell’attesa che venga misurato l’impatto preciso di questo avvio rapidissimo.

La nota ufficiale del Gse recitava così: «A seguito dell’elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del portale del Conto termico 3.0, il Gse comunica la sospensione temporanea della presentazione di nuove richieste di incentivo». Il contatore è arrivato precisamente a 1.298 milioni di euro richiesti, soprattutto per una misura, tra le novità di questa edizione: quella che offre ai Comuni con meno di 15mila abitanti incentivi fino al 100% delle spese ammissibili per la riqualificazione energetica di edifici pubblici. L’85% delle domande pervenute, secondo quanto riferisce la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, riguarda questi interventi.

«La sospensione - dice ancora la nota - è adottata in via prudenziale per consentire al Gse di compiere le attività di istruttoria e di verifica delle domande già presentate, nel rispetto dei limiti annuali di spesa e al fine di garantire la sostenibilità degli impegni finanziari». Il Conto termico ha una disponibilità pari a 900 milioni annui: 500 milioni a privati e imprese e 400 milioni alla Pa. Una disponibilità massima che, finora, non è mai stata consumata.

Ora l’obiettivo del Gse, in raccordo con il Mase, è di verificare questa massa di domande. Una parte delle richieste, infatti, potrebbe non essere ammissibile. Inoltre, è possibile che non tutte impattino dal punto di vista finanziario sul 2026. Fatto questo lavoro di scavo e di analisi (che potrebbe prendere anche un paio di settimane), si capirà quale parte del plafond disponibile è stata effettivamente bruciata. In teoria, è possibile anche che una quota delle risorse dedicate a imprese e privati venga dirottata sulla Pa. Sarebbe una decisione clamorosa, dal momento che il nuovo Conto termico è stato oggetto di grande attenzione anche da parte dei cittadini, in una fase nella quale i bonus casa sono diventati meno generosi.

Si spiega così, allora, la reazione delle imprese. «Siamo estremamente preoccupati per questo improvviso stop», dichiara Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica. «Una sospensione di tale portata rischia di congelare un mercato che aveva appena trovato un nuovo slancio». Per Lorubio bisogna mantenere una separazione tra i diversi plafond: «Qualora le risorse assegnate a una delle due categorie risultassero esaurite, la sospensione dovrebbe riguardare esclusivamente le relative istanze, preservando integralmente le disponibilità destinate all’altro comparto».

Per Federico Musazzi, segretario generale di Assoclima «si tratta di una partenza che conferma in qualche modo quello che molti di noi pensavano: il nuovo Conto termico è più attrattivo rispetto al passato. Questi numeri dovrebbero indurre a una riflessione nelle prossime settimane sulla possibilità di rafforzare lo strumento, mettendo a disposizione maggiori risorse, e comunque mantenendo ferme quelle ancora disponibili per i privati».

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme & Tributi del 4 marzo 2026

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione