Donne, giovani e Zes: proroga degli incentivi alle assunzioni

Arriva la proroga degli incentivi alle assunzioni per donne, giovani, Zes, annunciata nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro, Marina Calderone. Per giovani e Zes si va avanti fino al 30 aprile, per le donne la proroga arriva al 31 dicembre.

La novità è contenuta in un emendamento al decreto Milleproroghe, riformulato dal governo con il via libera dei ministeri di Economia e Lavoro, pronto per essere depositato. Sul decreto Milleproroghe i lavori riprenderanno tra oggi e domani; il testo è atteso in Aula a Montecitorio venerdì mattina con la discussione generale. Da quanto si apprende, il Governo dovrebbe porre la fiducia, da votare lunedì (il testo dovrà poi essere inviato al Senato per essere convertito in legge entro il 1° marzo).

Rinviando alle schede e agli altri articoli in queste due pagine con tutte le principali novità in arrivo, in questa sede approfondiamo il nuovo “pacchetto lavoro”. Per i giovani, in base al decreto Coesione, l’esonero dal versamento dei contributi è del 100% per 24 mesi nel limite di 500 euro mensili (650 euro nella Zes, che comprende Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna), e vale per le assunzioni di under 35 mai occupati a tempo indeterminato (trasformazioni incluse). Con il nuovo emendamento si agevolano anche le assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026; l’incentivo è però del 70 per cento. Si sale al 100% (come previsto ab origine) qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto (calcolato sulla base della differenza tra il numero di lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nell’arco dei 12 mesi precedenti). Non solo. L’incentivo per le assunzioni di giovani nella Zes Mezzogiorno vale, sempre dopo il 31 dicembre 2025, per gli inserimenti anche nelle regioni Marche e Umbria.

Per le assunzioni nella Zes Unica Mezzogiorno, sempre in base al decreto Coesione, l’esonero è totale per 24 mesi fino a 650 euro mensili. Con la nuova norma si spostano le lancette della misura al 30 aprile 2026; e anche qui l’esonero è del 70%, che sale al 100% in caso di assunzioni che comportino un incremento occupazionale.

Per quanto riguarda le donne svantaggiate (donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti, oppure da almeno 6 mesi in Zes unica o, ancora, svantaggiate per svolgere professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da accentuata disparità di genere) l’incentivo è totale, per 24 mesi e fino a 650 euro al mese. In questo caso, l’emendamento lo proroga fino a fine anno.

Un’altra novità riguarda gli ammortizzatori sociali. Con un altro emendamento al decreto Milleproroghe, depositato ieri, si proroga, anche nel 2026, la possibilità di utilizzare il trattamento di mobilità in deroga (fino a un massimo di 12 mesi) a tutela dei lavoratori che operano in un’area di crisi industriale complessa (a condizione siano applicate misure di politica attiva). La norma, che interviene sulla manovra 2026, consente di utilizzare anche per questa finalità (quindi non solo per la cigs, ma pure per la mobilità in deroga) i 100 milioni di euro già stanziati dalla legge di bilancio per favorire il completamento dei piani di recupero occupazionale proprio nelle aree di crisi industriale complessa.

«Una misura molto attesa dai lavoratori, in particolar modo nelle aree svantaggiate o colpite da crisi industriali - ha sottolineato il ministro del Lavoro, Marina Calderone - che conferma l’attenzione nel sostenere il mondo del lavoro, mettendo al centro persone e territori. La mobilità in deroga non è solo un sostegno economico, ma un presidio di dignità e coesione sociale nei territori più esposti alle crisi produttive, che ci obbliga a sostenere le opportunità di rilancio industriale e occupazionale».

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto (Fdi) che parla di «misura quanto mai opportuna perché consente di accompagnare le imprese nei percorsi di riorganizzazione o, nei casi più difficili, di cessazione dell’attività, senza scaricare i costi sociali sulle famiglie. Si colma una lacuna che rischiava di penalizzare 10.000 lavoratori su scala nazionale». Soddisfatto anche il sindacato: «Bene l’emendamento che recupera la norma sulla mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale - ha detto il segretario confederale della Cisl, Mattia Pirulli -. Si garantisce sostegno al reddito in territori colpiti da crisi industriali profonde evitando vuoti di protezione».

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 18 febbraio 2026.

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