Conto termico efficienza energetica, contributi da Natale con sconto in fattura

I contributi potranno essere prenotati a partire dal 25 dicembre, quando il nuovo meccanismo entrerà pienamente in vigore e sarà attivato il nuovo portale dedicato. Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha approvato le regole applicative del Conto termico 3.0, redatte su proposta del Gestore dei servizi energetici (Gse). È il passaggio che mancava per rendere pienamente operative le previsioni del decreto ministeriale del 7 agosto 2025.

Il nuovo attesissimo strumento per i lavori di efficienza energetica, che dovrebbe aumentare il suo raggio d’azione dopo il rallentamento dei bonus casa, entra così a regime. Rispettando in pieno la programmazione iniziale. E confermando una delle regole più attese dal mercato: il mandato irrevocabile all’incasso che, tradotto, è molto simile allo sconto in fattura utilizzato per le agevolazioni fiscali. Anche se va segnalata la delusione generale delle imprese per un pacchetto di regole applicative che non risolvono alcuni dubbi, ad esempio sugli ibridi e le pompe di calore.

Lo strumento mette a disposizione del settore 900 milioni di euro all’anno (400 dei quali per la pubblica amministrazione) e sarà dedicato all’efficientamento energetico degli immobili per Pa, imprese e cittadini privati. Arrivato alla sua terza versione (la prima era contenuta nel Dm del 28 dicembre 2012, la seconda nel Dm del 16 febbraio 2016), il nuovo Conto termico si presenta al mercato con un’attenzione molto forte. In una fase nella quale le detrazioni fiscali sono in contrazione continua (dal prossimo anno, ad esempio, salta il superbonus), il contributo potrebbe essere un’alternativa vantaggiosa.

Per il Conto termico non ci saranno differenziazioni a seconda della tipologia di immobile, come per i bonus casa, così come non si guarderà in nessun modo al reddito con tagliole simili a quelle per le detrazioni fiscali. Trattandosi di un contributo, sarà erogato sul conto corrente e non porterà problemi in caso di incapienza fiscale. L’altro punto di forza sarà l’immediatezza del beneficio: con la nuova versione, entro i 15mila euro di contributo (prima il massimo era 5mila euro) ci sarà un’erogazione in una soluzione unica. Quindi, i soldi saranno incassati nel giro di pochi mesi.

Un modo molto interessante per anticipare il beneficio sarà il mandato irrevocabile all’incasso. Sebbene non fosse esplicitamente citato nel decreto ministeriale, le regole applicative confermano la sua utilizzabilità: si tratta di una forma di sconto in fattura. Il principio è che è possibile conferire a un soggetto terzo il mandato a incassare il contributo. Quindi, i crediti vantati nei confronti del Gse per effetto dell’ammissione al Conto termico, anziché essere incassati dal proprietario dell’immobile, potranno essere trasferiti con una procedura semplificata all’installatore o al fornitore dei prodotti; serviranno a saldare le fatture dei lavori. La somma fra gli importi dei bonifici e dell’incentivo netto, in questi casi, dovrà coincidere con l’importo riportato in fattura.

Oltre la soglia di 15mila euro si ricade nella rateizzazione del contributo, che arriverà al massimo in cinque tranche. A differenza dei bonus fiscali, però, non c’è un livello di sconto prefissato, ricavabile tramite una percentuale. Se il livello massimo di sconto è pari al 65%, il contributo esatto viene ricavato tramite un’equazione, che dipende da alcuni parametri, come la potenza ed efficienza del prodotto che viene installato o la collocazione geografica dell’intervento. La domanda andrà inviata al Gse, in autonomia o attraverso l’assistenza del proprio rivenditore o di un progettista: i dati, comunque, non sono molto diversi da quelli oggetto della comunicazione all’Enea per l’ecobonus. I moltissimi prodotti prequalificati presso il Gse, però, consentono di avere una corsia preferenziale e accedere a una procedura più rapida.

Le regole applicative precisano la transizione dal vecchio al nuovo Conto termico: un passaggio importante perché, tra le altre cose, la versione 2.0 del contributo, a differenza della nuova, ammetteva ancora, per le Pa, i contributi per le caldaie a condensazione. Anzitutto, il nuovo decreto entra in vigore dal 25 dicembre. Per restare nel vecchio regime fanno fede due condizioni: conclusione dei lavori entro il 25 dicembre e richiesta di accesso agli incentivi entro 60 giorni dalla fine dei lavori.

Passando ai lavori incentivabili, gli interventi cambiano a seconda del soggetto richiedente. Per i cittadini ci saranno la sostituzione di impianti esistenti con pompe di calore, apparecchi ibridi e impianti a biomasse, l’installazione di solare termico, la sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore, la sostituzione di impianti esistenti con sistemi di teleriscaldamento efficiente o con unità di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili. Diverso il perimetro per Pa e imprese (si veda la scheda in pagina).

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 23 dicembre 2025

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