Marchi collettivi all’estero, fino al 70% delle spese

Il ministero delle Imprese e del made in Italy ha pubblicato il bando «Marchi collettivi e di certificazione 2025», una misura che punta a rafforzare la presenza e la riconoscibilità dei marchi collettivi e dei marchi di certificazione italiani sui mercati esteri. Il bando mette a disposizione contributi che coprono fino al 70% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 150mila euro per beneficiario. Si inserisce nella più ampia strategia nazionale di sostegno alla competitività del made in Italy.

Chi può fare domanda

I soggetti che possono fare domanda rientrano in tre categorie precise.

La prima è rappresentata dalle associazioni che riuniscono le imprese di un determinato settore produttivo e svolgono un ruolo di rappresentanza e tutela della filiera. La seconda comprende i consorzi di tutela previsti dall’articolo 53 della legge 128/1998. Si tratta dei consorzi che operano nell’ambito delle produzioni Dop, Igp e delle attestazioni di specificità, realtà essenziali per la difesa delle denominazioni protette e la valorizzazione dei prodotti di qualità certificata. Questi consorzi, costituiti secondo le regole del Codice civile, sono riconosciuti dal Mimit e sono incaricati di svolgere funzioni pubbliche di vigilanza, tutela e promozione.
Accanto a essi, possono partecipare anche altri organismi di tipo associativo o cooperativo, come cooperative di produttori o enti collettivi impegnati nella gestione e nella promozione di marchi condivisi.

Requisiti e obiettivi

Per essere ammessi al contributo, i beneficiari devono disporre effettivamente di un marchio collettivo o di certificazione registrato, oppure di un atto formale che affidi loro la gestione del marchio. Nel caso di marchi con più titolari, è indispensabile che tutti i contitolari autorizzino la presentazione della domanda. Inoltre, è richiesto che i soggetti richiedenti siano attivi, in regola con gli obblighi contributivi, non sottoposti a procedure concorsuali e privi di cause ostative previste dalla normativa antimafia e dalla disciplina sui contributi pubblici.

Il bando finanzia progetti mirati alla promozione all’estero del marchio, che possono includere partecipazioni a fiere internazionali, eventi collegati, seminari, incontri con operatori esteri, campagne di comunicazione sui mercati stranieri o la creazione di comunità virtuali a supporto del marchio. Le spese devono riguardare servizi specialistici esterni e devono essere rendicontate secondo le modalità del decreto.

Le domande, al via da ieri e aperte fino al 30 gennaio 2026, possono essere presentate solo tramite Pec, e saranno valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 18 dicembre 2025

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