Le ditte individuali sono ammesse a partecipare al bando Disegni+ 2025 che apre oggi, purché rientrino nella definizione di Pmi e rispettino tutti i requisiti previsti dal regolamento. Sono esclusi i liberi professionisti, anche se titolari di partita Iva, e le persone fisiche che non svolgono attività d’impresa. Possono beneficiare delle agevolazioni solo le imprese che, alla data di presentazione dell’istanza, siano titolari del disegno/modello oggetto del progetto di valorizzazione; non sono ammesse, invece, quello che lo hanno in concessione e licenza.
Nell’ipotesi di contitolarità del disegno tra imprese, l’agevolazione è concessa in misura corrispondente alle quote percentuali di contitolarità del richiedente, fatta salva l’ipotesi in cui nella domanda sia comunicata una suddivisione delle attività progettuali e dei relativi costi in misura diversa dalle quote di contitolarità. Nel caso di contitolarità tra un’impresa e una persona fisica, l’ammontare dell’importo concesso corrisponde alla quota di titolarità del disegno/modello dell’impresa. Questi alcuni dei chiarimenti emersi dal sito https://www.2025disegnipiu.it gestito da Unioncamere.
Proprietà industriale
Per essere considerato ammissibile, il disegno o modello deve essere registrato a partire dal 1° gennaio 2023 ed essere già in corso di validità al momento della presentazione della domanda. Basta che, alla data di domanda, la registrazione sia stata conclusa e sia pienamente efficace. Il semplice deposito della domanda di registrazione, quindi, non è sufficiente: il processo deve essere completato e il disegno deve risultare effettivamente registrato presso Uibm, Euipo o Ompi (con designazione Italia).
Spese ammissibili
Un altro punto fondamentale riguarda le spese ammissibili. Per accedere al contributo sono riconosciute solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda. Ciò significa che eventuali prototipi, consulenze, studi tecnici o attività di valorizzazione avviati prima della data di trasmissione della domanda non possono essere finanziati. È un vincolo rilevante, perché comporta che l’impresa debba pianificare con attenzione i tempi del progetto: prima la domanda, poi l’avvio delle attività.
Non sono ammesse spese con preventivi antecedenti al 9 ottobre 2025. Le spese devono riferirsi solo a servizi specialistici esterni, quindi non interni all’impresa, e riguardare attività strettamente collegate alla messa in produzione oppure alla valorizzazione del disegno o modello registrato.
Sono ammissibili, ad esempio, la realizzazione di prototipi, gli stampi, le consulenze tecniche per la catena produttiva, le analisi di mercato e alcune attività di comunicazione tecnica. Al contrario, non sono ammesse le spese per stampa di brochure, realizzazione o gestione di siti internet, attività di web marketing, produzione di video e fotografie o acquisto/noleggio di attrezzature.
Il bando concede un’agevolazione sotto forma di contributo in conto capitale, fino all’80% delle spese ammissibili, che può essere aumentata fino all’85% se l’impresa risulta in possesso della certificazione sulla parità di genere. Le domande di partecipazione al bando potranno essere presentate a partire dal 18 dicembre.
I requisiti per poter partecipare al bando
Disegni+ 2025, il disegno o modello deve essere registrato a partire dal 1° gennaio 2023 ed essere già in corso di validità al momento dell’invio della domanda: sostanzialmente, quindi, la registrazione deve essere conclusa e pienamente efficace. Il semplice deposito non basta. Altro punto chiave è rappresentato dalle spese. Per accedere all’aiuto, infatti, sono riconosciute soltanto quelle sostenute successivamente all’invio della domanda. Dunque eventuali prototipi, consulenze o studi tecnici avviati prima non possono essere sovvenzionati.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 18 dicembre 2025