Arriva un rifinanziamento selettivo e parziale per le imprese che hanno realizzato investimenti nelle Zone economiche speciali (Zes), ma il beneficio non è riconosciuto alle imprese che hanno già ottenuto il credito d’imposta Transizione 5.0. L’emendamento governativo al Ddl di Bilancio interviene a favore delle imprese che hanno richiesto il credito d’imposta per investire nella Zes unica del Mezzogiorno, ma solamente per le imprese agricole si tratterà di un automatismo. Le altre imprese che, ad oggi, hanno diritto al 60,33% di quanto richiesto potranno ottenere un 14,67% in più (portando il credito d’imposta ottenuto al 75% di quanto richiesto), ma solo a fronte di esplicita istanza. Non potranno beneficiare dell’aiuto le imprese che, sugli stessi investimenti, hanno richiesto il credito d’imposta previsto da Transizione 5.0.
Per le imprese agricole vengono rideterminate, rispettivamente, in 58,7839% e in 58,6102% le percentuali del 15,2538% e del 18,4805% rese note dalle Entrate il 12 dicembre 2025, con riferimento agli investimenti effettuati, da un lato, dalle Mpmi nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore forestale e, dall’altro lato, dalle grandi imprese nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli. Altra novità dell’emendamento è la proroga al 2026 del credito d’imposta per la Zes unica a favore del settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.
La comunicazione
Le imprese che hanno validamente presentato all’agenzia delle Entrate dal 18 novembre 2025 al 2 dicembre 2025 la comunicazione integrativa per accedere al credito d’imposta Zes unica si sono viste assegnare un credito d’imposta di poco superiore al 60% di quanto richiesto, con provvedimento delle Entrate del 12 dicembre scorso. Potranno elevare tale percentuale al 75% di quanto richiesto, ma per farlo dovranno presentare, dal 15 aprile 2026 al 15 maggio 2026, esclusivamente in via telematica, una comunicazione all’agenzia delle Entrate, nella quale dichiarare di non aver ottenuto il riconoscimento del credito d’imposta previsto dal piano Transizione 5.0.
Le modalità per presentare tale comunicazione saranno stabilite dall’agenzia delle Entrate entro il 16 febbraio 2026. Il contributo integrativo potrà essere utilizzato nell’anno 2026 esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, a partire dal 26 maggio 2026 e sino al 31 dicembre 2026.
Le imprese agricole
Sarà invece automatico l’aumento del credito d’imposta Zes Unica 2025 per le imprese del settore primario che potranno arrivare a poco più del 58% di quanto richiesto (passano quindi da meno di una riduzione di oltre l’80% dell’incentivo a una riduzione di poco più del 40%). In questo caso non saranno necessarie istante per chiedere la differenza ad incremento. Le imprese del settore ittico avevano già invece ottenuto il 100% di quanto richiesto a seguito del provvedimento del 12 dicembre scorso. Le imprese del settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura potranno contare sul credito d’imposta per la Zes unica anche nel 2026. L’emendamento estende l’agevolazione agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2026 e fissa la finestra per presentare le comunicazioni preventive dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 17 dicembre 2025