Accordi per l’innovazione: coperto anche il prototipo

Al via gli accordi per l’innovazione: domande dal 14 gennaio al 18 febbraio 2026, esclusivamente tramite lo sportello online fondocrescitasostenibile.mcc.it, gestito da Mediocredito Centrale. Il Mimit ne ha definito, con decreto direttoriale del 27 ottobre, termini e modalità di presentazione. La dotazione complessiva è di 731 milioni di euro e una quota (il 34%) delle risorse sarà riservata ai progetti realizzati interamente nelle regioni del Mezzogiorno.

Il Mimit ha diffuso le prime faq per il nuovo sportello: le spese sostenute per la realizzazione del prototipo sono ammissibili e, in determinate condizioni, lo stesso può essere destinato alla vendita. Viene chiarito inoltre che le consulenze possono arrivare anche dall’estero e che non sono ammessi i costi per le attività svolte dall’amministratore unico.

Beneficiari

Imprese industriali e di trasporto, incluse le imprese artigiane, le imprese ausiliarie e i centri di ricerca, nonché gli organismi di ricerca sono i beneficiari. Puntualizzato nelle faq che gli organismi di ricerca potranno partecipare a più progetti tramite i propri istituti, dipartimenti universitari o unità organizzative dotate di autonomia gestionale e finanziaria, con la possibilità di aderire a un solo progetto per ciascuna area di intervento. Inoltre, possono essere beneficiari anche le imprese che fanno parte di un consorzio o di una società consortile, i consorzi con attività esterna e le società consortili rispettando i requisiti soggettivi.

I progetti R&S

I progetti di ricerca e sviluppo possono essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate anche in una sola regione e, al fine dell’individuazione delle sedi di svolgimento del progetto, non è rilevante la sede legale, ma esclusivamente l’ubicazione dell’unità locale o delle unità locali nell’ambito delle quali è svolto il progetto.

Per i soggetti proponenti non è richiesto che le unità locali in cui viene realizzato il progetto siano nella disponibilità del soggetto proponente all’atto della presentazione della domanda di agevolazione, ma la disponibilità delle unità locali coinvolte, dovrà imprescindibilmente risultare alla data di avvio del progetto di ricerca e sviluppo. Sono ammissibili le spese e i costi compresi tra 5 e 40 milioni di euro, relativi al personale impegnato nelle attività di ricerca e sviluppo, agli strumenti e alle attrezzature di nuova fabbricazione, ai servizi di consulenza, all’acquisizione o licenza di brevetti, risultati di ricerca e know-how, e in forma forfettaria le spese generali e dei materiali impiegati per la realizzazione del progetto.

Nelle faq è chiarito che i servizi di consulenza devono riguardare un progetto di ricerca e sviluppo da realizzarsi in unità produttive localizzate nel territorio nazionale e possono essere resi da fornitori di servizi di consulenza con sede legale sia sull’intero territorio nazionale che estero. Nei progetti di ricerca e sviluppo presentati congiuntamente da più soggetti, ciascun partecipante deve contribuire ai costi complessivi ammissibili in misura almeno pari al 10 per cento se di grande dimensione, e ad almeno il 5 per cento negli altri casi. Non sono ammessi i costi per le attività svolte dall’amministratore unico nell’ambito del progetto di ricerca e sviluppo e, per gli altri amministratori, i costi delle attività svolte possono essere ammessi in relazione a un incarico, conferito dal consiglio di amministrazione.

Inoltre, le faq puntualizzano che i costi relativi ai prototipi e ai prodotti pilota realizzati nell’ambito dei progetti di ricerca e sviluppo sono ammissibili e in particolare, rientrano tra le attività di ricerca industriale la creazione di componenti complessi e la costruzione di prototipi o linee pilota necessari per validare nuove tecnologie. Nello sviluppo sperimentale sono compresi la costruzione e la dimostrazione di prototipi o prodotti pilota, i test e la convalida di nuovi prodotti, processi o servizi in condizioni operative reali, con l’obiettivo di migliorarne le prestazioni tecniche. Il prototipo o prodotto pilota può essere utilizzato anche per fini commerciali, ma solo se coincide con il prodotto finale e se il costo di fabbricazione è troppo elevato per un uso esclusivamente dimostrativo.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme & Tributi del 11 dicembre 2025.

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione