L’attesa replica delle regole attuali del Fondo di garanzia per le Pmi spunta nella bozza del Milleproroghe, atteso oggi in consiglio dei ministri. Il meccanismo ridefinito dal decreto collegato alla legge di bilancio 2024, con l’importo massimo garantito da 5 milioni e l’impianto di parametri che lo accompagna, sarà applicato quindi fino al 31 dicembre 2026, senza tramontare alla fine di quest’anno come previsto dalle norme oggi in vigore.
Come ogni anno, il “proroga-termini” comparso un po’ a sorpresa con qualche giorno d’anticipo rispetto al calendario abituale, spazia però a tutto campo, e in 16 articoli mette in fila 72 proroghe. La prima delle quali evidenzia bene le difficoltà reali di attuazione dell’autonomia differenziata: il lavoro istruttorio per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni potrà andare avanti infatti fino a fine 2026.
Tra le più popolari va segnalato il congelamento per un altro anno degli adeguamenti all’inflazione per gli importi delle multe stradali. I movimenti recenti dei prezzi non sono profondi, ma va ricordato che l’indicizzazione è bloccata dal 2022, per cui sotto la cenere cova larga parte della fiammata inflattiva accesa fra la fine del 2021 e il 2023 dall’invasione russa dell’Ucraina. Di congelamento in congelamento, quindi, andrà definita una exit strategy per evitare una stangata alla ripresa degli adeguamenti.
Un’altra indicizzazione nuovamente congelata, ma questa volta assai meno gradita dai diretti interessati, riguarda gli adeguamenti all’inflazione dei canoni di locazione pagati dalle Pubbliche amministrazioni. I proprietari degli immobili, quindi, dovranno attendere un altro anno. E nel 2026 continueranno a essere escluse dall’obbligo di sottoscrivere una polizza catastrofale alberghi, pensioni e in generale le piccole e microimprese del turismo.
Un ennesimo rinvio investe poi le modalità di svolgimento delle assemblee di società ed enti, che potranno seguire fino al 30 settembre 2026 la strada telematica aperta dal Covid (si veda l’approfondimento a pagina 37).
Piuttosto ricco il pacchetto delle proroghe per il mondo della Sanità. Quelle più importanti riguardano le professioni sanitarie: innanzitutto viene prorogato al 2026 il cosiddetto scudo penale che limita la responsabilità penale degli esercenti una professione sanitaria in situazioni di grave carenza di personale ai casi di colpa grave (la norma che stabilizza lo scudo è contenuta nel riordino delle professioni sanitarie appena approdato in Parlamento).
Viene prorogata di un anno (fino al 2026) anche la deroga temporanea al vincolo di incompatibilità per le professioni sanitarie dipendenti dal Ssn che permette in sostanza agli infermieri dipendenti e agli altri operatori volgere l’attività libero-professionale al di fuori dell’orario di servizio, ma richiedendo l’autorizzazione preventiva dell’Asl e rispettando precisi adempimenti. Proroga anche per le assunzioni a tempo determinato degli specializzandi già a partire dal penultimo anno di specializzazione. Infine slittano alcuni appuntamenti della riforma per la non autosufficienza: rinviati a settembre l’individuazione dei criteri per le priorità d’accesso ai servizi e alla composizione e modalità di funzionamento delle unità di valutazione multidimensionale per l’accertamento della non autosufficienza e per la definizione del Piano assistenziale individualizzato.
Nel milleproroghe si affaccia anche la delega fiscale e in particolare la realizzazione del più volte annunciato codice tributario. Per centrare l’obiettivo entro il 2026, il Mef fa slittare al 2027 l’entrata in vigore dei codici su sanzioni, riscossione, tributi minori, giustizia tributaria, registro e altri tributi indiretti che sarebbero dovuti essere operativi dal prossimo 1° gennaio.
Anche nel 2026, poi, le regole ordinarie della spending review escluderanno Amco, la società del Tesoro ora attesa al debutto nel campo della riscossione locale.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 11 dicembre 2025.