Nel caso di progetti che contemplino anche impianti fotovoltaici, agevolabili tramite il credito d’imposta 5.0 quali «investimenti trainati», le imprese, in presenza di lavori ultimati entro il termine del 31 dicembre 2025 come fissato dal legislatore ma in assenza di un intervento chiarificatore da parte degli enti competenti, rischiano di perdere il beneficio prenotato per cause a loro non imputabili.
Nel caso di progetti che contemplino anche impianti fotovoltaici, agevolabili tramite il credito d’imposta 5.0 quali «investimenti trainati», le imprese, in presenza di lavori ultimati entro il termine del 31 dicembre 2025 come fissato dal legislatore ma in assenza di un intervento chiarificatore da parte degli enti competenti, rischiano di perdere il beneficio prenotato per cause a loro non imputabili.
Non è sufficiente quindi l’installazione fisica di pannelli e inverter entro il prossimo 31 dicembre ma, in base a quanto sopra indicato, diventa dirimente la data di invio della comunicazione al gestore di rete secondo le procedure regolamentate dal Tica.
È in tale ipotesi che, in vista del termine di fine anno e se non vi sarà posto rimedio per tempo, entra in gioco un fattore che non dipende dalle imprese, ma che rischia di alterare profondamente il quadro normativo come pensato originariamente dal legislatore: i tempi lunghi di rilascio del preventivo di rete da parte dei gestori pubblici in favore delle imprese, documento propedeutico e indispensabile per poter consentire alle aziende di comunicare ai gestori entro fine anno l’avvenuta fine lavori.
Ebbene, pur se non risultano dati ufficiali, tra gli addetti ai lavori si segnala un numero crescente di imprese che, nonostante i lavori degli impianti fotovoltaici siano stati ultimati da diversi mesi (in alcuni casi, addirittura all’inizio dell’estate) - e quindi ben prima della scadenza di fine anno -, risultano loro malgrado impossibilitate a comunicare la fine lavori nei tempi previsti per accedere al credito d’imposta 5.0.
Addirittura, il mancato rispetto del termine di fine anno a causa dei ritardi dei gestori di rete allo stato attuale potrebbe pregiudicare non solo l’ammissibilità al credito d’imposta per l’investimento trainato (fotovoltaico) ma parrebbe anche quella relativa al credito d’imposta per l’investimento trainante (macchinari e impianti), vanificando nei fatti l’agevolabilità dell’intero progetto 5.0, dal momento che in fase di invio della comunicazione di completamento al Gse non risulta possibile modificare i dati scindendo beni trainanti e beni trainati, facoltà che consentirebbe quantomeno di poter agevolare i primi.
Tali ritardi burocratici non dipendono in alcun modo dalle aziende interessate, che risultano in grado di assolvere integralmente e in tempo utile ai propri oneri in merito alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico (acquisto, fornitura, installazione, rilascio delle dichiarazioni di conformità eccetera).
Al fine di preservare gli investimenti delle imprese e il diritto al beneficio già prenotato, sarebbe opportuno che il ministero delle Imprese e del made in Italy fornisse chiarimenti ufficiali o indirizzi interpretativi volti a tutelare le imprese che, pur avendo completato gli impianti nei tempi previsti, subiscono ritardi nella comunicazione di fine lavori non dovuti a proprie inadempienze bensì ai tempi tecnici dei gestori di rete. In tali casi, occorrerebbe salvaguardare le aziende in questione considerando, ai fini della corretta individuazione della «data di fine lavori» per l’impianto fotovoltaico, la data di effettiva ultimazione delle opere (compresa l’installazione delle macchine e dei dispositivi di impianto) come dichiarata dal fornitore/installatore. Ad avvalorare tale circostanza le imprese conserverebbero, unitamente alla dichiarazione del fornitore/installatore, la richiesta del rilascio del preventivo di connessione alla rete rimasta inevasa dai gestori entro il termine di fine anno.
L’assenza di chiarimenti da parte degli enti competenti procrastinerebbe le criticità della situazione attuale, in base alla quale un’ulteriore variabile è rappresentata, a parità di tutte le altre condizioni, non solo dai tempi lunghi ma anche dalla diversità dei tempi di rilascio del preventivo di connessione alla rete da parte dei singoli gestori. Con la conseguenza assurda ma reale che, ad esempio, in presenza di due diverse aziende con impianti fotovoltaici analoghi ed ultimati nella stessa data, che abbiano inviato lo stesso giorno la richiesta di preventivo di connessione alla rete ma a due gestori diversi, una delle due potrebbe ricevere per tempo entro fine dicembre il preventivo di connessione alla rete, mentre l’altra resterebbe esclusa dal beneficio per le suddette lungaggini amministrative a essa non attribuibili.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme & Tributi del 4 dicembre 2025.