Nocivelli: «Sugli investimenti regole certe e risorse adeguate»

Un giudizio con «alcune luci e diverse ombre» che dovrebbero essere di insegnamento, per le imprese e per il governo, per elaborare una più efficiente politica degli investimenti. È l’analisi che Marco Nocivelli, vice presidente di Confindustria per le Politiche industriali e Made in Italy, ha presentato ieri nell’audizione in Senato sul provvedimento varato a fine novembre su Transizione 5.0 e sulla produzione di energie rinnovabili.

È un risultato indubbiamente positivo, come stimolo agli investimenti, che al 27 novembre, data di chiusura della prenotazione dei crediti di imposta, siano arrivate richieste da 20.197 imprese, per oltre 4,7 miliardi di euro. Ma, ha spiegato Nocivelli, «non possiamo sottacere le forti criticità nella fase di gestione della misura» che ha comportato molte revisioni, generando incertezza nelle imprese. Con problemi che restano aperti, come quello delle risorse: servirebbe prevedere un meccanismo di integrazione nel caso in cui il nuovo stanziamento di 250 milioni di euro per il 2025 disposto dal decreto legge risultasse insufficiente per gestire le pratiche prenotate al 27 novembre.

«Al riguardo – ha aggiunto – è importante confermare che tutte le pratiche 5.0 in possesso dei requisiti di legge e avviate tramite comunicazione preventiva entro il 27 novembre saranno integralmente finanziate. Inoltre, considerato che anche il plafond del 4.0 è esaurito, è altrettanto necessario prevedere risorse adeguate per riconoscere il credito di imposta 4.0 alle imprese che rinunceranno al 5.0 esercitando l’opzione prevista dal decreto».

Inoltre in vista dell’approvazione della legge di bilancio si ribadisce la necessità di strutturare misure con un orizzonte di medio periodo e che l’iperammortamento abbia la garanzia di una applicazione anche per il 2027 e 2028. Le vicende delle ultime settimane, per il vice presidente di Confindustria, «sollecitano un seria riflessione sulla governance degli incentivi: non è possibile cambiare le regole del gioco in corso d’opera». Sull’iperammortamento «serve chiarezza delle regole sin dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che si avvii un serio monitoraggio della spesa per evitare tagli o click day, che si individui con certezza l’amministrazione competente e si possa procedere all’attuazione già dal primo gennaio».

Nocivelli ha sottolineato che il costo dell’energia è una delle principali criticità per l’industria italiana, nei primi dieci mesi del 2025 il prezzo medio è stato pari a 116 euro al mwh, in Germania 89, in Spagna 65 e in Francia 61. «Occorre lavorare rapidamente per abilitare l’installazione degli impianti rinnovabili, risolvendo i problemi come i costi, il permitting, la disponibilità di aree idonee, connessioni e saturazione della rete».

Ma, ha messo in evidenza Nocivelli, le disposizioni dell’articolo 2 del decreto legge rischiano di svuotarne la funzione stessa di semplificazione, di bloccare o rallentare la gran parte dei progetti, di alzare i costi complessivi dell’energia e di indebolire la coerenza della strategia nazionale. «L’intervento è peggiorativo, fissa criteri più restrittivi. L’effetto di provvedimenti come questo è accrescere i prezzi dei pochi terreni considerabili idonei», ha detto Nocivelli, chiedendo al Parlamento di intervenire.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 3 dicembre 2025.

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione