Pnrr: ok Ue al restyling di 173 misure, dalla Zes a Transizione 4.0

Arriva l’ok del Consiglio Ue alla rimodulazione del Pnrr, che investe in modo più o meno profondo tutte le 173 misure collegate alle ultime tre rate, alleggerisce o cancella interventi in difficoltà dirottandone le risorse a filoni più sicuri, da Transizione 4.0 ai contratti di filiera, e punta così a mettere in sicurezza l’intera somma indirizzata a Roma, rimasta invariata a 194,4 miliardi. Il via libera, anticipato sul Sole 24 Ore di ieri, ha poi il non trascurabile effetto di blindare la principale copertura della legge di bilancio, 5,1 miliardi aperti nei saldi di finanza pubblica caricando sul Recovery una serie di interventi prima finanziati da fondi nazionali.

«Questo risultato rafforza la nostra posizione in Europa e dimostra come l’Italia sappia tradurre le ambizioni in risultati concreti, garantendo il pieno utilizzo delle risorse europee a beneficio dei cittadini e dell’economia», rivendica la premier Giorgia Meloni subito dopo l’ok comunitario. «La decisione di oggi è un passaggio importante e il risultato di un confronto costruttivo tra Commissione e autorità italiane», aggiunge da Bruxelles il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue Raffaele Fitto.

Rispetto alle ipotesi iniziali presentate in Parlamento all’inizio di ottobre, la rimodulazione ha visto crescere i propri confini (173 misure modificate invece delle 34 elencate nel testo discusso alle Camere) e i tempi dell’esame, che nelle ambizioni italiane si sarebbe dovuto chiudere con il timbro dell’Ecofin già il 13 novembre (la prossima riunione dei ministri delle Finanze è in calendario per il 12 dicembre).

Ma all’atto pratico quel che conta è l’approvazione, che en passant cose spiana la strada anche al riconoscimento dell’ottava rata. «Dovrebbe essere approvata la prossima settimana, già lunedì – ha anticipato ieri il ministro per il Pnrr Tommaso Foti -, quindi entro la fine dell’anno ci sarà l’erogazione dei 12,8 miliardi»: altro passaggio che, insieme alle ricadute della rimodulazione sulla dinamica del deficit, viene visto con un’attenzione particolare al ministero dell’Economia.

Il cuore finanziario di questa sesta ristrutturazione del Pnrr è nella nuova spinta a interventi che avendo funzionato a pieno regime assicurano un assorbimento rapido di risorse. La lista spazia da Transizione 4.0 al fondo rotativo per i contratti di filiera agricola, dalla Zes unica del Sud fino agli Ipcei, gli «importanti progetti di comune interesse europeo» che vengono potenziati su sanità, idrogeno e microelettronica.

Sempre la necessità di evitare la tagliola del calendario, minacciata da spesa effettiva rimasta lontana dai programmi di partenza, motiva la creazione di dieci nuove misure, spesso tramite l’istituzione di veicoli finanziari che offrono fino a tre anni di tempi supplementari. Un fondo ad hoc sarà dedicato ai parchi agrisolari, un altro si occuperà degli alloggi per gli studenti che non sono stati realizzati nei tempi del piano originario. Sulla stessa linea si muove l’intervento sulle infrastrutture idriche e quello sulla connettività per estendere la banda larga e il 5G.

A perimetro invariato, ovviamente, accanto agli interventi che nascono o crescono ci sono quelli che dimagriscono o addirittura scompaiono: accade per esempio agli investimenti nell’idrogeno per l’industria hard-to-abate, ai progetti «faro» dell’economia circolare e a una serie di opere ferroviarie come il potenziamento di alcuni nodi metropolitani o l’elettrificazione delle linee meridionali spostata su fondi nazionali. E drastica è la dieta per filoni come le ciclovie (da 4,6 miliardi a 450 milioni) o gli incentivi alle imprese turistiche (da 1,8 miliardi a 500 milioni), oltre che naturalmente per Transizione 5.0 fermatasi a 2,5 dei 6,3 miliardi di partenza.

Il riassetto italiano sarà disciplinato ai primi di dicembre da un nuovo Dl Pnrr, che dovrebbe imbarcare anche le semplificazioni ulteriori su cui ha lavorato il ministero per la Pa come la carta d’identità senza scadenza per gli over 70 che non hanno necessità di viaggiare all’estero.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo piano del 28 novembre 2025.

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione