Brevetti+, sì al rendiconto delle spese sostenute dopo l’invio

All’incentivo Brevetti+ sono ammissibili anche i brevetti originariamente intestati ai titolari e poi trasferiti all’impresa. Le spese potranno essere rendicontate solo se sostenute dopo l’invio telematico della domanda, mentre per quanto riguarda le attività di marketing sono ammissibili solo quelle di natura strategica, strettamente finalizzate alla valorizzazione economica del brevetto.

Le Faq, pubblicate da Invitalia, chiariscono alcuni punti tecnici di rilievo in vista dell’invio delle domande che sarà possibile da giovedì prossimo, 20 novembre. Se succederà come in passato, la procedura resterà disponibile solo per poche ore, fino all’esaurimento delle risorse pari a 20 milioni.

Le Faq precisano che, nel caso in cui il titolo sia intestato a una persona fisica, è necessario che, prima della presentazione della domanda, la titolarità venga trasferita alla società beneficiaria tramite atto di cessione da trascrivere presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Solo così la società potrà essere riconosciuta come soggetto legittimato a richiedere l’agevolazione.

Si potranno rendicontare solo le spese sostenute dopo l’invio telematico della domanda. Tutte le fatture elettroniche dovranno riportare il codice unico di progetto assegnato al momento della presentazione, anche se emesse prima della firma dell’atto di concessione.

Sul fronte dei contenuti progettuali, le Faq ribadiscono che il business plan deve concentrarsi sulle ricadute di mercato e le previsioni economiche legate alla valorizzazione del brevetto, non sull’andamento complessivo dell’impresa. L’obiettivo è misurare l’effettivo impatto del brevetto sul posizionamento competitivo e sulla capacità di generare valore economico.

Un altro chiarimento riguarda i servizi specialistici di marketing: sono ammissibili solo quelli di natura strategica, finalizzati alla definizione del posizionamento o della strategia commerciale, e non le attività operative o promozionali come realizzare siti web, campagne pubblicitarie, materiali informativi o partecipare a fiere.

Spese e macroaree

Le spese ammissibili si articolano in tre macroaree:

A) Progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione, comprendente attività come studi di fattibilità, progettazione del prototipo, test di produzione e certificazioni;

B) Organizzazione e sviluppo, per analisi di mercato, strategie di comunicazione e ottimizzazione dei processi produttivi;

C) Trasferimento tecnologico, che include la predisposizione di accordi di licenza o di collaborazione con enti di ricerca. 

Il progetto deve includere almeno un servizio della macroarea A, non può basarsi su un’unica tipologia di servizio e le spese delle macroaree B e C non possono superare il 30% del totale. L’agevolazione è concessa in forma di contributo a fondo perduto fino a 140mila euro, pari all’80% dei costi ammissibili. La percentuale può salire all’85% per le imprese con certificazione della parità di genere e fino al 100% nel caso di imprese contitolari di brevetti con enti pubblici di ricerca o titolari di licenze esclusive da questi derivanti.

I beneficiari

Brevetti+ è l’incentivo che favorisce la valorizzazione economica dei brevetti. È gestito da Invitalia e promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, con una dotazione finanziaria di 20 milioni. La misura si rivolge a micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia, anche di nuova costituzione, titolari o licenziatarie di brevetti per invenzione industriale concessi o depositati dopo determinate date (il 1° gennaio 2023 o 2024, a seconda dei casi). L’agevolazione finanzia l’acquisto di servizi specialistici per la valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 13 novembre 2025

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