Partirà a Natale, dopo un’attesa lunghissima, la nuova versione del Conto termico, il contributo dedicato all’efficientamento energetico degli immobili per Pa, imprese e cittadini privati. È appena andato in Gazzetta Ufficiale, dopo un lungo lavoro di limatura, il provvedimento del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, datato 7 agosto e firmato da Gilberto Pichetto Fratin, che rinnova lo strumento e gli mette a disposizione 900 milioni all’anno (400 dei quali per la pubblica amministrazione). Entrerà in vigore proprio nei giorni di Natale, anche se nel frattempo bisognerà rivedere le regole applicative per l’accesso alle misure d’incentivazione: la loro definizione potrebbe comportare un supplemento di attesa.
Arrivato alla sua terza versione (la prima era contenuta nel Dm del 28 dicembre 2012, la seconda nel Dm del 16 febbraio 2016), il nuovo Conto termico si presenta al mercato con un’attenzione molto forte. Il motivo è che, per alcuni lavori, rappresenterà un’alternativa vantaggiosa rispetto ai bonus casa ormai classici. Soprattutto in una fase nella quale le detrazioni fiscali sono in contrazione continua: dal prossimo anno (stando alle regole attualmente in vigore) gli interventi di efficientamento energetico saranno agevolati al 36 nelle prime case e al 30% nelle altre, con una rateizzazione in dieci anni.
Per il Conto termico, invece, non ci saranno differenziazioni a seconda della tipologia di immobile, così come non si guarderà in nessun modo al reddito: attualmente, sopra i 75mila euro di reddito si ricade nelle nuove tagliole per le detrazioni fiscali. Trattandosi di un contributo, erogato sul conto corrente, non ci saranno nemmeno problemi di capienza fiscale. L’altro punto di forza sarà l’immediatezza del beneficio: con la nuova versione, entro i 15mila euro di contributo (prima il massimo era 5mila euro) ci sarà un’erogazione in una soluzione unica. Significa che, nel giro di pochi mesi, si potranno ottenere tutti i soldi, senza attese che, tradotte in termini economici, si traducono in perdita di valore del denaro.
Oltre la soglia di 15mila euro si ricade nella rateizzazione del contributo, che arriverà al massimo in cinque tranche. A differenza dei bonus fiscali, però, non c’è un livello di sconto prefissato, ricavabile tramite una percentuale: il contributo dovrà essere ricavato da un’equazione, che dipende da alcuni parametri, come la potenza ed efficienza del prodotto che viene installato o la collocazione geografica dell’intervento. La domanda andrà inviata al Gse, in autonomia o attraverso l’assistenza del proprio rivenditore o di un progettista: i dati, comunque, non sono molto diversi da quelli oggetto della comunicazione all’Enea per l’ecobonus. I moltissimi prodotti prequalificati presso il Gse, però, consentono di avere una corsia preferenziale e accedere a una procedura più rapida.
In concreto, lo sconto massimo sarà pari al 65% (ma spesso il contributo effettivo si collocherà più in basso), anche se alcuni interventi avranno delle soglie minori. Quindi, per verificare la convenienza reale rispetto ai bonus casa bisognerà esaminare delle situazioni reali. Anche se, chiaramente, un livello più basso di sconti fiscali, se confermato con la prossima manovra, aumenterà l’appetibilità dei contributi.
Ma quali sono i lavori incentivabili? Nel decreto gli interventi cambiano a seconda del soggetto richiedente. Per i cittadini ci saranno la sostituzione di impianti esistenti con pompe di calore, apparecchi ibridi e impianti a biomasse, l’installazione di solare termico, la sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore, la sostituzione di impianti esistenti con sistemi di teleriscaldamento efficiente o con unità di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili. Diverso il catalogo a disposizione di Pa e imprese (che hanno visto un allargamento in questa versione del Conto termico): per loro, oltre agli interventi disponibili per i cittadini, ci saranno diversi interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili esistenti, come la realizzazione di cappotti termici, la sostituzione di infissi, l’installazione di schermature solari, la realizzazione di sistemi di illuminazione efficiente o di building automation. Tra le novità, in questo campo, va citato l’ingresso dell’installazione di colonnine di ricarica di veicoli elettrici e quella di pannelli fotovoltaici con sistemi di accumulo.
Resta sul tavolo, per dare piena operatività alla misura, solo l’incognita delle regole applicative. Queste dovranno stabilire (eventualmente modificando le regole attuali), tra le altre cose, le modalità di presentazione delle domande; dovrebbero arrivare entro due mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. L’auspicio dei soggetti interessati al Conto termico è che la definizione delle regole arrivi in tempi rapidi, per evitare periodi di attesa.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 30 settembre 2025