Agricoltori comuni montani: bonus al 10% sugli investimenti

Stimolare gli investimenti da parte di agricoltori e silvicoltori di montagna e incentivare l’avvio di piccole e microimprese da parte di giovani imprenditori. Sono questi due degli obiettivi della legge 131/2025 che introduce misure per il riconoscimento e la promozione delle zone montane e delle loro popolazioni. Le novità riguardano numerosi settori strategici, come scuola, trasporti, connettività, servizi sanitari e attività economiche locali, oltre che per la tutela del territorio e degli ecosistemi.

Tra le novità, l’articolo 19 introduce un credito di imposta per gli imprenditori agricoli e forestali singoli e associati che hanno sede nei comuni montani e che effettuano investimenti nel periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027. I comuni montani interessati dagli incentivi saranno definiti in un apposito decreto ministeriale che sarà emanato, come previsto dall’articolo 2 delle legge 131/2025, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (cioè dal 20 settembre). Gli investimenti agevolati sono quelli volti all’ottenimento dei servizi ecosistemici e ambientali benefici per l’ambiente e il clima e saranno individuati, anche in questo caso, con un apposito decreto ministeriale di prossima emanazione.

Il credito di imposta è riconosciuto in misura pari al 10% della spesa effettuata e nel limite complessivo di spesa di 4 milioni di euro per ciascun anno; la misura è innalzata al 20% se gli investimenti sono effettuati in comuni montani con popolazione non superiore a 5.000 abitanti composta per almeno il 15%, da delle minoranze linguistiche storiche di cui alla legge 482/1999 (ad esempio: albanesi, slovene, eccetera). Per questo credito non si applica il limite annuale di 250.000 euro stabilito per l’utilizzo dei crediti di imposta da indicare nel quadro RU dalla legge 244/2007 né quello di 2 milioni di euro complessivi fissato dalla legge 388/2000 per l’utilizzo in compensazione.

Un credito di imposta è previsto anche per le piccole imprese e microimprese che dal 20 settembre 2025 intraprendono una nuova attività nei comuni montani individuati dall’apposito decreto; il credito d’imposta spetta in misura pari alla differenza tra l’imposta calcolata applicando le aliquote ordinarie al reddito, derivante dallo svolgimento dell’ attività nei comuni in questione, determinato nei modi ordinari e fino a concorrenza di 100mila euro (innalzato a 150.000 per i comuni con meno di 5.000 abitanti e almeno il 15% appartenenti a minoranze linguistiche), e l’imposta calcolata applicando allo stesso reddito l’aliquota del 15%, nel rispetto del limite complessivo annuo, a partire dal 2025, di 20 milioni di euro. L’agevolazione è riservata agli imprenditori interessati che non abbiano compiuto 41 anni alla data di avvio dell’attività; nel caso di società e cooperative, al fine di beneficiare dell’incentivo è richiesta la presenza di soci persone fisiche in numero superiore al 50% che, alla data di avvio dell’attività, non abbiano compiuto il quarantunesimo anno di età oppure non ancora quarantunenni che detengano almeno il 50% del capitale sociale. Anche in questo caso, non si applicano i limiti annuali di 250mila euro, per ciascun avente diritto, e di 2 milioni di euro, complessivi. Resta da attendere, anche per questa misura, il decreto attuativo che definirà i criteri e le modalità di concessione del credito tenendo conto del limite complessivo di spesa stabilito.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 23 settembre 2025

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