Per le imprese nei comuni oltre i 5mila abitanti, al via le domande del 40% a fondo perduto concesso dal Pnrr su investimenti in impianti alimentati da fonti rinnovabili: il ministero dell’Ambiente (Mase) ha reso noto il decreto direttoriale del 17 luglio 2025, che riguarda i comuni con popolazione fino a 50mila abitanti per lo sviluppo di sistemi collettivi di produzione e condivisione di energia rinnovabile attraverso le Comunità energetiche e i Gruppi di autoconsumatori, in linea con i principi di sostenibilità ambientale, coesione sociale e riduzione dei divari territoriali. La dote è 2,2 miliardi di euro, della Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2 del Pnrr.
Il contributo
Il contributo è in conto capitale e può coprire fino al 40% delle spese ammissibili sostenute per realizzare o potenziare impianti a fonti rinnovabili, di potenza fino a 1 MW. Gli impianti vanno inseriti in configurazioni di Comunità energetiche rinnovabili (Cer) o sistemi di autoconsumo collettivo già costituiti e attivi, in territori comunali con meno di 50mila abitanti.
Tra le spese ammissibili ci sono: fornitura e installazione di impianti e sistemi di accumulo; opere edili strettamente necessarie; connessione alla rete elettrica nazionale; oneri per studi di prefattibilità, progettazione, direzione lavori e collaudi tecnici; realizzazione impianti a fonti rinnovabili inclusi componenti e accessori; acquisto e installazione di macchinari impianti attrezzature hardware e software con relative spese di installazione e messa in esercizio; attività preliminari, comprese le spese per la costituzione delle configurazioni, progettazioni indagini geologiche e geotecniche, direzione lavori e sicurezza, collaudi consulenze e supporto tecnico-amministrativo essenziali per l’attuazione del progetto.
Le scadenze
Le domande si potranno presentare solo online, tramite il Portale del Gse, fino alle ore 18 del 30 novembre 2025, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi. Sarà disponibile un contatore aggiornato delle risorse residue sul sito del Gse. Tutti gli impianti dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026 ed entrare in esercizio entro 24 mesi da fine lavori e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. L’ammissione è condizionata al rispetto di precisi requisiti tecnici, normativi e procedurali.
L’istruttoria e gli obblighi
Presentata la domanda, il procedimento si avvia con la comunicazione di avvenuta ricezione della richiesta da parte del Gse. Segue un esame tecnico-amministrativo della documentazione presentata. Al termine dell’istruttoria, il Gse invia al soggetto beneficiario una comunicazione con l’esito: se i requisiti risultano soddisfatti, vi si indica l’ammontare massimo dei contributi riconoscibili, le principali caratteristiche tecniche dell’impianto o unità produttiva e il codice Cup assegnato al progetto. Se invece la documentazione è incompleta, si richiede un’integrazione.
Il Gse s’impegna a chiudere l’istruttoria entro 90 giorni dalla domanda. Solo dopo la registrazione del decreto di concessione alla Corte dei conti, il beneficiario potrà sottoscrivere l’atto d’obbligo che sancisce l’avvio formale del progetto e l’accesso alle risorse.
Tra gli obblighi per i beneficiari, l’adozione di una contabilità separata, il rispetto dei principi europei su parità di genere e tutela dell’ambiente, la piena tracciabilità delle spese. È richiesto anche il rispetto dei principi Dnsh e tagging climatico, in coerenza con gli obiettivi del Pnrr e con le linee guida europee.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e tributi del 24 luglio 2025.