Marche, Veneto e Toscana: turismo e strutture ricettive

Dalle regioni bandi per il turistico-ricettivo. Nascono con l’obiettivo di accompagnare le imprese in un percorso di transizione ecologica e digitale, migliorare l’accessibilità delle strutture e incentivare l’innovazione nell’offerta turistica. Tra i vari bandi regionali aperti, Veneto, Marche e Toscana sono in prima linea.

Veneto

La Regione Veneto ha aperto il bando a favore della transizione ecologica, digitale e dell’accessibilità nel settore turistico con la terza edizione di «Rigenerare le imprese del comparto turistico ricettivo».

Con una dotazione di 14 milioni, il bando rappresenta un’importante occasione per le Pmi del settore, con un’attenzione particolare alle realtà localizzate nei territori delle aree interne, a cui è riservata una quota di 6 milioni.

Sono ammesse al finanziamento le Mpmi del comparto turistico ricettivo con sede operativa in Veneto. Tra gli interventi agevolabili quelli per la riduzione dell’impatto ambientale e del consumo di risorse, che prevedano strumenti tecnologici hardware, software, cybersecurity, finalizzati a garantire la migliore accessibilità delle strutture ricettive in ottica di «universal design». Sono ammessi anche altri interventi utili a innovare e differenziare l’attuale tipologia di offerta.

Il contributo viene concesso in due modalità, a seconda del regime di aiuto applicato. Per le imprese che fanno domanda in regime de minimis, l’agevolazione è erogata nella forma del contributo a fondo perduto, con una intensità massima pari al 50% della spesa ammissibile. Gli investimenti devono rientrare in una fascia di spesa compresa tra un minimo di 50mila euro e un massimo di 400mila. Il contributo massimo erogabile può raggiungere i 200mila euro per progetto.

In alternativa, le imprese possono optare per il regime di aiuto compatibile con il mercato interno previsto dal regolamento Ue 651/2014, che consente la concessione di contributi in conto capitale a sostegno degli investimenti produttivi. Per le micro e piccole imprese l’investimento ammissibile è compreso tra 100mila euro e un milione con un’intensità di aiuto del 20%; per le medie imprese scende al 10% con spese ammissibili tra 100mila euro e due milioni.

Le domande potranno essere presentate fino al 15 maggio 2025 e saranno valutate con procedura a graduatoria di merito.

Marche

La Regione Marche mette a disposizione 14,7 milioni per sostenere le imprese turistiche che vogliono investire nella riqualificazione e nell’innovazione delle strutture. L’aiuto è concesso sotto forma di contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con un contributo massimo erogabile pari a 300mila euro.

I beneficiari sono le imprese con sede legale o operativa nelle Marche e con codice Ateco 55.10 per alberghi, residenze turistico-alberghiere e alberghi diffusi; 55.20.51 per country house e residenze d’epoca extra-alberghiere.

Lavori e opere edili, beni strumentali, attrezzature, acquisto di beni immobili e consulenze esterne sono le spese ammissibili: i progetti dovranno garantire, una volta concluso l’intervento, il raggiungimento di tipologie ricettive che abbiano requisiti minimi di qualità previsti dal bando.

Le domande potranno essere presentate fino al 19 maggio 2025 e l’agevolazione è concessa con una procedura valutativa a graduatoria.

IL BANDO ATTIVATO DALLA TOSCANA

Due linee d’intervento distinte

La Toscana ha stanziato 5 milioni per un bando - attualmente operativo - che mira a rafforzare la competitività delle Mpmi e dei professionisti attivi nel settore del turismo. Due le linee di intervento, pensate per l’ammodernamento delle strutture produttive (linea A) e l’attivazione di progetti di sostenibilità ambientale (linea B). 

Una sovvenzione a fondo perduto per l’abbattimento di interessi e di commissioni di garanzia sulle risorse alle Pmi toscane è l’aiuto concesso e l’importo del progetto deve essere compreso tra 70mila euro e 5 milioni. 

La sovvenzione in conto interessi si calcola sul valore attuale delle quote di interesse del finanziamento nella percentuale massima dell’80% per i fondi erogati per la linea A e del 90% per la linea B.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 1° maggio 2025

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