Innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e valorizzazione del Made in Italy sono oggi leve strategiche per la competitività delle imprese del settore tessile, moda e accessorio. In questa direzione si inserisce il nuovo bando Tertium promosso da Regione Lombardia nell’ambito del PR FESR 2021-2027, con una dotazione complessiva di 3,5 milioni di euro destinata a sostenere i progetti di sviluppo delle PMI del comparto.
La misura prevede contributi a fondo perduto fino a 150.000 euro per impresa e mira a favorire la nascita di nuovi brand, l'innovazione di prodotto e di processo, il rafforzamento delle competenze aziendali, la creazione di reti tra imprese e l'adozione di modelli produttivi più sostenibili e digitalizzati.
Per approfondire i contenuti del bando e comprendere il ruolo che questa misura potrà avere nel rafforzamento della competitività del comparto tessile, moda e accessorio lombardo, abbiamo intervistato Debora Massari, assessora al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, con la quale analizzeremo gli obiettivi dell'iniziativa, le opportunità offerte alle imprese e le prospettive di sviluppo per uno dei settori simbolo dell'economia regionale.
Assessora, il settore tessile, moda e accessorio rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy e un pilastro dell'economia lombarda. Qual è oggi lo stato di salute del comparto e quali sono le principali sfide che le imprese stanno affrontando?
“La moda lombarda resta uno dei principali motori economici del Paese e un simbolo del Made in Italy nel mondo. Parliamo di una filiera straordinaria, fatta di grandi marchi ma anche di migliaia di piccole e medie imprese, laboratori e artigiani che custodiscono competenze uniche. È però un settore che sta attraversando una fase di profonda trasformazione. La competizione internazionale è sempre più intensa, cambiano i consumatori, cresce la richiesta di sostenibilità, digitalizzazione e innovazione. A questo si aggiungono l'aumento dei costi, le difficoltà di accesso ai mercati e la necessità di attrarre nuove competenze. La sfida non è solo resistere, ma evolvere, mantenendo quel patrimonio di qualità, creatività e manifattura che rende la Lombardia un punto di riferimento internazionale. C’è poi un nodo che riguarda da vicino la filiera lombarda: la crisi del modello dell’alta moda e del lusso così come lo abbiamo conosciuto finora. Quando i prodotti diventano uguali ovunque e i prezzi crescono in modo sproporzionato rispetto al valore reale, i consumatori se ne accorgono e perdono fiducia. È una dinamica che pesa in particolare sui terzisti italiani e lombardi, che lavorano per le grandi maison ma vedono ridursi margini e commesse proprio mentre il modello che li sostiene perde credibilità. Per questo riteniamo fondamentale aiutare chi, da questa filiera, vuole costruire un proprio marchio distintivo: il nuovo lusso non è l’omologazione, ma la qualità che dura nel tempo e la possibilità di raccontare un’identità riconoscibile”.
Il bando Tertium punta su innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Quali cambiamenti ritiene indispensabili affinché le PMI possano rafforzare la propria competitività?
“Oggi non basta più produrre bene: occorre saper innovare, investire nelle competenze e costruire un'identità riconoscibile sul mercato. Per questo il bando Tertium non finanzia semplicemente degli investimenti, ma accompagna le imprese in un percorso di crescita. Pensiamo alla transizione digitale, all'adozione di processi produttivi più sostenibili, allo sviluppo di nuovi prodotti, fino alla possibilità di passare da contoterzisti a imprese capaci di affermare un proprio brand. È proprio questo il punto su cui vogliamo insistere: il lusso omologato, identico in ogni vetrina del mondo e venduto a prezzi che non rispecchiano più il valore reale del prodotto, non parla più alle persone come un tempo. Il nuovo lusso, quello che le persone tornano a riconoscere e a desiderare, è fatto di personalizzazione, di qualità che dura nel tempo, di una storia e di un saper fare che si possono raccontare. Il bando Tertium nasce anche per questo: per dare a chi oggi lavora come terzista, spesso senza il proprio nome sull’etichetta, gli strumenti per costruire un marchio proprio, di qualità, capace di intercettare questa domanda nuova. La competitività del futuro nascerà dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione. La Lombardia possiede entrambe queste caratteristiche e vuole continuare a valorizzarle”.
Quanto sono importanti gli strumenti di finanza agevolata?
“Sono fondamentali, soprattutto in una fase in cui molte imprese hanno idee e progetti ma faticano a trasformarli in investimenti concreti. Regione Lombardia mette disposizione di tutti i settori produttivi un’ampia gamma di strumenti finanziari in grado di supportare le imprese in ogni fase della loro vita. In relazione alle mie deleghe ci muoviamo in un ambito più circoscritto offrendo contributi a fondo perduto, come quelli previsti dal bando Tertium o da Next FAshion, che consentono alle aziende di accelerare processi di innovazione che spesso verrebbero rinviati, ridotti o addirittura abbandonati. Significa favorire nuovi investimenti in macchinari, nuove competenze, progettazione, ricerca e sviluppo. La finanza pubblica deve essere uno strumento capace di attivare investimenti privati e generare crescita, non un semplice sostegno economico. È questa la logica che guida le nostre politiche”.
Quale visione guida l'azione del suo assessorato per il futuro della moda lombarda?
“La nostra visione è chiara: rafforzare l'intera filiera della moda, accompagnandola nella trasformazione senza disperderne il patrimonio di competenze e offrire contemporaneamente una chiave di lettura che appassioni le giovani generazioni al nuovo modello di artigianato. Stiamo costruendo una strategia che affianca investimenti, innovazione, internazionalizzazione e sviluppo delle competenze. Il bando Tertium e i Voucher di accelerazione rappresentano due strumenti complementari di questa visione: sono interventi specifici e mirati, pensati per preservare e sviluppare le competenze artigianali nel campo della moda e del design. Parallelamente lavoriamo per valorizzare il legame tra moda e marketing territoriale. La moda è uno degli elementi che più contribuiscono all'immagine internazionale della Lombardia e rappresenta un importante attrattore turistico, capace di generare valore economico e culturale ben oltre Milano”.
Lei affianca all'esperienza istituzionale quella imprenditoriale. Quali insegnamenti porta nel suo ruolo di assessore e quale consiglio darebbe ai giovani imprenditori?
“L'esperienza in azienda mi ha insegnato che ogni investimento richiede visione, ma anche concretezza. Dietro ogni impresa ci sono persone, responsabilità e decisioni che devono essere prese ogni giorno. È un approccio che porto anche nel mio ruolo istituzionale: ascoltare le imprese, comprenderne i bisogni e costruire strumenti realmente utili alla loro crescita. Ai giovani direi di avere coraggio. Il Made in Italy continuerà ad avere successo se saprà innovare senza perdere la propria identità. Investite nelle competenze, nella qualità, nella sostenibilità e nella capacità di distinguervi. La Lombardia ha tutte le caratteristiche per essere il luogo in cui trasformare un'idea in un'impresa competitiva a livello internazionale”.
| Debora Massari |
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| Ruolo | Assessora al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia |
| Provenienza | Brescia |
| Formazione | Laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari |
| Esperienza professionale | Imprenditrice con esperienza nella creazione e gestione di startup innovative, marketing e sviluppo del business. Pasticcera professionista, ha contribuito in modo determinante alla crescita dell'impresa di famiglia "Iginio Massari Alta Pasticceria" |
| Interessi | Appassionata di sport, in particolare di tennis, è impegnata anche in attività di volontariato e charity |
| Nomina | Nominata Assessora con Decreto n. 398 del 24 ottobre 2025, con decorrenza dal 24 ottobre 2025 |
| Deleghe | Turismo, Marketing territoriale, Moda e Design, Grandi Eventi |