RAEE, nuovi fondi per rilanciare la raccolta entro il 2026

C’è tempo fino al 13 maggio 2026 per accedere alle risorse messe in campo dal Centro di Coordinamento RAEE, che il 16 marzo scorso ha pubblicato un nuovo bando destinato a rafforzare il sistema nazionale di raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. L’iniziativa, prevista nell’ambito dell’Accordo di Programma ex d.lgs. 49/2014 che coinvolge ANCI, produttori di AEE, associazioni della raccolta e lo stesso CdC RAEE, punta a sostenere sia il potenziamento delle infrastrutture esistenti sia lo sviluppo di modelli più innovativi di raccolta sul territorio.

Le risorse disponibili si articolano in tre linee di intervento: da un lato il sostegno ai Centri di Raccolta già operativi, dall’altro la realizzazione di nuove strutture nei territori ancora scoperti, fino ai progetti di microraccolta e comunicazione locale, con l’obiettivo di intercettare quote sempre maggiori di RAEE domestici attraverso soluzioni alternative ai modelli tradizionali.

Il bando si rivolge a una platea differenziata di soggetti, dagli enti locali alle aziende di raccolta, con criteri di accesso specifici per ciascuna misura e una procedura interamente digitale.

In un contesto in cui il nostro Paese è chiamato a colmare il divario rispetto agli obiettivi europei risultano fondamentali sempre nuovi investimenti, anche attraverso strumenti complementari come la finanza agevolata. Per approfondire obiettivi e prospettive dell’iniziativa Telematica Italia ha intervistato Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. 

Direttore, questo nuovo bando arriva in un momento cruciale per la gestione dei Raee: qual è il messaggio principale che volete dare a Comuni e operatori del settore?

La recente apertura del Bando, previsto dalla normativa, ci consente, insieme ai sistemi collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche cui spetta il compito di mettere a disposizione le risorse economiche, di rinnovare e rafforzare un impegno concreto e continuativo a sostegno dei Comuni. L’obiettivo è promuovere sia la realizzazione di nuove infrastrutture dedicate alla raccolta dei RAEE sia il potenziamento di quelle esistenti, rendendo il sistema sempre più efficiente e capillare. Il messaggio che il CdC RAEE vuole trasmettere è chiaro: è necessario incrementare in modo significativo i livelli di raccolta. Per farlo, è fondamentale continuare a investire in strutture adeguate e performanti, in grado di facilitare il conferimento da parte dei cittadini. 

Negli ultimi mesi si parla di un'evoluzione del quadro normativo RAEE: questo bando si inserisce in una fase di transizione del sistema?

No, il Bando si inserisce in un quadro di piena continuità rispetto alle previsioni normative attualmente vigenti e rappresenta uno strumento coerente con l’assetto del sistema RAEE così come oggi configurato. Ci troviamo però in una fase in cui, a livello europeo, sono in corso riflessioni che porteranno a un’evoluzione del quadro regolatorio, con la conseguente necessità di adeguare anche la disciplina nazionale. Ci aspettiamo quindi che nel prossimo futuro possano emergere indicazioni di novità, alle quali sarà necessario adattarsi in modo tempestivo ed efficace. 

Il bando punta sia su infrastrutture sia su modelli innovativi di raccolta: dobbiamo aspettarci un cambio di paradigma rispetto al ruolo tradizionale dei Centri di Raccolta?

Questo è sicuramente un obiettivo auspicabile. In questo senso, le risorse destinate allo sviluppo di sistemi di raccolta dei RAEE innovativi e complementari ai Centri di Raccolta comunali assumono un’importanza strategica. Più che di un superamento del modello tradizionale, si tratta di un’evoluzione: i Centri di Raccolta restano un pilastro del sistema, ma è necessario affiancarli con soluzioni più flessibili e capillari, in grado di intercettare meglio i flussi di rifiuti elettronici e rispondere alle esigenze dei cittadini.

Enti locali, aziende partecipate e consorzi faticano a investire per mancanza di risorse: quanto può fare la differenza, in concreto, il ricorso alla finanza agevolata per cogliere queste opportunità?

I finanziamenti a fondo perduto messi a disposizione dai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche ed erogati dal CdC RAEE attraverso il Bando rappresentano un importante strumento per avviare processi di infrastrutturazione, soprattutto nei contesti in cui i Comuni non dispongono ancora di un Centro di Raccolta. Le risorse previste, pur essendo significative, non possono tuttavia coprire integralmente i costi di realizzazione e gestione di infrastrutture destinate alla raccolta di numerose e diverse tipologie di rifiuti. Per gli enti locali diventa quindi essenziale affiancare a contributi concessi tramite forme di finanza agevolata risorse proprie, al fine di realizzare investimenti strutturali e duraturi e rafforzare in modo significativo il sistema di raccolta sul territorio. 

Secondo lei, quanto è importante oggi attivare un effetto leva, coinvolgendo anche finanza agevolata e capitali aggiuntivi, per rendere strutturali gli investimenti nel settore?

Come già accennato, si tratta di un elemento essenziale. Gli investimenti necessari richiedono infatti, sempre più spesso, che i Comuni possano contare su ulteriori strumenti finanziari, oltre alle risorse messe a disposizione attraverso il Bando. Attivare un effetto leva, coinvolgendo finanza agevolata e capitali aggiuntivi, è quindi fondamentale per garantire la concreta realizzazione degli interventi e, soprattutto, per rendere questi investimenti strutturali e sostenibili nel tempo.

 

Settore
Area Espositiva


Mappa
Contatti
Allegati
News correlate
Bandi collegati

Risposta

Lascia un commento - Inizia una nuova discussione