La Liguria è una regione dal territorio unico e complesso, incastonata tra il mare e l'arco dell'Appennino ligure.
Questa conformazione fisica, caratterizzata da una stretta fascia costiera e da un entroterra montuoso, ha profondamente influenzato lo sviluppo economico del territorio. Da un lato, la costa ha favorito la crescita di settori come il turismo, la portualità e i servizi, con città come Genova che svolgono un ruolo chiave nell'economia regionale e nazionale. Dall’altro, l’orografia dell’entroterra ha reso più difficile l’insediamento industriale e lo sviluppo infrastrutturale, contribuendo al progressivo spopolamento di molti piccoli comuni interni.
Proprio questa varietà territoriale rappresenta comunque una risorsa strategica per uno sviluppo economico più sostenibile e integrato. Le politiche regionali stanno puntando sempre più su modelli di valorizzazione delle aree interne, attraverso il sostegno alle microimprese, l’agricoltura di qualità, il turismo esperienziale e le filiere locali, in un’ottica di riequilibrio territoriale e contrasto allo spopolamento. In questo senso, la morfologia fisica della Liguria non è solo una sfida, ma anche un’opportunità per costruire un’economia più resiliente e radicata nel territorio.
È con questo intento che il nuovo Governo guidato dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha attivato due misure destinate a sostenere e rilanciare le attività economiche nei comuni dell’entroterra ligure.
Oltre 9 milioni di euro, in attuazione delle politiche di contrasto allo spopolamento e di promozione dello sviluppo sostenibile nelle aree interne regionali.
Telematica Italia ha intervistato il consigliere delegato allo Sviluppo Economico della Regione Liguria, Alessio Piana, per approfondire il provvedimento.
Consigliere Piana, la legge regionale 6/2025 rappresenta una svolta nel sostegno alle aree interne: in cosa si differenzia, concretamente, dalle politiche precedenti?
"L’entroterra è parte vitale della nostra regione e crediamo che vada sostenuto con azioni concrete, capaci di generare nuove opportunità economiche e sociali. Con la legge regionale 6/2025 abbiamo voluto segnare un cambio di passo rispetto al passato: non più interventi frammentati, ma una strategia organica e condivisa, capace di unire risorse, strumenti e competenze in un’azione di sistema. L’obiettivo è rendere l’apertura o la gestione di un’attività economica in un piccolo comune non un atto di resistenza individuale, ma una scelta sostenuta e accompagnata dalle istituzioni".
Può descrivere le due misure? Una rivolta alle attività economiche esistenti e l’altra alle microimprese già attive?
"Le misure previste sono due e partiranno entrambe il 15 settembre. Per chi vuole avviare una nuova impresa nei comuni con popolazione non superiore ai 2.500 abitanti è previsto un sostegno fino a 300 euro al mese per cinque anni, a copertura delle spese di locazione e dei principali costi di gestione. Per le attività già attive nei comuni fino a 5.000 abitanti è invece disponibile un contributo una tantum fino a 3.600 euro, finalizzato a sostenere spese correnti come canoni, utenze e tributi locali".
Complessivamente le due misure dispongono di oltre 9 milioni di euro: 4,85 milioni destinati alle nuove aperture e 4,6 milioni a favore delle attività esistenti. Il contributo mensile fino a 300 euro per cinque anni sembra una misura interessante per chi vuole aprire un’attività in locali sfitti. Cosa vi aspettate in termini di impatto sul tessuto urbano e commerciale di questi piccoli comuni? Nel caso delle imprese già attive, il contributo una tantum di 3.600 euro mira a sostenere la liquidità. Avete stimato quante microimprese potrebbero beneficiarne e con quale effetto a medio termine sull’economia locale?
"Ci aspettiamo un impatto molto positivo sul tessuto urbano e sociale delle aree interne. Favorire nuove aperture significa contrastare il fenomeno dei locali sfitti e restituire vitalità ai piccoli comuni. Parallelamente, il contributo destinato alle imprese già attive offre un sostegno immediato di liquidità, utile a coprire spese essenziali di gestione. Con queste misure ci auguriamo anche di rafforzare la rete dei servizi: perché chi vive o vuole tornare a vivere in questi territori possa contare su punti di riferimento commerciali e sociali, e chi decide di aprire un’attività possa farlo in un contesto più attrattivo e sostenibile. Stimiamo che, a medio termine, centinaia di microimprese potranno beneficiare di queste misure, generando un effetto moltiplicatore in termini di servizi, occupazione e presidio sociale del territorio".
Le domande saranno gestite da due enti diversi: Camera di commercio di Genova e Filse. Quali garanzie ci sono che il processo sarà semplice, rapido e accessibile per i beneficiari?
"Entrambi i percorsi sono stati progettati con procedure semplificate e digitalizzate, in modo da ridurre al minimo gli adempimenti burocratici e garantire tempi rapidi di istruttoria e di erogazione. La domanda potrà essere presentata tramite autocertificazione, così da rendere il processo ancora più snello e facilmente accessibile per tutti i beneficiari".
Parlate spesso di “azioni coordinate e di sistema” per lo sviluppo dell’entroterra: quali altri strumenti o interventi avete in programma per rafforzare questa strategia nei prossimi mesi?
"Come Dipartimento dello Sviluppo economico abbiamo previsto premialità specifiche per le imprese dell’entroterra in tutte le nostre misure. Inoltre, Regione Liguria è da tempo protagonista della Strategia Nazionale Aree Interne, a cui affianchiamo il sostegno agli enti locali per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, con l’obiettivo di ridurre i consumi, abbattere i costi in bolletta e migliorare la produzione energetica. Nei prossimi mesi rafforzeremo ulteriormente questa direzione, integrando strumenti diversi in un’azione coordinata".
Infine, aprire o mantenere un'attività in un piccolo comune è spesso una sfida personale. Come intendete far sì che diventi una scelta sostenibile e non solo un gesto di resistenza?
"Il nostro impegno è proprio questo: trasformare quella che spesso appare come una sfida individuale in una scelta sostenuta dalla comunità e dalle istituzioni. Lo facciamo con incentivi economici, con politiche mirate e con una visione di lungo periodo che punta a garantire servizi, lavoro e presenza attiva nei territori. Vogliamo che vivere e lavorare nell’entroterra ligure diventi una scelta di vita sostenibile, e non più solo un atto di resistenza".