Blue Economy, il mare come ecosistema di impresa

FAROS, l’acceleratore italiano della Blue Economy promosso da CDP Venture Capital SGR, apre ufficialmente la nuova call rivolta a startup e scale-up nazionali e internazionali. Si tratta del primo programma di accelerazione interamente dedicato all’economia del mare, ideato per stimolare modelli di crescita innovativi, sostenibili e resilienti. 

Il programma ha una durata di cinque mesi e prevede una combinazione di attività online e in presenza. Le startup selezionate riceveranno un investimento iniziale di 75.000 euro in forma di convertendo, con la possibilità di accedere a successivi round di investimento fino a 400.000 euro. Il percorso include mentoring con esperti di settore, supporto allo sviluppo di progetti pilota in collaborazione con corporate partner, attività formative specialistiche, networking con stakeholder internazionali e accesso a spazi di lavoro nei due hub.

La call è aperta fino al 30 luglio 2025 sulla piattaforma F6S. Possono candidarsi startup costituite o costituende che abbiano almeno un prototipo funzionante e un team dedicato, con sede o intenzione di aprire una sede legale in Italia. Sono favoriti modelli di business a impatto positivo, inclusi quelli con qualifiche come società benefit, imprese sociali o B Corp.

Telematica Italia ha intervistato Anas Anjrini, Program Manager & Project Leader Taranto Hub per la prima e terza domanda; Francesca Picasso, Local Manager & Project Leader La Spezia Hub per la seconda domanda; Lavinia Carrese, Portfolio Manager per le domande 4 e 5; Alessandro Caratto, Operation Manager per le domande 6 e 7 e Ilaria Pais, Head of a|cube, l’incubatore e acceleratore a impatto che gestisce FAROS, per l’ultima domanda.

Com’è nata FAROS e qual è il vostro posizionamento nella Blue Economy italiana?

“FAROS Accelerator nasce nel 2021 da una visione chiara: l’Italia deve giocare un ruolo da protagonista nell’economia del mare, non restare a guardare. Con oltre 7.000 km di coste, 42 porti strategici e una filiera marittima che supera i 54 miliardi di euro (dati al 2022), il nostro Paese è una superpotenza blu con un potenziale ancora inespresso. FAROS, promosso da CDP Venture Capital, è la scintilla per risvegliarla: una piattaforma nazionale per trasformare startup in infrastrutture di rigenerazione. In tre edizioni abbiamo selezionato 25 startup, investito direttamente oltre 4.5 milioni di euro tra pre-seed e seed follow-on, e grazie a questa spinta ulteriori 12 milioni sono stati raccolti tramite terzi investitori dalle startup del portafoglio FAROS. Un ruolo fondamentale è svolto dai nostri partner. A Taranto, le attività sono svolte grazie alla collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (Porto di Taranto). Possiamo inoltre contare sul supporto del Main Partner Fincantieri. Sostengono il programma importanti corporate partner quali Joule - la Scuola di Eni per l'Impresa, BCC San Marzano, RINA. Le partnership istituzionali con il Comune di Taranto, la Camera di Commercio Brindisi-Taranto e l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro rafforzano l’integrazione territoriale del programma. A La Spezia, le attività dell’hub sono svolte in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale - Porti di La Spezia e Marina di Carrara. Oltre al Main Partner Fincantieri, il programma beneficia del supporto dei Co-Investitori Crédit Agricole Italia e Duferco. Anche qui, Joule (Eni), BCC San Marzano e RINA contribuiscono come Corporate Partner, mentre le partnership istituzionali con il Comune della Spezia, la Fondazione Carispezia e PromoSTUDI La Spezia consolidano il radicamento sul territorio. Il programma è gestito da a|cube, Program Manager e Local Manager a Taranto, con il supporto di Wylab, Local Manager a La Spezia. Rigenerare economia e clima partendo dal mare non è solo un obiettivo, è la nostra strategia. E di anno in anno questa acquista sempre più valore”.

Potete parlarci dei vostri due hub: Taranto e La Spezia?

“FAROS opera dove l’innovazione incontra il mare: nei porti. Gli hub di Taranto e La Spezia concorrono agli stessi obiettivi strategici di FAROS: promuovere una Blue Economy italiana che sia protagonista a livello nazionale e internazionale, capace di generare innovazione, occupazione e sostenibilità partendo dai territori portuali. Entrambi gli hub, che sono due simboli dell'economia del mare italiana, rappresentano due presidi fondamentali per la diffusione della cultura imprenditoriale e dell'open innovation nei territori portuali. Taranto e La Spezia rappresentano punti nodali di un’unica visione: trasformare i porti in piattaforme aperte, dove le startup possano crescere a stretto contatto con imprese, istituzioni e centri di ricerca, contribuendo alla rigenerazione economica, sociale e ambientale del Paese. A Taranto, l'hub guidato da a|cube lavora in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, e si inserisce in un contesto di rilancio industriale e turistico, con una forte vocazione all’innovazione inclusiva. Qui FAROS lavora a stretto contatto con università, enti locali e partner nazionali per attivare progetti ad alto impatto sul territorio. A La Spezia, l’hub guidato da Wylab con il sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, opera in un ecosistema fortemente industrializzato e internazionalizzato, dove il porto diventa un laboratorio avanzato per l’innovazione tecnologica, la sostenibilità logistica e l’integrazione tra digitale e marittimo. Entrambi gli hub, pur diversi per identità e vocazione, condividono un approccio comune: attivare le energie locali, connetterle con reti nazionali e internazionali, e trasformare i porti in luoghi dove l’innovazione possa prendere il largo”.

Quali valori e visione guidano FAROS, e come si traducono nella selezione delle startup?

“Acceleriamo solo ciò che rigenera. La nostra visione è guidata da tre criteri irrinunciabili:

● Impatto misurabile su ambiente, comunità e porti;

● Sperimentazione reale in contesti portuali e marittimi;

● Sostenibilità economica dal giorno zero.

Questa visione si riflette chiaramente nei criteri di selezione delle startup: cerchiamo progetti che non si limitino alla tecnologia fine a se stessa, ma che abbiano una reale capacità di incidere su settori strategici come l’economia del mare, la logistica portuale, la tutela delle risorse marine. Valutiamo sia la solidità del team che la scalabilità del modello di business, ma soprattutto l’allineamento con i nostri obiettivi: promuovere soluzioni utili, applicabili e sostenibili nel tempo”. 

Quali sono gli obiettivi specifici della nuova call 2025?

“FAROS 4 è una chiamata rivolta a chi ha il coraggio di mettersi in gioco per affrontare con soluzioni innovative e sostenibili le grandi sfide della Blue Economy. Cerchiamo tecnologie e modelli imprenditoriali capaci di rispondere a tre ambiti strategici:

● Decarbonizzare la logistica marittima con AI, sensoristica, cleantech;

● Valorizzare le risorse marine in ottica circolare e rigenerativa;

● Rendere le coste più sicure e intelligenti.

Ci rivolgiamo a team pronti ad operare in Italia, con prototipi testabili e visione di scala. Il nostro obiettivo? Fare dell’Italia il Paese dove la Blue Economy diventa impresa trasformativa”.

Che tipo di progetti cercate? Tecnologie, settori o approcci prioritari?

“Cerchiamo soluzioni innovative in grado di rompere gli schemi, non semplici evoluzioni di ciò che già esiste. I progetti che selezioniamo devono avere il potenziale per generare impatto concreto, scalabile e misurabile, in linea con la visione di una Blue Economy rigenerativa.

Settori prioritari:

● AI, sensoristica e IoT per dati marini intelligenti;

● Energie marine (onde, correnti, soluzioni ibride);

● Blue Carbon, alghe e soluzioni di sequestro naturale CO₂;

● Smart Ports e automazione logistica;

● Materiali bio-based e cantieristica circolare;

● Turismo costiero accessibile e sostenibile;

● Acquacoltura rigenerativa e circolare.

Valutiamo positivamente startup con modelli impact-first, imprese benefit e B Corp, ma soprattutto team con intenzione trasformativa e capacità di scalare l’impatto nel Mediterraneo”.

Quali vantaggi offre FAROS e cosa lo rende unico rispetto ad altri acceleratori?

“FAROS offre un percorso strutturato ma altamente personalizzato, pensato per accompagnare le startup della Blue Economy dallo sviluppo del modello di business fino alla sperimentazione sul campo con partner industriali. Le startup selezionate accedono a un programma di accelerazione con masterclass, workshop, coaching individuale e supporto su temi chiave come strategia di scale-up, pianificazione finanziaria e relazioni con gli investitori. Uno degli elementi distintivi è la forte componente di open innovation: alcune startup vengono accompagnate nello sviluppo di progetti pilota e studi di fattibilità direttamente con le aziende partner, in un’ottica di validazione e applicazione concreta delle soluzioni proposte. A questo si affianca una rete di oltre 40 mentor provenienti da ricerca, impresa, università e hub di innovazione, che supportano le startup con sessioni individuali mirate. Il programma prevede anche investimenti iniziali a partire da 75.000 euro, sotto forma di convertendo, con possibilità di follow-on fino a 400.000 euro. Inoltre, le startup hanno accesso a spazi di lavoro nei due hub di Taranto e La Spezia e partecipano ad eventi nazionali e internazionali per entrare in contatto con l’intero ecosistema della Blue Economy”.

Qual è il ruolo della finanza agevolata nel percorso delle startup che sostenete?

“La finanza agevolata è una leva fondamentale per sostenere la crescita delle startup, soprattutto nelle fasi iniziali, quando l’accesso al capitale può rappresentare una delle principali criticità. È, di fatto, la benzina economica e finanziaria per trasformare un’idea in un progetto imprenditoriale concreto. L’obiettivo è far sì che ogni startup acquisisca non solo risorse, ma anche competenze per rendere sostenibile e strutturato il proprio percorso di crescita anche su questo fronte”.

Quanto è importante la sostenibilità sociale e ambientale per FAROS?

“È la nostra bussola. Ogni startup che accelera con noi deve contribuire a:

● Proteggere e ripristinare ecosistemi marini e costieri;

● Creare valore economico e sociale per i territori costieri;

● Aumentare resilienza e inclusione in contesti fragili.

Crediamo che la sostenibilità e l’impatto sociale e ambientale siano una chiave concreta per trasformare il modo in cui si fa impresa. Per questo, lavoriamo fianco a fianco con startup, anche quelle meno consapevoli all’inizio, per costruire insieme visioni e strategie di sostenibilità capaci di durare nel tempo. Il nostro compito è far maturare conoscenza, responsabilità e visione d’impatto, perché nessun capitale serio investe senza una direzione chiara sul fronte ambientale e sociale. FAROS è il partner che aiuta le startup a mettere la sostenibilità al centro della strategia, non in fondo alla presentazione”.

 

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