Nel contesto attuale, segnato da transizione ecologica, sfide climatiche e necessità di digitalizzazione, il settore agricolo si trova davanti a una svolta strategica.
Sempre più imprese agricole cercano strumenti concreti per sostenere investimenti, ammodernamento e competitività. In questo scenario, la finanza agevolata rappresenta una leva fondamentale. Ne parliamo con Eleonora Boffa, specialista di finanza agevolata in Telematica Italia, che da anni affianca imprese e realtà del settore primario nell’accesso a bandi pubblici e strumenti di sostegno. Con lei approfondiamo il valore delle opportunità messe a disposizione da fondi europei, nazionali e regionali, e il ruolo cruciale della consulenza specializzata per orientarsi in un sistema articolato ma ricco di potenzialità.
Eleonora, quali sono i principali strumenti di finanza agevolata disponibili oggi per il settore agricolo?
“Oggi il settore agricolo può contare su un’ampia gamma di strumenti di finanza agevolata, pensati per sostenere la crescita, la transizione ecologica e l’innovazione delle imprese e degli enti pubblici. Per le imprese agricole, tra le opportunità più rilevanti ci sono i Complementi regionali per lo sviluppo rurale (CSR) gestiti a livello regionale, che finanziano investimenti per la modernizzazione delle aziende, l’insediamento di giovani agricoltori, l’adozione di pratiche sostenibili e la diversificazione delle attività agricole; ISMEA, che offre strumenti di credito agevolato, garanzie e contributi a fondo perduto per l’acquisto di terreni, la realizzazione di progetti imprenditoriali, il ricambio generazionale e finanzia investimenti volti alla diffusione delle migliori tecnologie disponibili per la gestione digitale dell'impresa, per l'utilizzo di macchine, di soluzioni robotiche, di sensoristica e di piattaforme e infrastrutture 4.0; il PNRR, con misure dedicate, ad esempio, all’agricoltura di precisione, alla logistica agroalimentare e alla valorizzazione della filiera sostenibile.
Per gli enti pubblici e le associazioni, esistono bandi specifici volti a sostenere progetti di sviluppo rurale, formazione, promozione dei prodotti locali e tutela del paesaggio agricolo. Inoltre, possono accedere a fondi per infrastrutture verdi, agricoltura sociale e progetti di rete con le imprese del territorio. La vera sfida è saper individuare e combinare le misure più adatte, in base al profilo e agli obiettivi dell’ente o dell’impresa. Per questo, il supporto consulenziale è fondamentale per intercettare le opportunità e presentare progetti solidi e finanziabili”.
Ci sono differenze importanti tra le misure rivolte alle piccole imprese e quelle per le realtà più strutturate?
“Sì, le differenze ci sono e sono significative, sia in termini di requisiti di accesso che di obiettivi delle misure. Le piccole imprese agricole, spesso a conduzione familiare, godono di strumenti pensati per agevolarne l’accesso alle risorse e per sostenerle nei primi anni di attività. In molti casi, le politiche pubbliche, sia a livello nazionale sia nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC) prevedono regimi semplificati per queste realtà, espressamente pensate per tuteare le piccole aziende nel costruire un’attività agricola sostenibile e autonoma. Queste imprese ricevono generalmente un sostegno più intenso. In molte misure del CSR per esempio, si prevede che un piccolo agricoltore, soprattutto se giovane o operante in una zona svantaggiata, possa ricevere un contributo a fondo perduto che copre fino al 60% o 70% delle spese ammissibili. Al contrario, le aziende agricole più strutturate, come le grandi aziende o le cooperative, possono accedere a finanziamenti più consistenti, ma anche più complessi da ottenere. Per queste realtà, i bandi richiedono una pianificazione strategica dettagliata, con business plan articolati, investimenti significativi e una gestione amministrativa solida. Le misure sono orientate in particolare verso l’innovazione tecnologica, la modernizzazione dei processi produttivi, la trasformazione industriale dei prodotti agricoli e il rafforzamento delle filiere agroalimentari, anche in ottica di esportazione e competitività sui mercati internazionali. In questi casi i contributi sono in genere più elevati in termini assoluti, ma con una percentuale di cofinanziamento pubblica più bassa. In altre parole, il contributo copre una parte minore dell’investimento totale, lasciando al beneficiario l’onere di sostenere la quota restante con mezzi propri o tramite accesso al credito. Questo è coerente con il principio secondo cui le realtà economicamente più forti devono essere in grado di sostenere investimenti più ambiziosi, con un coinvolgimento finanziario diretto più significativo. I contributi sono modulati non solo in base alla dimensione economica dell’impresa, ma anche in funzione della sua struttura organizzativa, della localizzazione e del tipo di intervento. Il sistema è pensato per bilanciare lo sviluppo dell’agricoltura su più livelli, sostenendo le piccole realtà dove serve accompagnamento e protezione, e incentivando le grandi aziende dove serve competitività e innovazione. In entrambi i casi, la conoscenza del panorama agevolativo e la capacità di progettare interventi coerenti con le linee guida dei bandi rappresentano un fattore determinante per accedere alle risorse. Per questo il supporto consulenziale diventa cruciale, sia per le realtà in fase di crescita che per quelle più strutturate”.
Quanto è rilevante la digitalizzazione per ottenere fondi e migliorare la competitività delle aziende agricole?
“La digitalizzazione è oggi un fattore chiave sia per accedere ai fondi pubblici che per rafforzare la competitività delle aziende agricole nel lungo periodo. Molti bandi, sia a livello nazionale che regionale, premiano proprio quei progetti che integrano tecnologie innovative, come l’agricoltura di precisione, i sistemi di monitoraggio da remoto, l’automazione dei processi produttivi e l’utilizzo dei dati per ottimizzare risorse e resa. In particolare, strumenti come il PNRR, i fondi del PSR e le misure promosse da ISMEA pongono grande attenzione alla transizione digitale del settore, considerata una leva fondamentale per rendere l’agricoltura più efficiente, sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici e di mercato. Oltre all’accesso ai finanziamenti, la digitalizzazione consente alle imprese agricole di migliorare la gestione aziendale, ridurre i costi operativi, garantire la tracciabilità della filiera e rispondere in modo più rapido e puntuale alle esigenze del mercato. Si tratta, quindi, non solo di un requisito premiato nei bandi, ma di una scelta strategica per il futuro dell’agroalimentare. Per cogliere queste opportunità è fondamentale avere una visione chiara degli obiettivi aziendali e saperli tradurre in progetti strutturati e coerenti con le linee guida dei programmi di finanziamento”.
In che modo l'uso di energie rinnovabili, come il solare e il biogas, può migliorare la sostenibilità delle aziende agricole e quali sono i principali vantaggi economici e ambientali?
“L’integrazione delle energie rinnovabili nelle aziende agricole rappresenta una delle leve più efficaci per migliorare sia la sostenibilità ambientale sia la resilienza economica del settore. Tecnologie come il fotovoltaico e il biogas consentono di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, abbattere i costi energetici e valorizzare risorse già presenti in azienda, come i residui organici o i reflui zootecnici. Dal punto di vista ambientale, l’uso delle rinnovabili contribuisce in modo concreto alla decarbonizzazione del settore agricolo, riduce le emissioni di gas serra e favorisce un modello di produzione più circolare e attento alla salvaguardia del territorio. Il biogas, ad esempio, consente di trasformare gli scarti in energia e fertilizzanti naturali, riducendo anche l’impatto ambientale della gestione dei rifiuti. Sul piano economico, i benefici sono molteplici: riduzione dei costi energetici, possibilità di vendere l’energia prodotta in eccesso, maggiore indipendenza dai rincari energetici e, soprattutto, accesso a bandi dedicati. Ad esempio i programmi come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), i Complementi regionali per lo sviluppo rurale e i fondi gestiti da ISMEA offrono contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per la realizzazione di impianti rinnovabili in ambito agricolo. Investire in energie pulite non è quindi solo una scelta etica, ma una strategia concreta di competitività, che rafforza l’impresa nel medio-lungo periodo, ne migliora l’immagine sul mercato e la prepara a rispondere meglio alle sfide climatiche e normative del futuro”.
Che consigli daresti alle aziende che vogliono approfittare al meglio delle opportunità offerte dalla finanza agevolata?
“Il mio primo consiglio è di adottare un approccio strategico e proattivo, non limitandosi a cercare un bando ‘quando serve’, ma pianificando gli investimenti in modo da intercettare per tempo le opportunità più coerenti con i propri obiettivi aziendali. È fondamentale conoscere bene il proprio profilo di impresa, i fabbisogni reali e le aree su cui si vuole crescere, che siano innovazione, sostenibilità, formazione o sviluppo commerciale. Questo consente di individuare con maggiore precisione le misure più adatte e di costruire progetti solidi e ben argomentati, aumentando le probabilità di successo. Un altro aspetto cruciale è affidarsi a professionisti esperti, perché la finanza agevolata è un ambito tecnico, in continua evoluzione e con iter amministrativi spesso complessi. Una consulenza specializzata permette non solo di accedere ai fondi giusti, ma anche di ottimizzare i tempi, evitare errori nella documentazione e rispettare tutte le condizioni previste dai bandi. Infine, consiglio alle aziende di tenersi costantemente aggiornate, attraverso fonti affidabili, newsletter di settore o piattaforme dedicate come quelle offerte da Telematica Italia, perché le opportunità cambiano rapidamente ed è importante essere pronti quando si aprono le finestre di finanziamento”.
Telematica Italia come supporta le imprese nella gestione e nell’ottenimento di contributi pubblici?
“Telematica Italia affianca le imprese lungo tutto il percorso, dalla fase di analisi iniziale fino alla rendicontazione finale del contributo, offrendo un supporto completo, personalizzato e orientato ai risultati. Il nostro primo passo è sempre quello di ascoltare l’azienda, comprenderne le caratteristiche, i bisogni e gli obiettivi. Da lì costruiamo una mappatura delle opportunità, selezionando i bandi più adatti in base al settore, alla dimensione, alla localizzazione e al tipo di investimento previsto. Ci occupiamo poi della progettazione tecnica e strategica, della predisposizione della documentazione e della compilazione della domanda, gestendo con attenzione tutte le fasi del processo burocratico, che spesso può risultare complesso per chi non ha una competenza specifica. Una parte fondamentale del lavoro di Telematica Italia riguarda anche il monitoraggio costante dei bandi, a livello regionale, nazionale ed europeo, così da offrire alle imprese un aggiornamento tempestivo e mirato sulle misure disponibili, anche in relazione a nuovi scenari economici o normativi. Infine, accompagniamo l’impresa anche nella fase di gestione e rendicontazione del progetto, per garantire il corretto utilizzo delle risorse e il rispetto di tutte le condizioni previste. Il nostro obiettivo è fare in modo che ogni impresa possa accedere in modo efficace alla finanza agevolata, trasformando un’opportunità concettuale in un risultato concreto e utile alla crescita”.