Alla Nuova Sabatini dote di 150 milioni

Per i finanziamenti agevolati della Nuova Sabatini alle Pmi, con un emendamento del governo, entreranno nella legge di bilancio 150 milioni. Si tratta di meno di un terzo del fabbisogno stimato dai tecnici del ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit). La relazione tecnica che accompagna l’emendamento, tuttavia, specifica che lo stanziamento, alla luce dell’assorbimento di risorse del 2021 e dei primi nove mesi del 2022, dovrebbe comunque riuscire a garantire continuità alla misura. In particolare, vengono stanziati 30 milioni per il 2023 e 40 milioni ciascuno dal 2024 al 2026. «Questo è il primo passo, la prima tranche, di un più corposo finanziamento che contiamo di stanziare nei prossimi mesi». dice il sottosegretario al Mimit Massimo Bitonci. La copertura per il rifinanziamento della Nuova Sabatini viene recuperata dal Fondo per lo sviluppo delle Pmi del settore aeronautico e della green economy, rimasto inattuato.

Con lo stesso emendamento, inoltre, viene prorogato di sei mesi - per un totale quindi di 18 mesi - il termine per l’ultimazione degli investimenti oggetto dei finanziamenti agevolati stipulati dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2023.

Nel pacchetto governativo entra anche un intervento per consentire una maggiore deducibilità (dal 3 al 6%) delle quote di ammortamento dei fabbricati strumentali utilizzati in una serie di attività distinte in base al codice Ateco: ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari e altre categorie commerciali (codici 47.11.50, 47.19.10, 47.19.20, 47.19.90, 47.21, 47.22, 47.23, 47.24, 47.25, 47.26, 47.29). La norma esclude i fabbricati destinati alla grande distribuzione per i quali, sulla base del decreto Mef del 1998, è già stabilito il coefficiente nella misura del 6 per cento.

In materia di politica industriale, nasce una fondazione per supportare lo sviluppo della microelettronica nazionale. Si chiamerà “Centro italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore” e avrà il compito, secondo quanto riporta l’emendamento governativo, «di promuovere la progettazione e lo sviluppo di circuiti integrati, rafforzare il sistema della formazione professionale nel campo della microelettronica e assicurare la costituzione di una rete di università, centri di ricerca e imprese che favorisca l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel settore».

Membri della fondazione saranno il ministero dell’Economia, il ministero delle Imprese e del made in Italy e il ministero dell’Università e della ricerca, con vigilanza attribuita al ministero dell’Economia. Quest’ultimo dovrà anche emanare un decreto attuativo con gli schemi dell’atto costitutivo e dello statuto della fondazione, la nomina degli organi sociali e la determinazione di compensi, criteri e modalità per l’adesione di enti pubblici e soggetti privati alla fondazione.

Il patrimonio della Fondazione è costituito da apporti dei ministeri membri e potrà essere incrementato da ulteriori apporti dello Stato e dalle risorse provenienti da soggetti pubblici e privati.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 20 dicembre 2022

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