COVID19: in arrivo contributi a fondo perduto per i professionisti

Il decreto Rilancio, all'art. 25, al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza Coronavirus, riconosce un contributo a fondo perduto a favore di coloro che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA.

Il decreto, infatti, contiene, tra le molteplici disposizioni a sostegno dei professionisti, il rifinanziamento del Fondo per il Reddito di Ultima Istanza introdotto dal “Cura Italia” (art. 44, d.l. n. 18/2020, conv. in l. n. 27/2020). Questa iniezione di liquidità dovrebbe consentire di erogare ai professionisti ordinistici – sempre per il tramite delle rispettive Casse di Previdenza – un nuovo “bonus” di 600 euro, per ciascuno dei mesi di aprile e maggio. Ma a fronte del rinnovo del bonus, i professionisti iscritti alle Casse sono esplicitamente esclusi dalla possibilità di fruire del contributo a fondo perduto introdotto dal medesimo decreto.

Ne consegue che il contributo a fondo perduto previsto dall'art. 25 si configura come uno strumento  alternativo al bonus 600 euro e non fruibile dagli iscritti alle Casse professionali. A tal prosito, il co. 2 dell’art. 25 contiene l'elencazione delle categorie di soggetti che non possono in ogni caso beneficiare del contributo. Si tratta, in particolare, dei seguenti soggetti:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020;
  • gli enti pubblici di cui all'art. 74 del tuir;
  • gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all'art. 162-bis del tuir;
  • i soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli artt. 27 e 38 del d.l. n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 27/2020;
  • i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai d.lgs. 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103.
Il contributo a fondo perduto è riconosciuto ai soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA la cui attività non risulti cessata alla data di presentazione della domanda e che non siano iscritti alle Casse di previdenza professionale.

Condizione necessaria per l'accoglimento dell'istanza è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 di quelli di aprile 2019. Al fine di determinare correttamente gli importi, si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.

L’importo del contributo è determinato applicando le seguenti percentuali, alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 e quelli di aprile 2019:
  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nel periodo d’imposta precedente;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi tra un milione e cinque milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.

L’ammontare del contributo a fondo perduto è riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Per maggiore chiarezza, si riporta di seguito un esempio concreto: in caso di ricavi inferiori a 400.000 euro nel 2019 e un fatturato di 40.000 euro nel mese di aprile 2019 e pari a zero nell’aprile 2020, avrà diritto ad un sostegno del 20% calcolato sulla differenza tra i due periodi di imposta che, nel caso in specie, è pari a 40.000 euro. Il contributo a fondo perduto erogabile al richiedente, in questo caso, sarà pari a 8.000 euro.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi né del valore della produzione netta.

Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati devono presentare, esclusivamente in via telematica, una istanza all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti. L’istanza può essere presentata, per conto del soggetto interessato, anche da un intermediario, delegato al servizio del cassetto fiscale dell’Agenzia delle entrate o ai servizi per la fatturazione elettronica.

L’istanza deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione.

Il contributo a fondo perduto è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Qualora il contributo sia in tutto o in parte non spettante, anche a seguito del mancato superamento della verifica antimafia, l’Agenzia delle entrate recupera il contributo non spettante, comminando anche le sanzioni previste.

Qualora, successivamente all’erogazione del contributo, l’attività d’impresa o di lavoro autonomo cessi o le società e gli altri enti percettori cessino l’attività, il soggetto firmatario dell’istanza inviata in via telematica all’Agenzia delle Entrate è tenuto a conservare tutti gli elementi giustificativi del contributo spettante e a esibirli a richiesta agli organi istruttori dell’amministrazione finanziaria.

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