COVID19: pubblicato in Gazzetta il Decreto Rilancio

L’atteso Decreto Rilancio è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020: sull’onda dei precedenti Decreto Cura Italia convertito nella l. 27/2020 e del Decreto Liquidità, il nuovo d.l. 19 maggio 2020, n. 34, introduce ulteriori misure urgenti in materia di sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Con una dotazione di 55.000.000.000 euro, il Decreto Rilancio contiene misure rivolte a imprese, con importanti novità anche per le imprese del sud Italia, lavoratori e famiglie.

Di seguito i punti salienti.

È cancellata la rata di giugno dell’Irap: non è dovuto il versamento del saldo dell'imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell'acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta. Non è altresì dovuto il versamento della prima rata dell'acconto dell'imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019; l'importo di tale versamento è comunque escluso dal calcolo dell'imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d'imposta.

Contributi a fondo perduto per le piccole imprese (inclusi lavoratori autonomi titolari di partita Iva o di reddito agrario) con un giro d’affari annuo nel 2019 inferiore ai 5 milioni di euro a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il sostegno spetta anche ai soggetti che hanno iniziato l'attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data dall'insorgenza dell'evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19. L'ammontare del contributo a fondo perduto è riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le aziende, determinato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1.000.000 euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1.000.000 euro e fino a 5.000.000 euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni con un ammontare di ricavi relativo al periodo d'imposta 2019 superiore a cinque milioni di euro e fino a cinquanta milioni di euro, che nei mesi di marzo e aprile 2020 abbiano subito una riduzione complessiva dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente in misura non inferiore al 33% a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e che deliberino ed eseguano entro il 31 dicembre 2020 un aumento di capitale non inferiore a 250.000 euro. A tali soggetti spetta un credito d'imposta pari al 20%. L'investimento massimo del conferimento in denaro sul quale calcolare il credito d'imposta non può eccedere 2.000.000 euro.

Cassa Depositi e Prestiti è autorizzata a costituire un patrimonio destinato denominato "Patrimonio Rilancio" al fine di attuare interventi e operazioni di sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo. L'aiuto è rivolto a imprese con fatturato annuo superiore a 50.000.000 euro che non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo.

È previsto un credito d'imposta nella misura del 60% per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e del 30% per l’affitto d'azienda, destinato ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto. Per le strutture alberghiere e agrituristiche l’agevolazione spetta indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente. Il credito d'imposta è commisurato all'importo versato nel periodo d'imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno. Ai soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d'imposta spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente.

Per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, il decreto dispone la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come "trasporto e gestione del contatore" e "oneri generali di sistema".

Sono rifinanziati i seguenti fondi:

  • il fondo a copertura delle garanzie (art. 1, co. 14, d.l. liquidità) è incrementato di 30.000 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 1. 700 milioni di euro destinati alla sezione speciale istituita a copertura delle garanzie relative alle imprese di assicurazione del ramo credito; 
  • il Fondo di garanzia è incrementato di 3.950 milioni di euro per l'anno 2020;
  • sono assegnati all'ISMEA ulteriori 250 milioni di euro per l'anno 2020, per essere utilizzati in base al fabbisogno finanziario derivante dalla gestione delle garanzie;
  • al Fondo di garanzia per la prima casa sono assegnati 100 milioni di euro nell'anno 2020.

SACE S. p.A. concederà in favore delle imprese di assicurazione dei crediti commerciali a breve termine autorizzate all'esercizio del ramo credito, una garanzia pari al 90% degli indennizzi generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali maturati dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2020 ed entro il limite massimo di 2000 milioni di euro.

Rafforzanti anche gli interventi in favore delle start-up innovative, con risorse aggiuntive pari a 100 milioni di euro per l'anno 2020 alla misura di sostegno “Smart&Start(DM 24 settembre 2014), destinate al rifinanziamento delle agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato. Inoltre, sempre per sostenere le start up innovative per l'anno 2020, sono destinati 10 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto per l'acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

A beneficio esclusivo delle start-up innovative e delle PMI innovative, sono assegnate risorse aggiuntive pari a 200 milioni di euro per l'anno 2020 al Fondo di sostegno al venture capital, finalizzate a sostenere investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, nonché mediante l'erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione di obbligazioni convertibili, o altri strumenti finanziari di debito che prevedano la possibilità del rimborso dell'apporto effettuato.

Il termine di permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle start-up innovative è prorogato di 12 mesi. Inoltre, relativamente agli incentivi all’investimento in start-up innovative, è prevista una detrazione dell’IRPEF del 50% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più startup innovative, con un limite massimo d’investo di 100.000 euro per ciascun periodo d’imposta.

Al fine di sostenere lo sviluppo dell'industria dell'intrattenimento digitale a livello nazionale, è istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il fondo per l'intrattenimento digitale denominato «First Playable Fund», con dotazione iniziale di 4 milioni di euro per l'anno 2020, finalizzato a sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogames, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l'erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50% delle spese ammissibili e per un importo compreso da 10.000 euro a 200.000 euro per singolo prototipo.

È istituito il "Fondo per il trasferimento tecnologico" con una dotazione di 500 milioni di euro per l'anno 2020, finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all'utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative. Per l'attuazione degli interventi ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo sostenibile - è autorizzata alla costituzione della fondazione di diritto privato denominata "Fondazione Enea Tech''.

Il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività d'impresa, con una dotazione di 100 milioni di euro per l'anno 2020, invece, sarà finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale e delle società di capitali, aventi un numero di dipendenti non inferiore a 250, che si trovino in uno stato di difficoltà economico-finanziaria. Il Fondo opererà attraverso interventi nel capitale di rischio delle imprese, effettuati a condizioni di mercato.

Per sostenere l’export, il Decreto Rilancio punta su un incremento dei fondi a disposizione, su un aumento dei massimali dei contributi concedibili e sulla disapplicazione del regime “de minimis” ampliando di fatto la platea di imprese che possono usufruire delle agevolazioni previste per l’’internazionalizzazione. In particolare sul capitolo “risorse”, tra Fondo rotativo 394/81 e Fondo per la promozione integrata vengono stanziati 450 milioni di euro in più. Inoltre per il Fondo rotativo il decreto prevede tre novità:

  • la possibilità di elevare fino al doppio di quelli attualmente previsti, i limiti massimi dei finanziamenti agevolati;
  • la possibilità di di eccedere gli importi massimi previsti dal “de minimis”;
  • l'esenzione dalla presentazione della garanzia per i finanziamenti agevolati a valere sul Fondo.

Ai fini della maggiorazione dell’ammortamento, il termine di consegna dei beni strumentali nuovi è prorogato al 31 dicembre 2020.

È istituito il “Fondo Nuove Competenze” con una dotazione iniziale di 230 milioni di euro: per l’anno 2020, i contratti collettivi di lavoro possono realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con le quali parte dell’orario di lavoro viene finalizzato a percorsi formativi.

Al fine di favorire misure per il contrasto della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, l’INAIL promuove interventi straordinari destinati alle imprese che hanno introdotto nei luoghi di lavoro, successivamente alla data di entrata in vigore del Decreto Cura Italia, convertito nella l. 27/2020, interventi per la riduzione del rischio di contagio. L’importo massimo concedibile è pari a 15.000 euro per le imprese fino a 9 dipendenti, 50.000 euro per le imprese da 10 a 50 dipendenti, 100.000 euro per le imprese con più di 50 dipendenti. Al finanziamento delle iniziative sono destinate le risorse già disponibili relative al bando ISI 2019 ed allo stanziamento 2020, fatti salvi gli interventi di cui all’art. 1, commi 862 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015 n. 208 (sezione agricoltura) per un importo complessivo pari a 403 milioni di euro. Conseguentemente il bando di finanziamento ISI 2019 è revocato.

Sempre nell'ottica di una maggiore sicurezza, il decreto istituisce un credito d'imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19. 

Viene istituito un Fondo Turismo con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2020 finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, gestiti da società di gestione del risparmio, in funzione di acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive. Inoltre, per alberghi e stabilimenti balneari è cancellato l’acconto Imu di giugno, a patto che proprietario e gestore coincidano; gli esercenti di pubblico servizio sono sentati fino al 31 ottobre per gli spazi aggiuntivi di occupazione di suolo pubblico necessari per rispettare il distanziamento sociale.

Limitatamente all’anno 2020, il credito d’imposta per le spese pubblicitarie è concesso nella misura del 50% del valore degli investimenti effettuati entro il limite massimo di 60 milioni di euro, che costituisce tetto di spesa. Il beneficio è concesso nel limite di 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e nel limite di 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. 

È istituito un Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, con una dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2020, a sostegno di una strategia di condivisione e utilizzo del patrimonio informativo pubblico a fini istituzionali, della diffusione dell’identità digitale, del domicilio digitale e delle firme elettroniche, della realizzazione e dell’erogazione di servizi in rete, dell’accesso ai servizi in rete tramite le piattaforme abilitanti nonché per i servizi e le attività di assistenza tecnico-amministrativa necessarie. 

Il Fondo di sostegno alle attività economiche nelle aree interne è incrementato di 60 milioni di euro per l’anno 2020, di 30 milioni di euro per l’anno 2021 e di 30 milioni di euro per l’anno 2022, anche al fine di consentire ai Comuni presenti nelle aree interne di far fronte alle maggiori necessità di sostegno del settore artigianale e commerciale conseguenti al manifestarsi dell’epidemia da Covid-19. (art. 243)

La misura del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, inclusi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19, direttamente afferenti a strutture produttive ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è aumentata come segue:

  • al 25% per le grandi imprese che occupano almeno 250 persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro;
  • al 35% per le medie imprese, che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro;
  • al 45% per le piccole imprese che occupano meno di cinquanta persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

Per sostenere il rilancio produttivo dei beneficiari della misura agevolativa “Resto al Sud e la loro capacità di far fronte a crisi di liquidità correlate agli effetti socio-economici dell’emergenza Covid-19, i fruitori dell’incentivo possono accedere, nei limiti delle risorse disponibili, ad un contributo a fondo perduto a copertura del loro fabbisogno di circolante, il cui ammontare è determinato in misura pari a:

  • 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale;
  • 10.000 euro per ciascun socio, fino ad un importo massimo di 40.000 euro per ogni impresa.

Con risorse a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione sono inoltre previsti contributi volti al sostegno del terzo settore nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con la finalità di rafforzare l’azione a tutela delle fasce più deboli della popolazione a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Prorogata al 16 settembre 2020 la ripresa dei versamenti delle ritenute, dell’Iva e dei contributi sospesi a marzo, aprile e maggio per le imprese che hanno subito cali di fatturato, rientrano tra le filiere maggiormente colpite o sono nelle province dichiarate zona rossa all’inizio della pandemia. Si potrà pagare in unica soluzione o dilazionando il versamento in quattro rate di pari importo a partire sempre dal mese di settembre.

Previsto anche Sblocco dei debiti della pubblica amministrazione per la liquidazione dei debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2019 da parte di enti territoriali e Asl.

Un ulteriore sostegno alle imprese deriva dall’utilizzo del lavoro flessibile tutelato stabilendo che, fino al 30 agosto, le causali non servono nei casi di rinnovo o proroga dei contratti a termine (anche a scopo di somministrazione) in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del provvedimento stesso.

Per quanto concerne la cassa integrazione, esaurito il periodo di nove settimane concedibile dal 23 febbraio al 31 agosto 2020, i datori di lavoro potranno ottenere ulteriori cinque settimane. Terminata questa prima tranche, dal 1° settembre al 31 ottobre sarà possibile chiedere ulteriori quattro settimane di trattamento con una nuova procedura. Per i settori del turismo, fiere, congressi e spettacolo le 4 settimane si possono utilizzare anche prima del 1 settembre. Inoltre il trattamento in deroga sarà più veloce in quanto il datore di lavoro potrà rivolgersi direttamente all'Inps. È prorogato inoltre lo stop ai licenziamenti economici individuali e collettivi per altri tre mesi, così come sono sospese anche le procedure dei licenziamenti collettivi e individuali per motivo oggettivo in corso.

Inoltre, per imprese e cittadini sono rinviate al 1° settembre 2020 le notifiche delle cartelle esattoriali e al prossimo anno la consegna di atti di accertamento.

Confermato il bonus 600 euro per il mese di aprile alle partite Iva, professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli. A maggio 1.000 euro sono riconosciuti ai liberi professionisti titolari di partita Iva che hanno perso almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 e ai Co.Co.Co che hanno cessato il rapporto di lavoro.

Ai lavoratori domestici non conviventi con i datori di lavoro, che abbiano uno o più contratti di lavoro alla data del 23 febbraio 2020 per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali è riconosciuta per i mesi di aprile e maggio 2020 un’indennità mensile di 500 euro, per ciascun mese.

I beneficiari del reddito di cittadinanza potranno stipulare contratti a termine fino a 30 giorni, rinnovabili per 30 giorni, per un ammontare retributivo massimo di 2.000 euro, con datori di lavoro del settore agricolo, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici.

Per i nuclei familiari in condizioni di necessità economica a causa dell’emergenza Covid-19, non coperti dagli altri sussidi è istituito il reddito di emergenza (Rem) con importi variabili tra 400 euro e 800 euro a seconda del nucleo familiare. La richiesta va inoltrata all’Inps entro giugno. Le risorse sono erogate in due quote, ciascuna pari all’ammontare riconosciuto. Per vedersi riconosciuto il reddito di emergenza vanno rispettate(cumulativamente)4 condizioni: residenza in Italia; reddito familiare ad aprile 2020 inferiore a una soglia di Rem spettante; patrimonio mobiliare familiare nel 2019 inferiore a 10mila euro, accresciuto di 5mila euro per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 20mla euro; Isee inferiore a 15mila euro.

Anche il dl rilancio, inventiva forme di lavoro da remoto, stabilendo il diritto allo smart working fino al termine dello stato di emergenza per i genitori dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di 14 anni a condizione che nel nucleo familiare non ci sia un altro genitore non lavoratore o beneficiario di strumenti di sostegno al reddito.

Sempre in un'ottica di conciliazione dei tempi vita-lavoro, il decreto rilancio proroga i congedi parentali fino a un massimo di 30 giorni: i genitori lavoratori dipendenti del privato con figli di età non superiore ai 12 anni potranno ricevere un’indennità al 50% della retribuzione. In alternativa è consentito cumulare il bonus baby sitter da 600 euro del Dl Cura Italia, che diventa pari a 1.200 euro per chi non l’ha ancora ottenuto. Il budget può essere speso anche per i centri estivi e i servizi integrativi all’infanzia.

Per incentivare la ripresa del turismo e sostenere il comparto italiano, è previsto il Tax credit vacanze fino a 500 euro per le famiglie di tre o più persone, 300 euro per una coppia e 150 euro per un single, con ISEE fino a 40.000 euro, da spendere nelle strutture ricettive (alberghi, bed&breakfast) da luglio e fino al 31 dicembre 2020.

Altre novità significative: 

  • il superbonus del 110% per i lavori di riqualificazione energetica e antisismica che dovranno garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche. L'agevolazione si applicherà alle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021; 
  • il bonus acquisto biciclette fino al 31 dicembre 2020 per tutti i residenti nelle Città metropolitane e nei comuni con più di 50.000 abitanti.
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