È stato firmato dal Ministro della Cultura, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, il decreto che modifica le disposizioni applicative in materia di credito d'imposta per la produzione cinematografica e audiovisiva. Il provvedimento adegua la disciplina al nuovo quadro finanziario e normativo per il 2026, introducendo importanti novità su aliquote, massimali, imputazione fiscale e controlli.
Tra gli interventi principali si segnala una generale revisione al ribasso di diverse aliquote ordinarie di contributo. Restano tuttavia definiti con precisione i tetti massimi concedibili:
- Massimali ordinari: Per le opere cinematografiche, i documentari e l'animazione cinema il limite è fissato a 4.000.000 euro per opera e 7.000.000 euro annui per impresa; per il settore TV, Web e relative animazioni il tetto sale a 7.000.000 euro per opera e 15.000.000 euro annui per impresa. I due tetti aziendali restano tra loro indipendenti;
- Opere con risorse estere: Per le produzioni che coprono almeno il 40% del costo complessivo con risorse estere, i massimali per opera salgono a 6.000.000 euro per il cinema e a 10.000.000 euro per la TV/Web.
I crediti d'imposta ordinari vengono interamente imputati all'esercizio fiscale di presentazione della richiesta preventiva. Diversamente, per le opere con elevata copertura estera, l'imputazione all'anno di richiesta è garantita fino a 3.000.000 euro (cinema) e 5.000.000 euro (TV/Web), mentre la parte eccedente viene spalmata in quote uguali sui tre esercizi fiscali successivi.