Reti per Taranto: approvati i criteri del bando

La Regione Puglia ha approvato le linee di indirizzo dell’Avviso pubblico “Reti per Taranto 2026”, misura finanziata nell’ambito del PN JTF Italia 2021-2027 – Piano Territoriale di Taranto, Azione 2.4, finalizzata a sostenere progetti di ricerca collaborativa, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico per favorire la transizione, la diversificazione e il rafforzamento dell’economia locale tarantina.

La dotazione finanziaria iniziale della nuova edizione è pari a 12.399.611,99 euro. La misura rappresenta la prosecuzione dell’Avviso “Reti per Taranto” già attivato nel 2025, con una novità rilevante: la partecipazione viene estesa anche alle grandi imprese.

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di micro, piccola, media e grande dimensione, i loro consorzi, i liberi professionisti equiparati alle PMI e gli organismi di ricerca. I beneficiari devono partecipare in forma aggregata, attraverso ATS, contratto di rete, consorzio o società consortile. Il raggruppamento deve comprendere almeno due imprese, di cui almeno una PMI, e almeno un organismo di ricerca. Il ruolo di capofila deve essere ricoperto da un’impresa.

L’impresa capofila deve realizzare il progetto in una unità locale situata nella Provincia di Taranto; gli altri componenti del raggruppamento devono invece realizzare le attività progettuali in una unità locale localizzata nel territorio della Regione Puglia. Le imprese devono esercitare un’attività rientrante tra i codici ATECO 2025 ammissibili approvati con l’Allegato B.

Sono finanziabili progetti coerenti con le priorità della Smart Puglia 2030, con particolare riferimento a: manifattura sostenibile, salute dell’uomo e dell’ambiente, comunità digitali, creative e inclusive. I progetti devono inoltre dimostrare coerenza con i temi della transizione sostenibile, della resilienza dei territori, dell’economia circolare, della salute e del benessere.

Il costo minimo del progetto è pari a 300.000 euro, mentre il contributo massimo concedibile per singolo progetto è pari a 2 milioni di euro. Le imprese devono sostenere complessivamente tra il 70% e il 90% dei costi ammissibili del progetto, mentre gli organismi di ricerca devono sostenere tra il 10% e il 30% dei costi complessivi.

L’agevolazione è concessa nella forma di contributo alla spesa. Per le attività di ricerca industriale, l’intensità è pari al 75% per micro e piccole imprese, 70% per medie imprese e 60% per grandi imprese. Per le attività di sviluppo sperimentale, l’intensità è pari al 55% per micro e piccole imprese, 45% per medie imprese e 35% per grandi imprese. Per gli organismi di ricerca è previsto un contributo pari al 75% dei costi ammissibili.

Sono ammissibili le spese per personale di progetto e project management, ricercatori e tecnici, strumenti e attrezzature, ricerca contrattuale acquisita da università, centri e laboratori di ricerca pubblici o privati, sviluppo e registrazione di brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale, consulenze specialistiche, spese generali supplementari e altri costi di esercizio direttamente imputabili al progetto.

Le domande saranno presentate esclusivamente in via telematica tramite il portale Sistema Puglia, nella sezione dedicata a “Reti per Taranto 2026”. L’apertura della procedura è prevista nel terzo trimestre 2026. La selezione avverrà con procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento delle risorse disponibili.

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