Iperammortamento 2026: firmato il decreto attuativo

Torna l’iperammortamento per gli investimenti in tecnologie digitali e beni strumentali innovativi, ma con un impianto molto più strutturato e proceduralizzato rispetto alle precedenti esperienze di Industria 4.0. È quanto emerge dalla bozza del decreto attuativo del nuovo iperammortamento 2026-2028, adottato in attuazione dell’articolo 1, comma 433, della legge n. 199/2025.

Il testo, aggiornato al 4 maggio 2026 ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, disciplina le modalità operative per accedere alla nuova maggiorazione fiscale sugli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, oltre che agli investimenti destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

La misura riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 in beni materiali e immateriali ricompresi negli Allegati IV e V alla legge di bilancio 2026, a condizione che siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Rientrano inoltre gli impianti e i sistemi destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, inclusi sistemi di stoccaggio e componenti funzionali alla generazione energetica.

Possono accedere all’agevolazione i titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti destinati a strutture produttive, mentre restano escluse le imprese in liquidazione volontaria, sottoposte a procedure concorsuali o destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001. La spettanza del beneficio è inoltre subordinata al rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e alla regolarità contributiva e previdenziale.

Il nuovo iperammortamento opera esclusivamente ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, senza generare un credito d’imposta compensabile. La maggiorazione prevista è pari al 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, al 100% per la quota eccedente fino a 10 milioni di euro e al 50% per la quota oltre i 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Uno degli elementi più rilevanti della bozza riguarda la procedura di accesso, che dovrà avvenire obbligatoriamente tramite piattaforma GSE e si articolerà in tre fasi: comunicazione preventiva, comunicazione di conferma dell’investimento e comunicazione di completamento. Quest’ultima dovrà essere trasmessa entro il 15 novembre 2028 e sarà subordinata all’avvenuta interconnessione dei beni. Con uno o più decreti direttoriali sono individuati i termini di apertura della piattaforma informatica e sono approvati i modelli di comunicazione, i relativi allegati e le istruzioni di compilazione.

Il nuovo impianto introduce inoltre un sistema di monitoraggio annuale degli investimenti e un forte presidio documentale. La spettanza del beneficio dovrà infatti essere comprovata da perizia tecnica asseverata o attestazione rilasciata da ente accreditato, corredata da analisi tecnica, oltre che da certificazione contabile attestante il corretto sostenimento delle spese.

Resta tuttavia fermo che, in assenza della pubblicazione ufficiale del decreto in Gazzetta Ufficiale, il testo oggi disponibile deve essere considerato come anticipazione tecnica suscettibile di modifiche e integrazioni.

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