Decreto Lavoro: i nuovi incentivi all'occupazione

Con l’entrata in vigore del decreto-legge n. 62/2026 si apre una nuova stagione di incentivi all’occupazione, con un pacchetto articolato di misure finalizzate a sostenere le assunzioni stabili, ridurre i divari territoriali e promuovere l’inclusione nel mercato del lavoro.

Il provvedimento introduce, in primo luogo, un importante incentivo rivolto all’occupazione femminile, riconoscendo ai datori di lavoro un esonero contributivo totale per l’assunzione a tempo indeterminato di donne in condizioni di svantaggio. L’agevolazione può arrivare fino a 650 euro mensili per lavoratrice, elevata a 800 euro nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno, con una durata che può estendersi fino a 24 mesi, pur in presenza di una disciplina che presenta alcune articolazioni sulla durata effettiva del beneficio.

Accanto a questa misura, viene rafforzato il sostegno all’occupazione giovanile stabile attraverso un incentivo dedicato agli under 35, anch’esso basato su un esonero contributivo del 100% per un periodo fino a 24 mesi. Il beneficio è riconosciuto per l’assunzione di giovani disoccupati di lunga durata o appartenenti a categorie svantaggiate, con una maggiorazione dell’importo nelle aree della ZES unica.

Particolare attenzione è riservata proprio al Mezzogiorno, dove viene introdotto un incentivo specifico per le microimprese che assumono lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. In questo caso, l’esonero contributivo può raggiungere 650 euro mensili per un massimo di due anni, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto produttivo locale e favorire la crescita occupazionale nelle aree più fragili.

Il decreto interviene inoltre sul fronte della stabilizzazione dei rapporti di lavoro, prevedendo un incentivo per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. L’agevolazione, destinata ai giovani under 35 mai occupati stabilmente, consiste in un esonero contributivo totale per un periodo massimo di 24 mesi e si applica alle trasformazioni effettuate nella seconda parte del 2026.

A completare il quadro, è introdotta una misura dedicata alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare, che premia le aziende in possesso di specifiche certificazioni con un esonero contributivo, seppur di entità più contenuta, volto a incentivare modelli organizzativi orientati al benessere dei lavoratori e alla parità di genere.

Le misure sono accomunate da una serie di condizioni stringenti, tra cui l’obbligo di incremento occupazionale netto, il divieto di licenziamenti nei mesi precedenti all’assunzione e la non cumulabilità con altri incentivi analoghi. L’accesso ai benefici è inoltre subordinato al rispetto dei limiti di spesa previsti e al monitoraggio da parte dell’INPS, che potrà sospendere l’accoglimento delle domande in caso di esaurimento delle risorse.

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