Il Ministero del Turismo, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, definisce con il nuovo decreto attuativo la cornice operativa di una misura nazionale da 109 milioni di euro destinata a sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica in Italia, con particolare attenzione a destagionalizzazione dei flussi, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e rafforzamento delle filiere turistiche. La dotazione prevede 59 milioni di euro per contributi a fondo perduto e 50 milioni di euro per finanziamenti agevolati, entro i limiti delle risorse disponibili.
Possono presentare proposte di investimento gli operatori che esercitano attività d’impresa nel settore turistico, identificati da specifici codici ATECO. Tra i beneficiari rientrano, in particolare, servizi di alloggio, alberghi e strutture simili, ostelli, rifugi e baite di montagna, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze, campeggi, villaggi turistici e glamping, marina resort, ristorazione, catering, centri termali e benessere, parchi divertimento, discoteche, stabilimenti balneari e organizzazione di convegni e congressi. Il decreto ammette inoltre imprese attive da almeno tre anni che, pur non avendo i codici ATECO indicati, dimostrino un fatturato prevalente in attività turistiche, nonché i proprietari delle strutture, se supportati dai requisiti dei gestori.
Gli interventi finanziabili devono essere finalizzati allo sviluppo e alla qualificazione dell’offerta turistica e possono riguardare l’efficienza energetica degli immobili, la riqualificazione e l’ammodernamento delle strutture, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, soluzioni per la riduzione dei consumi idrici ed energetici, digitalizzazione degli edifici e dei processi, infrastrutture tecnologiche e interventi su piscine, impianti termali, wellness, centri congressi e strutture per eventi. Sono inoltre ammesse spese per programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e tecnologie funzionali alla competitività e alla sostenibilità del comparto turistico. Per le sole PMI sono riconoscibili anche consulenze strettamente connesse al progetto, entro il limite del 4% dell’importo complessivo ammissibile.
I programmi devono prevedere spese ammissibili non inferiori a 1 milione di euro e non superiori a 15 milioni di euro. Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione, e comunque non oltre il 30 settembre 2028.
Le agevolazioni assumono la forma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, anche in combinazione tra loro. Il contributo diretto alla spesa può coprire fino al 30% delle spese ammissibili, nel limite massimo di 4,5 milioni di euro. Il finanziamento agevolato può arrivare fino al 70% dei costi ammissibili, con durata massima di cinque anni e tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione.
Per l'attuazione della misura si attende apposito decreto.