Simest: in esaurimento budget di 1,2 mld per l'export

Un successo senza precedenti: le imprese hanno letteralmente polverizzato i fondi a disposizione per l'internazionalizzazione, messi in campo dalle misure attivate dal governo a valere sulla l. n. 394/81. 

Ad anticiparlo il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in audizione presso le commissioni riunite Affari esteri e Attività produttive della Camera. E la conferma arriva anche da Pasquale Salzano, presidente di CDP – Simest.

L'istituto si è trovato a gestire in un giorno solo un numero di domande multiplo rispetto a quelle presentate nel 2019: il risultato è che i fondi sono pressochè esauriti e che si rende necessario un ulteriore rifinanziamento. 

I fondi a disposizione, pari a 1,2 miliardi di euro, avevano una quota di 300 milioni di euro per concedere il fondo perduto, che arriva a coprire il 50% dell'importo dell'operazione.

L'importo massimo ammissibile per singola impresa corrisponde a 800.000 euro. Da questo importo le imprese devono detrarre le agevolazioni già ottenute ai sensi dell'aiuto temporaneo, anche se su altre agevolazioni. Quello era il massimale ottenibile per ogni singola impresa, a patto che avesse un progetto di dimensioni adeguate.

Facendo un rapido calcolo, i 300 milioni possono aver consentito il finanziamento di circa 1.000 aziende. Saranno i numeri a consuntivo a dare la misura esatta dei beneficiari. Ma gli stessi numeri confermeranno l'enorme interesse delle imprese, che vogliono ripartire investendo in progetti di internazionalizzazione.

Il bando, attivato il 17 settembre in modalità a sportello (in sostanza, chi arriva prima vince), ha visto una corsa contro il tempo da parte delle imprese per presentare progetti relativi:

  • alla patrimonializzazione delle imprese esportatrici. L'iniziativa era volta al rafforzamento della solidità patrimoniale delle imprese per favorire la competitività sui mercati esteri; 
  • progetti per l'inserimento temporaneo in azienda di Temporary Export Manager (TEM) funzionali alla realizzazione di progetti di internazionalizzazione in Paesi esteri; 
  • programmi per lo sviluppo del commercio elettronico (e-commerce) in Paesi extra Ue, attraverso una piattaforma informatica sviluppata in proprio o tramite soggetti terzi (market place), per la distribuzione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano;
  • programmi di assistenza tecnica per la formazione post vendita in Paesi esteri
  • programmi di inserimento nei mercati esteri per favorire l'ingresso delle imprese nei mercati esteri mediante la realizzazione di strutture commerciali per promuovere beni e/o servizi prodotti in Italia o, comunque, distribuiti con marchio italiano;
  • studi di prefattibilità e fattibilità in Paesi esteri per la verifica preventiva da parte delle imprese della fattibilità di un investimento commerciale o produttivo;
  • progetti di marketing e/o promozione del marchio italiano e partecipazione a fiere, mostre e missioni di sistema in Paesi esteri e per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali in Italia.

L'autorizzazione all'aiuto temporaneo era arrivata il 2 luglio scorso dalla Ue con un aumento delle percentuali e dell'ammontare del contributo a fondo perduto ottenibile che passa dal 40 al 50% e rende lo strumento molto appetibile per le imprese.


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