Si amplia e si articola ulteriormente il quadro degli incentivi fiscali a favore delle imprese con il D.L. n. 42/2026, che interviene in modo mirato sul sistema di agevolazioni con particolare riferimento al Piano Transizione 5.0 e ad ulteriori strumenti di sostegno agli investimenti.
Il provvedimento introduce un rafforzamento significativo delle misure destinate alle imprese rimaste escluse dal pieno accesso al credito d’imposta Transizione 5.0 per esaurimento delle risorse. Per tali soggetti, il contributo viene riconosciuto in misura sensibilmente più elevata rispetto al passato, arrivando fino all’89,77% dell’importo richiesto, a fronte della precedente aliquota del 35%, accompagnato da un incremento rilevante della dotazione finanziaria complessiva. Viene affiancato un contributo alle stesse imprese, proporzionato alle spese sostenute per l'autoproduzione di energia elettrica.
Viene introdotto l’articolo 8-ter che prevede un intervento straordinario a sostegno delle imprese agricole, riconoscendo un credito d’imposta sulle spese sostenute per l’acquisto di carburanti. La misura, finanziata con una dotazione complessiva pari a 30 milioni di euro per l’anno 2026, è finalizzata a compensare l’aumento dei costi energetici legati all’utilizzo di mezzi agricoli. In particolare, il beneficio è riconosciuto fino al 20% delle spese sostenute nel mese di marzo 2026 per l’acquisto di gasolio e benzina destinati all’alimentazione dei macchinari impiegati nelle attività agricole, al netto dell’IVA e sulla base di costi adeguatamente documentati. Le modalità attuative saranno definite con apposito decreto interministeriale, adottato dal Ministero dell’agricoltura di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze entro 30 giorni dall’entrata in vigore della disposizione.
Infine, l'articolo 8-quater interviene sul Fondo rotativo SIMEST potenziando il sostegno alle imprese impegnate in percorsi di transizione digitale ed ecologica. La misura prevede, entro il limite complessivo di 800 milioni di euro disponibili sul fondo, un incremento del cofinanziamento a fondo perduto fino al 20% per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026. L’intervento è destinato alle imprese che abbiano subito effetti negativi legati al contesto economico internazionale, in particolare a seguito dell’aumento dei costi energetici o di una contrazione del fatturato o dei flussi di cassa connessa alle tensioni nell’area del Golfo Persico. Per le piccole e medie imprese, l’intensità del contributo risulta ulteriormente rafforzata, con una copertura che può arrivare fino al 30%. Le erogazioni sono autorizzate entro un limite massimo di 160 milioni di euro per il 2026 e 140 milioni di euro per il 2027, mentre la definizione dei criteri applicativi e delle modalità operative è demandata a successive deliberazioni del Comitato agevolazioni.