Coronavirus - Aiuti e incentivi alle imprese

Internazionalizzazione, traino per l’economia nazionale

Nei Programmi operativi 2021/2027, nazionali e regionali, ingenti somme sono state previste per agevolare la crescita delle Pmi italiane all’estero. Anche altre realtà territoriali come le Camere di commercio, con appositi avvisi pubblici, incoraggiano l’espansione delle piccole e medie imprese nei territori stranieri.

L’internazionalizzazione, in questo momento, fa da traino per tutta l’economia italiana. Telematica Italia sostiene da sempre l’internazionalizzazione delle Pmi attraverso servizi destinati allo sviluppo del commercio internazionale, all’utilizzo di strumenti innovativi, tecnologie digitali e alla crescita ambientale del territorio.

“Lavoriamo per rafforzare il legame delle imprese con il commercio estero – spiega il coordinatore del Team Internazionalizzazione, Maurizio Macrì – e affianchiamo le aziende sia da un punto di vista strategico, individuando e attivando finanziamenti, sia nel processo tecnico di espansione internazionale. Tra le misure agevolative disponibili, a livello nazionale, troviamo i finanziamenti Simest: il Piano strategico 2023 – 2025 del gruppo è stato presentato lo scorso mese di febbraio e gli sportelli potrebbero aprire a fine maggio. Si tratta di fondi pubblici gestiti in convenzione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a supporto di investimenti dedicati ai temi della sostenibilità, della digitalizzazione e delle filiere produttive. Parliamo, dunque, di incentivi a favore delle imprese con interessi diretti verso mercati strategici per il Made in Italy, con l’avvio di una prima misura specifica verso i Balcani Occidentali e di supporto all’export credit.

Oltre a Simest – continua Macrì - anche le Regioni e le Camere di commercio pubblicano bandi per sostenere le imprese che vogliono investire all’estero, ognuna con uno spessore diverso per impegno economico. Per esempio - conclude Macrì - tra i finanziamenti a fondo perduto più interessanti c’è il bando dell’Emilia Romagna che eroga il contributo a fondo perduto fino al 75% delle spese ammissibili, entro un massimo di 25mila euro per le fiere e poi si è appena chiuso quello della Lombardia con una dotazione finanziaria da 7,050 milioni di euro, incrementabili fino a 15 milioni. Questa agevolazione è stata concessa ed erogata fino al 100% delle spese ammissibili di cui l’80% sotto forma di finanziamento agevolato e il 20% sotto forma di contributo a fondo perduto. Stiamo aspettando anche quello della Regione Toscana che potrebbe essere un’altra occasione interessante da non perdere”.

Non basta conoscere solo le misure agevolative: le piccole e medie imprese devono sapersi districare tra tutti gli strumenti esistenti per affrontare i mercati stranieri.

I Governi, in questi ultimi 20 anni, hanno supportato l’internazionalizzazione delle imprese in diversi modi: a livello finanziario con strumenti quali voucher e incentivi e dal punto di vista della promozione, attraverso la valorizzazione del Made in Italy, le missioni di sistema organizzate da ITA (ex ICE), il supporto per la protezione della proprietà intellettuale e la formazione di figure professionali in grado di operare sui diversi campi come la digitalizzazione dei processi e la comunicazione digitale.

Ma tutti questi strumenti al servizio degli imprenditori sono di facile fruizione?

La domanda è posta all’export manager e amministratore di In2EU, società partner di Telematica Italia, Alessandro Ruggeri il quale spiega che “per conquistare nuovi mercati e nuovi consumatori, la piccola media impresa dovrebbe possedere conoscenze specialistiche interne in materia di internazionalizzazione per ridurre il rischio di impresa in un’attività complessa e che si articola su diversi ambiti professionali”.

Le agevolazioni pubbliche consentono, nella maggior parte dei casi, il matchmaking tra specialisti delle varie aree, utile a stimolare dialogo e collaborazioni.

Ma le imprese sono in grado di gestire gli aiuti autonomamente?

Cerchiamo di valutare in primo luogo – continua Ruggeri - se l’azienda ha mercato all’estero, successivamente individuiamo la migliore strategia di penetrazione commerciale (per esempio in quale Paese, con quali mezzi, verso quali segmenti, evitando quali concorrenti) e, infine, indirizziamo il cliente agli esperti di Telematica Italia per determinare il miglior strumento di finanza agevolata che possa supportare tale strategia. Il cliente può, così, decidere poi se portare avanti da solo la strategia individuata o se continuare a farsi assistere da In2Eu e dai consulenti Telematica Italia.

In base alle esigenze del cliente – afferma ancora Ruggeri - il nostro supporto si estende a tutti i tipi di servizi specialistici legati all’internazionalizzazione: il Temporary export management (TEM), lo sviluppo commerciale in determinati paesi target, l’ufficio gare internazionali, la logistica, contrattualistica, fiscalità, pagamenti internazionali, assistenza doganale.

Gli esperti di Telematica Italia sono il grande punto di forza di un utilizzo equilibrato della finanza agevolata per favorire e semplificare gli investimenti dei clienti, condividendo le diverse competenze specifiche del nostro network che ci consente di proporre servizi chiavi in mano servizi altrimenti parcellizzati su diversi fornitori.

Il tema centrale da non perdere di vista – conclude Ruggeri – è quello dello sviluppo della piccola e media impresa attraverso gli strumenti della finanza agevolata. La proposta di Telematica Italia sulla parte di finanziamento e il sostegno di In2Eu sull’internazionalizzazione consentono al cliente di concentrarsi esclusivamente sull’azienda, sul prodotto e sulla vendita”.

FOCUS SIMEST – Nel luglio 2020 sono state introdotte novità dal Decreto Rilancio in risposta alla crisi determinata dall’emergenza Covid-19. Le imprese, da quel momento, hanno potuto beneficiare di nuove misure agevolative: gli strumenti Simest, prima dell’emergenza Covid, erano molto meno competitivi di come sono ora e addirittura poco appetibili per le imprese. Durante il lockdown c’è stato un importante passo in avanti e si è iniziato a pensare all’internazionalizzazione come una leva per il rilancio del Made in Italy e dell’economia italiana.
Oggi, il panorama che abbiamo sugli strumenti Simest è vasto e complesso. I finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione sono molteplici. Per le imprese italiane esportatrici in Ucraina o esportatrici con approvvigionamento dall’Ucraina, colpite dalla crisi, sono state pensate due linee di finanziamento con rimborso a tasso zero e una quota a fondo perduto fino al 40% (strumento attualmente non disponibile); per quanto riguarda i finanziamenti con risorse dell’Unione Europea nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ci sono tre linee di finanziamento (transizione digitale ed ecologica; partecipazione delle imprese a fiere e mostre internazionali; e-commerce). Si tratta di strumenti a tasso agevolato con una quota a Fondo Perduto fino al 25% – 40% per le imprese del Sud Italia – nel limite di agevolazioni pubbliche complessive concesse in regime di Temporary Framework e senza necessità di presentare garanzie.
Altri strumenti, attualmente non disponibili, sono quelli specifici per l’internazionalizzazione: patrimonializzazione, inserimento mercati esteri, e-commerce, programmi di assistenza tecnica, partecipazione a fiere internazionali e a mostre e missioni di sistema, temporary export manager e studi di fattibilità. Altre misure sono state dedicate agli enti fieristici italiani e alle imprese nazionali organizzatrici di eventi di rilievo internazionale, penalizzate dalle limitazioni logistiche dovute alla pandemia: contributi a fondo perduto commisurati ai costi fissi non coperti da utili sostenuti dal sistema fieristico e patrimonializzazione a supporto del sistema fieristico (entrambi non più operativi dal 29/12/2021).

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