Coronavirus - Aiuti e incentivi alle imprese

Decarbonizzazione, dote di 180 milioni per ridurre le emissioni

Per la decarbonizzazione sono pronti 180 milioni, di cui l’80% è riservato alle imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno. Lo stanziamento è previsto dal decreto direttoriale 173/2026 del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, dedicato, per una parte, alla linea di intervento 04.02 «Energia rinnovabile: misura per interventi di decarbonizzazione del settore hard-to-abate».

L’accordo per lo sviluppo e la coesione introduce una misura finalizzata a sostenere gli investimenti per la decarbonizzazione dei settori hard-to-abate, vale a dire quei comparti industriali caratterizzati da processi produttivi ad alta intensità energetica e da emissioni di anidride carbonica difficilmente eliminabili attraverso la sola elettrificazione.

Beneficiari e obiettivi

La misura si rivolge alle imprese di qualsiasi dimensione e si applica a tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è favorire la riduzione delle emissioni dirette di anidride carbonica attraverso interventi che migliorino l’efficienza dei processi produttivi esistenti, senza comportare la realizzazione di nuovi prodotti.

I progetti dovranno, infatti, dimostrare un effettivo risparmio di CO₂ tra la situazione antecedente e quella successiva all’investimento, mantenendo invariato il prodotto realizzato. Tra gli interventi finanziabili rientrano l’efficientamento energetico degli impianti, l’elettrificazione dei consumi, la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili in autoconsumo, l’impiego di idrogeno, le tecnologie di cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂ (Ccus) e ulteriori soluzioni di decarbonizzazione che potranno essere individuate dagli atti attuativi.

Accesso agli aiuti

Per accedere alle agevolazioni, gli investimenti dovranno rispettare alcuni requisiti. In particolare, i lavori non dovranno essere avviati prima della presentazione della domanda, salvo eventuali deroghe previste dagli avvisi; dovranno rispettare il principio europeo del «Do no significant harm» (Dnsh) e risultare coerenti con gli obiettivi dell’Accordo per la coesione e con la normativa nazionale ed europea applicabile.

Il sostegno sarà concesso sotto forma di contributo a fondo perduto. Gli avvisi potranno attribuire particolare rilevanza all’efficienza ambientale dei progetti, premiando gli interventi in grado di ottenere la maggiore riduzione delle emissioni a fronte del minor contributo pubblico richiesto, ferma restando la verifica della sostenibilità tecnica, ambientale ed economico-finanziaria delle iniziative presentate.

Il decreto stabilisce che le agevolazioni non possono essere cumulate, con riferimento agli stessi costi ammissibili, con altri aiuti di Stato, inclusi quelli concessi in regime «de minimis». Resta invece possibile il cumulo con misure che non sono aiuti di Stato, purché non venga superato il costo totale dell’investimento e siano rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa vigente in materia.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi del 30 luglio 2026.

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