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Foragri, da vent’anni la "Casa della formazione in agricoltura"

Con la pubblicazione dell’avviso 1/2026, Foragri, il Fondo Paritetico Nazionale per la Formazione Continua in Agricoltura, ha confermato e rafforzato il proprio ruolo strategico nel sostenere lo sviluppo delle competenze nel settore agricolo, mettendo al centro la formazione continua come leva fondamentale per la crescita e l’innovazione.

Il bando, chiuso nel mese di maggio, finanzia piani aziendali, settoriali e territoriali rivolti ai dipendenti di una vasta platea di soggetti aderenti al Fondo, come imprese, enti, associazioni, fondazioni, cooperative e consorzi, con l’obiettivo di accompagnare il sistema produttivo in un percorso strutturato di aggiornamento, qualificazione e riqualificazione professionale.

Le azioni finanziabili spaziano dal rafforzamento delle competenze esistenti all’adeguamento e alla riconversione dei profili professionali, fino alla validazione degli apprendimenti, in risposta a un contesto sempre più segnato da transizioni complesse, come quella digitale ed ecologica. L’avviso prevede inoltre una struttura articolata di contributi, differenziati per tipologia e dimensione dei piani, che consente di sostenere sia realtà di piccole dimensioni sia progetti più ampi a livello settoriale e territoriale, con particolare attenzione anche all’alta formazione manageriale. Con parametri di finanziamento che valorizzano la qualità dei percorsi formativi e tempistiche definite per la presentazione delle domande, il bando rappresenta un’opportunità concreta per le imprese agricole e gli attori del sistema di investire sul capitale umano e rafforzare la propria competitività. In questo scenario, la finanza agevolata si conferma uno strumento chiave per accompagnare il cambiamento e sostenere lo sviluppo del settore. Ne parliamo con il presidente di Foragri Vincenzo Conso.

Presidente Conso, può spiegare in modo concreto di cosa si occupa Foragri e quale ruolo svolge oggi nel rafforzamento delle competenze nel settore agricolo?

“Foragri nasce nel dicembre del 2006 da una convinzione fondamentale delle parti sociali del comparto agricolo (Confagricoltura, Coldiretti, CIA, CGIL, CISL, UIL): che la formazione finanziata fosse uno strumento irrinunciabile per difendere da un lato la competitività delle imprese e dall’altro per perseguire l’emancipazione dei lavoratori agricoli. Da questa felice intuizione si sviluppa l’impegno di Foragri che finanzia le attività di formazione per il personale dipendente delle imprese che vi aderiscono. Con convinzione vogliamo essere la ‘casa della formazione in agricoltura’. Ci proponiamo alle aziende come loro partner nel percorso di innovazione e ai lavoratori come alleati nel fornire gli strumenti più adeguati per affrontare il cambiamento d’epoca che siamo chiamati a vivere”.

L’Avviso 1/2026 introduce opportunità rilevanti per la formazione continua: quali sono le principali caratteristiche di questo bando e quali tipologie di progetti ritiene più strategiche per il comparto?

“Il 17 marzo abbiamo pubblicato il nuovo Avviso Foragri 1/2026. Uno strumento importante di finanziamento della formazione interprofessionale, che mette a disposizione delle imprese e dei lavoratori ben 7 milioni di euro per i loro piani formativi. Come negli ultimi avvisi, sono previste specifiche linee di finanziamento dedicate alla formazione delle imprese, degli addetti e delle agenzie formative accreditate. Ulteriore spazio è dedicato a percorsi finalizzati al conseguimento della certificazione delle competenze, strumento che riteniamo altamente strategico per il futuro. Si tratta di risorse importanti con cui vogliamo sostenere lo sviluppo delle competenze nel settore agricolo e accompagnare i cambiamenti in corso. Le sfide del mercato sono enormi: pensiamo solo al digitale, alla transizione ecologica e all’incidenza delle malattie professionali. Non da ultimo, mi preme evidenziare come Foragri è il primo fondo interprofessionale a dedicare in Italia attenzione al terzo settore con specifiche risorse per l’agricoltura sociale”.

Alla luce del contesto attuale, quali sono le reali esigenze formative delle imprese agricole italiane e in che modo questo bando cerca di rispondere a bisogni come innovazione, sostenibilità e digitalizzazione?

“Le imprese hanno bisogno di lavoratori sempre più protagonisti del proprio lavoro e del proprio percorso professionale. Certi lavori non cambiano, altri invece continuano a cambiare costantemente. Per questo occorre la formazione continua che solo i fondi interprofessionali riescono efficacemente a finanziare per il tessuto imprenditoriale: l’aggiornamento continuo delle competenze e la certificazione della formazione erogata o acquisita sul campo sono driver strategici di crescita e di emancipazione del lavoratore stesso. Una parte importante della valutazione complessiva dei piani formativi presentati in risposta agli avvisi sarà assegnata sulla base dell’attinenza (almeno 16 ore di formazione) a specifiche tematiche che riteniamo strategiche: ad esempio digitalizzazione, tecnologie di miglioramento delle attività produttive, economia circolare e agricoltura sostenibile”.

Il bando prevede diversi livelli di contributo e incentiva anche l’alta formazione manageriale: quanto è importante oggi investire non solo nelle competenze tecniche ma anche nella crescita gestionale delle figure chiave in agricoltura?

“È fondamentale. Nell’avviso che abbiamo pubblicato prevediamo un aumento del parametro orario massimo di contributo per allievo per un’ora di formazione (+50%) nel caso di progetti di alta formazione manageriale rivolta a impiegati, quadri e dirigenti. Lo sviluppo delle aree gestionali, tecniche, logistiche e commerciali è infatti strategico. Al centro di tutto infatti c’è sempre la ‘persona’, con la sua capacità di risolvere i problemi e di essere protagonista del proprio lavoro e della propria impresa. Allenare questa capacità sfruttando tutti gli strumenti che il sistema di formazione finanziata fornisce fa davvero la differenza”.

La finanza agevolata rappresenta uno strumento sempre più centrale: quale impatto concreto può avere per le imprese agricole e come può contribuire a renderle più competitive e resilienti nel lungo periodo?

“La finanza agevolata è sicuramente uno strumento importantissimo per la crescita delle imprese e per la loro competitività su scala nazionale e internazionale. Non dobbiamo però mai dimenticarci che la prima ricchezza in azienda sono le persone che ci lavorano, dall’imprenditore agricolo che con passione porta avanti la sua impresa fino all’ultimo lavoratore agricolo a tempo determinato. Come Foragri siamo al fianco di queste persone per migliorarne la conoscenza complessiva che comprende anche gli strumenti di finanza agevolata”.

 

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