Regione Marche, proroga alle 12:00 del 15 luglio 2026, il bando volto a realizzare progetti integrati tra comuni e piccole imprese per lo sviluppo di centri commerciali naturali.
Ricordiamo che a partecipare sono i Comuni, le Unioni di Comuni e le micro, piccole e medie imprese del commercio al dettaglio, della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e dell’artigianato artistico e di qualità, esistenti costituite in forma associata (ATI – “Associazione Temporanea di imprese”, ATS – “Associazione Temporanea di Scopo”, Reti di imprese senza personalità giuridica, Reti di imprese con personalità giuridica).
Le imprese devono appartenere al comparto del:
- Commercio al dettaglio e della somministrazione di alimenti e bevande in sede fissa in possesso di Scia o titolo abilitativo equivalente per lo svolgimento dell’attività;
- Artigianato artistico e di qualità.
All’interno dell’area individuata dal Comune sono previsti interventi finalizzati alla rivitalizzazione della rete commerciale, attraverso lo sviluppo dei “Centri Commerciali Naturali”, mediante la realizzazione di progetti integrati pubblico-privati volti a favorire l’immagine globale dell’area. In particolare sono da ritenere ammissibili gli interventi che promuovono:
- interventi di valorizzazione della qualità architettonica dell’abitato e/o porzioni di esso, nonché valorizzazione delle costruzioni di particolare rilievo urbanistico ambientale degli accessi al centro, con particolare riferimento alla salvaguardia dei caratteri dell’architettura locale, della morfologia urbana e delle tecniche di lavorazione tradizionali;
- interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, pubblico e privato, destinati a:
- commercio in sede fissa;
- somministrazione di alimenti e bevande;
- artigianato artistico e di qualità;
- produzione e vendita di prodotti tipici dell’artigianato locale ed alla vendita di quelli tipici;
- interventi finalizzati alla cura e alla valorizzazione dell’immagine dell’abitato e quelli riconducibili alla nozione più generale di arredo urbano.
L’agevolazione viene concessa sotto forma di contributo in conto capitale sulla spesa ritenuta ammissibile, nel limite del 40% della spesa ammissibile per ogni singola pmi e fino a 50.000 euro.
Il contributo massimo concedibile al Comune è pari a 15.000 euro.