Il ministero delle Imprese e del made in Italy prova a tranquillizzare le imprese che si sono prenotate per i crediti d’imposta 5.0 del 2025 ma rischiano di restare fuori per mancanza di risorse. Secondo il Mimit una larga parte dei progetti potrà essere coperta (sicuramente tutti quelli già completati). Lo stesso ministero, ricordando che un quadro certo del fabbisogno si avrà solo dopo il 28 febbraio (data entro la quale le aziende devono trasmettere le comunicazioni di completamento degli investimenti), ha reso noti i numeri aggiornati sulle richieste che sono sul tavolo.
Alla data di ieri, i progetti già completati ammontano a circa 1,36 miliardi di euro. A questi si sommano 2,1 miliardi di euro di progetti per i quali è stato versato l’acconto minimo del 20 per cento. Una quota di questi, tuttavia, potrebbe non essere stata portata a termine entro il 31 dicembre 2025 o potrebbe essere stata rivista al ribasso. Si aggiungono ancora, poi, 1,3 miliardi che sono stato ad oggi esclusivamente prenotati. Quindi, in tutto, siamo a progetti per 4,76 miliardi di euro potenziali. Un’enormità rispetto alle risorse effettive per il 5.0 che ammontano in tutto a 2,75 miliardi di euro, dei quali 2,5 miliardi relativi ai fondi Pnrr già stanziati all’inizio del piano e 250 milioni aggiunti nel decreto legge 5.0 attualmente all’esame del Senato. Il buco dunque, sebbene allo stato sia ancora solo teorico, rischia di rivelarsi ingente. Tuttavia il Mimit ostenta tranquillità, anche in considerazione del fatto che ulteriori riflessioni sono in atto in riferimento alla dote di 1,3 miliardi di euro inserita in legge di bilancio e vincolata, almeno allo stato, ai vecchi crediti d’imposta 4.0. Come anticipato dal Sole 24 Ore, il Mimit e l’Economia dovranno provare a risolvere questo autentico rebus per evitare che le imprese in lista d’attesa per i più convenienti crediti d’imposta 5.0 (fino al 45% delle spese ammissibili) vengano automaticamente retrocesse ai meno generosi bonus 4.0, che arrivano al massimo al 20 per cento.
Fonte: Il Sole 24 Ore, Primo Piano del 7 gennaio 2026.