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On line il Decreto Ristori: contributi e agevolazioni

Pubblicato il Decreto Ristori con contributi e agevolazioni a sostegno di imprese e lavoratori interessati dalle misure restrittive anti Covid19.

Finanziamenti per PMI e Midcap

Operazioni di leasing finanziario con il quale si potranno coprire sino alla quota del 100% nuovi investimenti e progetti realizzati da PMI e Midcap.

Interventi di domotica possono essere trainati al superbonus

Perché non tutti gli interventi previsti dall’articolo 14 del Dl 63/2013 sono stati considerati trainabili benché, secondo l’articolo 119 del Dl 34/2020 sono tutti potenzialmente “trainati” (si veda eco sismabonus, ad esempio)? L’approccio adottato in fase di predisposizione della misura è stato quello di massimizzare l’efficacia della stessa in termini di incentivo riconosciuto rispetto al risparmio conseguito.

Cig senza addizionale nei settori con attività ridotte o sospese

L’articolo 12 del decreto Ristori (Dl n. 137/2020) disciplina una proroga dell’attuale sistema di ammortizzatori sociali introdotti per l’epidemia. Si prevede la concessione di un ulteriore periodo di 6 settimane di Cigo, Cigd e Aso che si potranno collocare dal 16 novembre al 31 gennaio 2021. Anche in questo caso eventuali periodi chiesti ai sensi della precedente normativa, che dovessero collocarsi dopo il 15 novembre, vanno a erodere le nuove 6 settimane.

Sul fondo perduto calcolo tra fatturato e indice settoriale

La principale novità del contributo a fondo perduto previsto dal decreto Ristori (Dl 137/2020) per le attività interessate dalle restrizioni disposte dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre afferisce alle particolari regole di determinazione dell’ammontare del beneficio: esso, infatti, dovrà essere quantificato non soltanto in base alla dimensione dell’impresa e dell’entità dei danni subiti a causa dell’emergenza sanitaria Covid 19, ma anche per mezzo di parametri

Credito d’imposta affitti anche nell’ultimo trimestre

Tax credit affitti esteso all’ultimo trimestre del 2020, ma solo per le imprese operanti nei settori colpiti dalle ultime chiusure anti Covid 19. L’articolo 8 del decreto Ristori (Dl 137/2020) proroga, per i contribuenti con codice Ateco compreso nella lista allegata al decreto, il credito di imposta sugli affitti di immobili non abitativi di cui all’articolo 28 del decreto Rilancio.Rimane la condizione di calo del fatturato del singolo mese di almeno il 50 per cento.

Ristori, pressing degli esclusi ma la dote per new entry è mini

Il decreto sui ristori economici ai titolari di partita Iva colpiti dalle nuove misure restrittive, con una dote di 2,46 miliardi, potrà indennizzare una platea di 466.657 soggetti. In particolare, 324mila di questi erano già stati beneficiari dei contributi del decreto Rilancio. Sono stimati invece in 142.400 nuovi beneficiari. I dati sono contenuti nella relazione tecnica del Dl n. 137 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 ottobre.

Il governo: aiuti alle imprese non dovranno essere restituiti

Il governo punta a spegnere l’allarme sul rischio restituzione per gli aiuti di Stato alle imprese che eccedono il tetto degli 800mila euro in termini di gruppo e non di singola azienda. «Non sussiste alcun pericolo», sostiene una nota diffusa ieri pomeriggio dal dipartimento Politiche europee di Palazzo Chigi, perché «la Commissione europea ha aperto uno spazio importante per la copertura dei sussidi e ha più volte confermato la sua forte determinazione in questo senso».

Il piano del governo: cassa fino a marzo, si parte da 4 miliardi

Nuova proroga della cassa integrazione d’emergenza di ulteriori 12 settimane, per arrivare così, in totale, a 18, sommando le sei settimane già previste, dal 16 novembre al 31 gennaio, dal decreto Ristori. L’operazione, che in questo modo allunga i sussidi con causale Covid 19 fino a metà/fine marzo, andrà in legge di Bilancio, e si parte da un costo stimato intorno ai 4 miliardi.

La Cig non pesi su imprese se continua blocco licenziamenti

La cassa Covid non deve avere costi aggiuntivi che pesano sui conti delle aziende. «Se il governo intende mantenere nell’emergenza il blocco dei licenziamenti l’accesso alla cassa Covid non deve prevedere aggravi per le imprese». È la posizione che Confindustria ha espresso al governo, nell’incontro di ieri pomeriggio e che ha messo nero su bianco con un comunicato in cui si sollecita anche la necessità di «lavorare al dopo». Cioè ad una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali.

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